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Milano | Porta Garibaldi – Il “palazzaccio” di Via Ferrari 10-12: giugno 2020

Come abbiamo visto, le Ferrovie dello Stato stanno finalmente restaurando il “palazzaccio” di via Giuseppe Ferrari 10 e 12 a Porta Garibaldi, legato al complesso ferroviario.

Si tratta di un edificio per uffici e servizi tecnici delle Ferrovie Italiane, che venne, con ogni probabilità, realizzato tra il 1956 e il 1963 assieme all’edificio passeggeri della Stazione Garibaldi progettata da Giulio Minoletti, E.Gentili Tedeschi e M.Tevarotto. Non sappiamo ancora cosa e come sarà riqualificato, ma era da decenni, in apparente stato d’abbandono.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


10 thoughts on “Milano | Porta Garibaldi – Il “palazzaccio” di Via Ferrari 10-12: giugno 2020

  1. Wf

    Finalmente!
    Milano sta guarendo da tutte le sue ferite da mentalità padronale e affaristica che ha creato luoghi terribili.

    Ma non devono farci una esselunga?

    1. Anonimo

      E’ già presente sotto Gae Aulenti. Sarebbe curioso ne facessero un’altra a poche centinaia di metri di distanza.

    2. Pierre

      Immagino che il commento non sia serio.

      Mi sembrerebbe strano la costruzione di un’Esselunga su un asse di scorrimento ma senza parcheggio (a meno di non utilizzare in qualche modo la rampa del carico automobili su ferrovia appena dietro), il tutto con una superficie lunga e stretta e su più piani.
      Naturalmente c’è poi da considerare la vicinanza della Esselunga sotto Gae Aulenti ad appena 200 metri.

      Direi che non sia la soluzione migliore.

    3. Anonimo

      hai proprio sbagliato bersaglio…. anche se adesso non si direbbe, la stazione Garibaldi era avveniristica per i suoi tempi e faceva parte di un progetto organico — il centro direzionale — che era un ottimo esempio di architettura al servizio della collettività, o meglio lo sarebbe stato se lo avessero realizzato.

      Non so cosa intendi per mentalità padronale e affaristica, ma se intendi la capacità di fare business, non ci vedo niente di male ed è nell’essenza di Milano fin dal Medio Evo.

      Il problema qui è stata la mano pubblica, che ai tempi non ha saputo coordinare e incanalare le energie dei privati, e così abbiamo dovuto aspettare gli anni 2000 perché il centro direzionale diventasse il progetto Porta Nuova.

      1. Anonimo

        si saranno fatti i loro conti e avranno visto che ristrutturare costava meno.

        FS non è che si faccia grandi scrupoli quando si tratta di monetizzare i suoi immobili e i suoi terreni, quindi se hanno scelto questa via è sicuramente perché era quella economicamente più vantaggiosa.

        Poi se non sbaglio il complesso della stazione è vincolata dalla soprintendenza, forse il vincolo si estende anche a questo edificio

  2. Alessandro

    Da Grandi Stazioni tutto tace sull’ignobile recinzione rimasta in Viale Luigi Sturzo e la riqualificazione dell’area sottostante?

  3. Anonimo

    Sarebbe ora di rifare anche la piazza davanti alla stazione (quel terribile non luogo di catrame e parcheggio). Dobbiamo usare i fondi post covid per fare dei lavori di manutenzione. I soldi vanno investiti e non dati alla gente per stare a casa.

    1. CM

      E magari anche l’esterno della stazione stessa, integrandola con ciò che la circonda (cavalcavia bussa e porta nuova)….

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