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Milano | Molinazzo-Bande Nere – Al via la ciclabile in viale Legioni Romane

Ieri sono cominciati i lavori per la pista ciclabile nel tratto che va da Piazzale Delle Bande Nere unendo viale Legioni Romane, via Berna e via Zurigo sino all’incrocio con Via Bisceglie.

Questa si collegherà con la ciclabile di via Bisceglie che porta sino a via Gonin (quasi al Naviglio Grande) e proseguirà con la progettata pista ciclabile che correrà lungo via Caterina da Forlì e via Sardegna (collegandosi a loro volta con la ciclabile di Via Pagano e di via Monte Rosa).

Ora i lavori riguardano una prima fase dove, in occasione delle strisce blu (ambito 36) vengono riposizionati gli stalli della sosta ricavando una corsia ciclabile ai lati, tra i parcheggi e il marciapiede.

In pratica non verranno eliminati gli stalli dei parcheggi auto, ma solo spostati, togliendo l’inutile parterre centrale disegnato sull’asfalto. In sostanza dovrebbe cambiare ben poco per le auto.

L’obiettivo è poi in futuro di passare ad una seconda fase dove si prevedono anche delle piantumazioni arboree lungo la via. Questo dovrà comunque confrontarsi con i limiti tecnici della presenza della M1 sotto il manto stradale.

Nell’attesa degli alberi, che al momento è solo un idea, verrà comunque risolto il problema di sicurezza stradale, soprattutto per pedoni e ciclisti.

Come si vede, le tre vie (Legioni Romane, Berna e Zurigo) sono molto vaste e hanno al centro uno spazio inutilizzato.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


48 thoughts on “Milano | Molinazzo-Bande Nere – Al via la ciclabile in viale Legioni Romane

      1. Anonimo

        Pure se abbatti un albero malato e pericolante… e la persone divise e segregate nelle opposte “bolle” dei social network, amplificano il fenomeno.

        L’importante è mantenere un minimo di dialogo lo stesso e non irridere la gente.

        Che un conto è il folkloristico cartello, un conto se iniziano a farti opposizione al TAR tutte le volte che approvi una iniziativa ma non reperisci abbastanza parcheggi nell’area in oggetto (un esempio giusto per… rimanere in zona 🙁 )

  1. Anonimo

    Puntualmente a destra si preferisce tenere tutto come prima, con un evidente spreco di suolo pubblico a scapito di tutti i cittadini, per pura ideologia. Poi però hanno pure il coraggio di sorprendersi che le altre città europee fanno meglio.

    1. Anonimo

      Tra ciclabili “dimenticate” (Giambellino), ciclabili dubbie (uno strano percorso che avevano progettato e mai fatto in una via residenziale per evitare di mettere mano a via Lorenteggio), ciclabili sciagurate (Savona/Tortona su cui è inutile rivangare) e estensioni delle strisce blu e gialle mai implementate, in zona quando sentono parlare di ciclabili si “agitano”.

      Poi magari stavolta la ciclabile la azzeccano bene e diventan tutti contenti, in fondo siamo esseri umani che reagiscono semplicemente agli stimoli che vengono proposti sulla base di quel che è successo in passato.

  2. Anonimo

    “Questa si collegherà con la ciclabile di via Bisceglie che porta sino a via Gonin (quasi al Naviglio Grande) ”

    In realtà arriva nell’unico punto dove è impossibile accedere alla ciclabile dell’alzaia del Naviglio.
    Gli unici attraversamenti della ferrovia (un sottopasso ciclabile e il progettato ponte ciclopedonale) sono altrove 🙁

    Peccato perchè un collegamento ciclabile Naviglio/parco delle Cave sarebbe stato utile e gradito.

    1. Guido

      Non è vero, se continua dritto e sale sul ponte di via Pietro Giordani, arrivato in cima troverà una strada a destra inizialmente asfaltata che in corrispondenza degli orti diventa sterrata e la conduce sull’alzaia del Naviglio Grande. Si tratta della strada che era stata realizzata per Italia ’90 e che sarebbe servita per consentire alle auto di accedere al posteggio che non fu mai realizzato e di cui ancora oggi subiamo l’eco-mostro … ma almeno abbiamo un collegamento tra percorsi ciclabili.

