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Milano | Castello – La nuova fermata di via Legnano Arena

Come abbiamo visto, ATM sta lavorando un po’ ovunque in città per adeguare a nuove esigenze e norme le fermate dei tram. Ed ecco anche la fermata di via Legnano Arena quasi ultimata e riqualificata.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Milano | Castello – La nuova fermata di via Legnano Arena

  1. Anonimo

    a costo di essere monotono e ripetitivo, vorrei sottolineare ancora una volta come sia sufficiente sostituire l’orrido catrame con dei semplici ed economici, ma dignitosi, autobloccanti per trasmettere immediatamente un senso di maggiore ordine, pulizia e cura. Non serve per forza la costosa pietra ovunque.

    Non capisco cosa aspetti il Comune a preparare un piano per sostituire il catrame con gli autobloccanti (o la pietra nelle vie di pregio) man mano che vengono effettuati i lavori di manutenzione.

    è un intervento semplice e poco costoso che da solo già cambierebbe faccia alla nostra città.

    1. Anonimo

      gli autobloccanti possono andar bene per le fermate dei mezzi pubblici.
      possono piacere – come sembra di capire ti piacciano – ma io personalmente non vorrei mai che tutti i marciapiedi diventassero il paradiso degli autobloccanti.

      senza considerare che, a dispetto di quanti credi, non sarei così sicuro che la posa fatta come si deve degli autobloccanti sia una passeggiata: se il substrato non è fatto secondo tutti gli onerosi crismi, rischi dopo poco di trovarti uno scenario di sprofondamenti e avvallamenti che ti farebbero rimpiangere il bitume – che non è un caso si adoperi in buona parte del globo per i marciapiedi.

      1. Anonimo

        Sei sicuro che si usi “nella maggior parte del globo”???

        Sei mai stato in centro Europa, Scandinavia, UK, Spagna, Portogallo e via elencando? Se sì, per caso avevi i paraocchi?

      2. Wf

        A te non ti piacciono gli autobloccanti?

        Perché tu chiedo.

        La vera ragione.

        Perché il motivo che creano avvallamenti è assurdo…
        Non sta ne in cielo e ne in terra…

        Quindi TI PIACE il CATRAME come marciapiede?

        Trovi bello il CATRAME?

        Sei serio?
        Non può essere.
        Per capire.

  2. Andrea

    Atm dovrebbe fare una profonda riflessione sul numero di fermate della rete tranviaria, molte delle quali a distanze irrisorie le une dalle altre. Questo determina, oltre alka mancanza della priorità semaforica, una lentezza della rete esasperante. I poveri tram Meneghini detengono il primato (non invidiabile) di tram più lenti d’Europa. Anche laddove dispongono di corsie preferenziali. Sarebbero urgenti dei cambi di rotta nella gestione, anziché concentrare tutti gli sforzi sulle metro e sui bus elettrici.

    1. Anonimo

      Se provi a togliere una fermata ti saltano addosso comitati di ogni tipo. Siamo un popolo che guarda solo sotto la finestra di casa propria. Non è solo una questione di egoismo, sembriamo incapaci di una visione dei problemi da una prospettiva generale.

  3. SILVANI MILANO

    CARO ANDREA CHE VUOI DIRADARE LE FERMATE TRANVIARIE: NON SO QUANTI ANNI HAI MA SO I MIEI. A 71 ANNI, DA SEMPRE SENZA PATENTE E ABBONATO ATM, POSSO ASSICURARTI, ASSIEME A TANTE ALTRE PERSONE ATTEMPATE, CHE IL PRIMO REQUISITO RICHIESTO ALLA RETE TPL E’ LA COMODITA’ D’USO E NON LA VELOCITA’ COMMERCIALE.

