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Milano | Vetra – Nel 1937 venne liberata la Basilica di San Lorenzo

Proponiamo una riflessione e una ricostruzione storica fatta da Rustego che riguarda la Basilica di San Lorenzo e le famose Colonne. Quando, a metà degli anni Trenta del 1900 si liberò il monumento da casupole addossatesi nel corso dei secoli, tanto da nasconder buona parte della basilica.

Premessa di Rustego:

Nell’ormai lontano 1999 scrissi una tesina per un corso universitario che mi permise, per la prima volta, di esprimermi in totale libertà. Il professore aveva infatti lasciato a noi studenti la scelta dell’argomento, la lunghezza, il tipo di taglio, e così via. Scelsi così di esplorare il rapporto tra i monumenti milanesi e le case che erano loro intorno, individuando in particolare cinque “temi” privilegiati, tra i quali vi erano le Colonne di San Lorenzo. Il titolo della tesina fu “Monumento e Trauma” e questa scelta fu l’unica lodata dalla commissione d’esame. Il professore infatti non apprezzò per nulla il mio tentativo di giudicare severamente il ruolo, sia pure passivo, che alcuni monumenti urbani avevano rivestito nella prima metà del Novecento, ed espresse la sua curiosità per “il pazzo” che aveva avuto il coraggio di scrivere certe cose.
Limitandomi alla questione Colonne San Lorenzo, in sintesi deprecavo la volontà di voler a tutti i costi separare le Colonne dalle sia pure modeste case che nel corso dei secoli si erano addensate intorno ad esse, per perseguire l’ideale dell’isolamento che di fatto collocava i monumenti in una teca separata dal resto della città. Invece di accettare il ruolo propulsore, aggregatore, simbolico dei monumenti, che portava ad una sorta di “forza di gravità”, l’isolamento forzato feriva i quartieri, squassandoli, rinunciando a prospettive, visuali, significati simbolici come se niente fosse. Il rapporto unico, strettissimo, tra le casette di corso di porta Ticinese e le Colonne fu perduto per sempre, e nulla è stato più in grado di rimediare; il progetto, realizzato per fortuna solo parzialmente, di una sorta di piazza che privilegiava una sola impostazione prospettica, quella centrale, facendo perdere completamente di significato agli archi di ingresso, a suo tempo uniti con orrendi muraglioni in mattoni alle canoniche, è ora chiaro per quello che è. 
Perciò Monumento e Trauma!
Il professore non fu d’accordo con la mia tesina.
Per lui era giusto separare i Monumenti dal resto, proprio perché il resto era meritevole di distruzione. Non fui respinto ma comunque la tesina fu un clamoroso insuccesso – insuccesso dal punto di vista universitario, perché in realtà ne andai orgoglioso per anni, giacché era l’unica o quasi tesi portata in quel corso, giacché i miei compagni di corso si erano limitati al compitino.
A differenza di quello che si potrebbe pensare, non ero e non sono completamente contro il concetto di demolizione; ad esempio nel capitolo dedicato a piazza Duomo giudicavo favorevolmente la demolizione del Coperto dei Figini e del Rebecchino, perché la forma della piazza con la sola loro demolizione risultava piacevole ed armonica con piazzetta Reale; giudicavo invece cervellotica la scelta di far piombare dal cielo una piazza quadrangolare, a forza, incastrandola in strade con altro orientamento, perdendo visuali uniche e prospettive secolari, ed inaugurando una spirale che avrebbe visto la necessità di realizzare poi piazza Diaz e così via.
Ma questo è un altro discorso.

Col San Michele del 1936, ovvero il 29 settembre, le case addossate tra San Lorenzo “come gramigna” e le Colonne furono definitivamente abbandonate dai loro inquilini a seguito degli sfratti eseguiti dal Comune, che nel corso degli ultimi anni ne era diventato proprietario. Le indagini archeologiche fino a quel momento limitate ad alcuni punti di piazza Vetra, si sarebbero potute così’ spostare verso corso di Porta Ticinese.

Nei mesi successivi le “catapecchie” furono demolite, con grande giubilo da parte dei cronisti e degli studiosi. Il volume di San Lorenzo è effettivamente talmente ricco da richiedere una certa distanza per poter essere ammirato; tuttavia a mio parere il modesto ingresso, tangenziale alle colonne, tra le abitazioni, conservava un fascino particolare ed unico.
C’era poi una ragione secondaria, ma non trascurabile, a spingere per i lavori di restauro ed archeologici: il Bimillenario Augusteo, che sarebbe caduto nel 1937.