      1. Anonimo

        E’ la strada che è stata riaperta per consentire l’accesso al cantiere M4 e al deposito della Protezione Civile sotto il ponte.
        Mezza sterrata e in zona di “dubbia frequentazione” in certi momenti, in qualche modo porta all’alzaia.

        Se parliamo di reti di piste ciclabili è come se non esistesse.
        Se parliamo di “modi di arrivare all’alzaia”, beh…uso strade più pratiche e veloci. Lo faccio da quando facevo il liceo e non ho certo bisogno della ciclabile col cordolo per muovermi a Milano in bici 🙂 🙂

        1. Anonimo

          PS: la ciclabile che proviene da via Giordani, attraversa via Gonin e sale sul ponte è comunque sul lato opposto a quello della strada di cantiere…neanche a farlo apposta ne azzecchiamo una, nemmeno per caso… 😉

  3. Alessandro

    Le proteste per le ciclabili vengono sempre dagli stessi soggetti. Soggetti che sarebbero ben lieti di portare auto anche in via Dante e Vittorio Emanuele, soggetti immobili mentalmente ancorati ad una mobilità odsoleta di 60 anni.
    L’unica cosa da fare è ignorarli e compatirli

    1. Guido

      Non è vero, se continua dritto e sale sul ponte di via Pietro Giordani, arrivato in cima troverà una strada a destra inizialmente asfaltata che in corrispondenza degli orti diventa sterrata e la conduce sull’alzaia del Naviglio Grande. Si tratta della strada che era stata realizzata per Italia ’90 e che sarebbe servita per consentire alle auto di accedere al posteggio che non fu mai realizzato e di cui ancora oggi subiamo l’eco-mostro … ma almeno abbiamo un collegamento tra percorsi ciclabili.

      1. Lorenzo

        Una ciclabile in più e’ sempre e comunque una vittoria.
        Una ciclabile da Parco delle cave/forze armate verso il centro manca come molte ne mancano.
        Purtroppo la civilta’ popolare dell’automobile costruita all’improvviso che imperversa da su per giù un secolo e in considerazione della quale le citta’ si sono sviluppate non può cedere il posto alla mobilita’ alternativa in un Like…il cammino della conversione e’ lento e trovera’ consensi quando il risparmio economico che ne deriva e l’aspetto salutare saranno assimilati così come oggi lo e’ la percezione dell’utilità/comodità dell’auto

  4. Angelo-MI

    La ciclabile ci vuole oltre ad un riordino delle Vie Legioni Romane, Berna e Zurigo.
    Positivo il fatto che i parcheggi saranno a lisca di pesce e non più di traverso, che rendeva difficile parcheggiare e uscire.
    Speriamo che l’intervento porti ad una guida più civile, visto che ci sono automobilisti che considerano questo rettifilo come una pista di dragster e chi vuole attraversare deve prima recitare un rosario.

    1. Anonimo

      Su un asse di penetrazione, dopo che han profondamente ridotto le carreggiate, sarà un incubo.
      Ma almeno non è a pettine come adesso.

      1. Anonimo

        Se legessi l’articolo prima di pigiare le ditina sulla tastiera noteresti che lo spazio inutilizzato al centro della carreggiata verrà rimosso, quindi la riduzione della carreggiata risulterà essere minima.

    2. Matteo

      Mah, essendo una zona residenziale, il parcheggio a spina di pesce è la soluzione migliore, in quanto garantisce più posti auto rispetto ad altre soluzioni.

        1. Anonimo

          Basta spammare i video di questo deficiente. I parcheggi a lisca di pesce hanno assolutamente senso in questo contesto, anzi sono di gran lunga preferibili a quelli paralleli per ovvi motivi.

  5. Simone

    Perché che zone sarebbero se non residenziali Genio? Comunque trovo la ciclabile un progetto ambizioso e utile. Altresì utile la piantumazione per arricchire il decoro stradale e porre altresì fine all’autostrada che si crea per colpa di automobilisti prepotenti tanto quanto incapaci di guidare. Speriamo che il traffico si congestioni così da dirigersi su altre diramazioni, facendo della Legioni Romane una gran via, dopo decenni di sfruttamento da parte di paesani limitrofi che qui occupano I parcheggi ai residenti per poi prendere la metropolitana.

    1. Anonimo

      Via Berna e Legioni Romane sono delle grosse vie di accesso a Milano, con grande volume di traffico. Assi al di sotto dei quali passa la metropolitana. All’estremità c’è un gigantesco parcheggio di corrispondenza.
      Ergo: non sono stradine residenziali.

      La ciclabile è comunque giusta e sacrosanta (e soprattutto era ora).

      Se posso permettermi è invece un po’ patetico tirar fuori la storia del traffico che “si disperde”…ci sarà solo un po’ più di coda quando i bus fanno le fermate e bloccheranno tutto per qualche minuto, ma è così in tutta Milano e non morirà nessuno. In fondo se quelli dell’hinterland vogliono entrare in macchina a Milano è abbastanza giusto che un pochino soffrano, visto che non riusciamo a fargli pagare dei soldi.

      1. Anonimo

        Io Area B la farei a pagamento. 5€ per Area B, 12,50€ per Area C. Servono soluzioni che cambiano la viabilità di Milano una volta per tutte.

    1. Anonimo

      Perché molto non capiscono che se fanno una ciclabile non è che chi vuole usare l’auto è obbligato a vendere l’auto e andare in bicicletta.
      Può continuare a usare la sua auto senza problemi, anzi, alla lunga ci saranno un po’ di auto in meno in giro e più spazio per i loro parcheggi.
      Perché non c’è paragone nello spazio occupato da un’auto e quello occupato da una bici, il rapporto è 10 a 1. Ma davvero sono discorsi troppo difficili da far capire.

  6. Anonimo

    Le auto stanno ferme il 97% della loro “vita”. È per quello che creano un sacco di problemi alle città.

    Spero che finiscano anche la ciclabile di Via Monte Rosa. È ora di cambiare marcia.

      1. Anonimo

        A patto che le bici non stiano ferme attaccate a un palo in messo al marciapiede…. occupano meno spazio delle auto e quindi vanno meglio.

        In ogni caso il tasso di mancanza di parcheggi e di cafonaggine degli utilizzatori è abbastanza uguale tra auto e bici purtroppo (per tacere degli scooter)

  7. Anonimo

    I hope this project uses best practices from other citeis. We do not have to invent new stuff, but to apply known knwoledge fast and with as little mistakes as possible!

  8. Alessandro

    Finalmente una bella idea. A mio parere dovrebbe tirare dritto fino a Cesano Boscone, così coprirebbe anche I palazzoni nuovi sullo stradone di Via Ferruccio Parri. Speriamo in bene… Comunque ottima iniziativa! Li è molto utile una pista ciclabile!

  9. Andrea Giorcelli

    Il problema piú grave e da correggere subito è il tracciato non rettilineo, con lo spazio che c’è non doveva essere difficile garantirlo. Sembrano poche curve ma penalizzano e snervano inutilmente chi va in bicicletta.

    1. Anonimo

      Ma le curve sono solo dove ci sono i pozzi di areazione della metro e infatti anche adesso non ci puoi parcheggiare.
      Rifare l’impianto di areazione della metro per evitare due curve ai ciclisti (in una sola direzione) mi sembra quantomeno inutile visto che nel resto di Milano le piste manco ci sono…. 🙂

  10. Anonimo

    Si, se rende difficoltoso il passaggio dei mezzi pubblici. Mezzi di soccorso, mezzi pubblici di trasporto. Passare da tre corsie ad una si crea un imbuto.

  11. Anonimo

    Se tutti gli abitanti di Milano non avessero l’auto, la città si svuoterebbe,Solo mezzi pubblici elettrici. Nessuno dovrebbe entrare. Isola pedonale totale.

  12. Giovanni

    Ma sono pazzi. Questa inutile pista ciclabile ha ridotto una strada a doppia corsia in una corsia con conseguente busto del traffico. Era l’unica strada che dava sfogo fino alla circolazione. Adesso è un disastro! Ciclabili si ma con intelligenza! Questa è stata fatta con totale negligenza.

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