Il progetto redatto dall’Ufficio tecnico municipale prevedeva, al termine dei lavori di demolizione delle case prospicienti corso di Porta Ticinese: il completamento delle canoniche ai lati della basilica; costruzione dei muri in mattoni per raccordarsi con gli archi laterali delle Colonne; la pavimentazione con marmi e pietre della piazza così ottenuta. La spesa totale era preventivata in 1.750.000 lire, cifra ragguardevole per l’epoca.L’obiettivo era quello di terminare i lavori e collocare la copia in bronzo della statua di Costantino  – ad opera della Fonderia Battaglia – nella piazza per il 28 ottobre 1937, nell’anniversario della marcia su Roma. In un articolo riassuntivo delle opere pubbliche eseguiti nel corso del 1937, ma pubblicato per la Rivista mensile del Comune di Milano del mese di settembre, i lavori intorno a San Lorenzo sono dati per “quasi” completati:

“Fra le opere di Piano Regolatore merita di essere particolarmente ricordata la sistemazione della zona intorno alla Basilica di S. Lorenzo, che, con forte intensità di lavoro, venne quasi riportata a termine in meno di un anno.
Chi non ricorda che ancora nello scorso inverno a ridosso della fronte e lungo il perimetro della Basilica si addensavano le vecchie casupole, che sembrava volessero nascondere questo magnifico monumento della prima Cristianità?
In pochi mesi si potè addivenire all’acquisto di tutte le ridette case; se ne effettuò la demolizione e si attuarono i lavori di sistemazione del piazzale fronteggiante la Basilica e di tutta la fascia perimetrale, lavori che comprendono: il completamento delle canoniche costruite verso il 1600 dall’arch. Mengoni; la formazione davanti alla Chiesa di una gradinata e di un sagrato racchiuso lateralmente da due alti muri in rossi mattoni; la sistemazione di piazza della Vetra e delle strade che da tale piazza sboccano in corso Ticinese e finalmente la erezione del monumento a Costantino a ricordo del bimillenario Augusteo.
Per avere un’idea dell’importanza di questi lavori si accennano alcune cifre fondamentali.
La spesa di acquisto delle quattordici case demolite superò i 5 milioni, i lavori di sistemazione della zona importarono oltre L. 2,200.000; la pavimentazione in porfido, granito e serizzo copre una superficie di 5000 metri quadri; le nuove costruzioni eseguite, con largo impiego di ceppo gentile lavorato secondo i modelli dei vecchi fabbricati, hanno il volume di 4000 metri cubi”.

Gli entusiasmi iniziali, che vociferavano intorno alla possibilità di inaugurare la statua di Costantino al termine dei lavori di restauro di San Lorenzo per il 28 ottobre 1937, dovevano pertanto smorzarsi. I tempi non poterono essere rispettati ed i lavori seguirono il loro corso, tanto che fu infine collocata ed inaugurata solo nell’ottobre 1939, due anni dopo.
La fotografia pubblicata in alto pertanto può riferirsi al periodo compreso tra il novembre 1937 ed il 1938; gli alberelli appena piantumati sembrano suggerire una datazione primaverile, quindi potremmo forse essere nella primavera 1938 considerando lo stato della pavimentazione.

Articolo di Rustego da: Cronache Edilizie Milanesi




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


7 thoughts on “Milano | Vetra – Nel 1937 venne liberata la Basilica di San Lorenzo

  1. Luca

    Bisognerebbe ricostruire i muri laterali, che immagino siano stati abbattuti per far passare i tram, e ripristinare la piazza chiusa.

    1. Giuseppe Vasta

      E anche ricostruire le casette… Poi ricostruirei anche parte di piazza del Duomo, concordo, così è troppo grande! 😉

  2. Anonimo

    tuttora rispetto ad altri scempi fatti nel centro storico mi sembra un intervento ben riuscito. Si è perso qualcosa, ma il parco e la piazza hanno reso tutta la zona più fruibile

  3. ma va là

    tutto per esaltare impero romano da un imitatore fuori tempo. le casupole poi non erano tali. Si tratta di case normali Milanesi in stile popolare.. ringhiera. Come sono quelle di Brera. Oggi di moda

  4. Anonimo

    Ciao! Interessante il sito Cronache Edilizie Milanesi per quanto riguarda la mappatura di edifici minori, con indicazioni delle fonti. Sarebbe interessante capire i criteri di mappatura. Per quanto riguarda la piazza, secondo me la liceità dell’intervento non si sarebbe dovuta giudicare dal punto di vista estetico-spaziale-paesaggistico, perchè sono criteri molto soggettivi e mutevoli.L’unico criterio oggettivo è la storia del luogo: capire come si sia arrivati a un determinato stato di fatto studiandone anche le motivazioni e solo in base a ciò agire. Onestamente non so quale sia l’origine di queste case, pertanto non posso giudicare.

  5. Anonimo

    Ciao Rustego! Interessante il sito Cronache Edilizie Milanesi per quanto riguarda la mappatura di edifici minori, con indicazioni delle fonti. Sarebbe interessante capire i criteri di mappatura. Per quanto riguarda la piazza di San Lorenzo, secondo me la liceità dell’intervento non si sarebbe dovuta giudicare dal punto di vista estetico-spaziale-paesaggistico, perchè sono criteri molto soggettivi e mutevoli. L’unico criterio oggettivo è la storia del luogo: capire come si sia arrivati a un determinato stato di fatto, studiandone anche le motivazioni e solo in base a ciò agire. Onestamente non so quale sia l’origine di queste case, pertanto non posso giudicare. Mi ricordo dei documenti cinquecentesci di progetto della piazza, in cui al posto delle case demolite c’erano dei cimiteri, ma non ne sono certo.

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