    CHE E’ IMPORTANTE, CERTO, MA TRA FARE POCA STRADA PER ACCEDERE ALLE FERMATE E QUALCHE MINUTO IN MENO DI VIAGGIO IN VETTURA CHI E’ ANCHE SOLO MALFERMO SULLE GAMBE PREFERISCE LA PRIMA SOLUZIONE
    .
    IN QUALCHE CASO HAI RAGIONE E, A DIRE IL VERO ANCHE LA RETE AUTOMOBILISTICA HA A VOLTE FERMATE TROPPO VICINE (ESEMPIO: ALLA BARONA IN VIA BIELLA L’AUTOBUS 74 FERMA 3 VOLTE IN 150 METRI).

    PERALTRO I TRAM DLLE LINEE, 2, 12 E 14, CHE DOPO QUELLA DI OREFICI HANNO FERMATA IN VIA PONTE VETERO E POI A LANZA SONO FIN TROPPO A POSTO, SECONDO I TUOI CRITERI (E POTREI FARTI ALTRI ESEMPI). INVECE IN STRADE COME VIALE CERTOSA TRA ACCURSIO E IL CIMITERO MAGGIORE SONO EFFETTIVAMENTE TROPPE, MA SAPRAI CERTAMENTE DELLE PROTESTE DELLA GENTE DEL VIGENTINO PERCHE’ AL 24 HANNO TOLTO DUE FERMATE…

    USO SPESSO I TRAM LA DOMENICA MATTINA TRA LE 6 E LE 9 E TI POSSO ASSICURARE CHE SONO AUTENTICHE SCHEGGE! LA LENTEZZA INDUBBIA NEI GIORNI FERIALI HA MOLTE CONCAUSE RISPETTO ALLE QUALI IL DISTANZIAMENTO DELLE FERMATE E’ SECONDARIO.

    RICORDO POI CHE LA SINCRONIZZAZIONE SEMAFORICA AVVIENE MEDIANTE IMPULSI GENERATI DALLA RETE AEREA TRAMITE IL PANTOGRAFO, E NON E’ DI FACILE ATTUAZIONE.

  4. Anonimo

    provate a farvi un giro sulle fermate rinnovate della ludovico il moro
    non una uguale all’altra non una con le stesse finiture o modalità
    banchine non pervenute
    ma ci stanno lavorando direte (si da due anni e mezzo e altrettanti ne mancheranno)si certo con prudenza

  5. Luca

    Ti saltano addosso i comitati anche perche’ secondo me ci sono molte persone anziane o con problemi e Che hanno molta difficolta’ a fare anche 50/100 metri in piu .

    1. Anonimo

      Chiaro, gli anziani sono considerati solo se c’è da lasciare le fermate come sono senza modernizzare la rete.

      Quando invece facciamo presente che non si può “cancellare” i posti auto come se il problema dei genitori anziani non esistesse…saltano fuori i talebani leoni da tastiera anti auto all’attacco.

  6. Wf


    6° Design Summit Pambianco: intervista di Affaritaliani.it a Stefano Boeri Architetto e Urbanista di Stefano Boeri Architetti 

    “La pandemia – ha raccontato l’architetto Stefano Boeri Architetto e Urbanista di Stefano Boeri Architetti ai microfoni di Affaritaliani.it – ha cambiato il nostro modo di pensare gli spazi di vita e ha dato un ulteriore impulso alla tendenza a considerare le camere da letto dei potenziali monolocali dove la gente lavora e incontra gli amici, così come all’uso degli spazi aperti come balconi, terrazzi, giardini o addirittura tetti, che hanno acquisito ancora più valore durante il lockdown”.

    Boeri ha poi puntato la lente sul capoluogo lombardo: “Milano è composta da quartieri autosufficienti e autonomi che consentono ai cittadini di avere tutti i servizi di cui necessitano a pochi metri di distanza. Dobbiamo, tuttavia, ripensare al centro di Milano, che mi preoccupa molto: un centro vuoto e senza vita può impedire qualsiasi sviluppo di dinamiche positive nella città, anche dal punto di vista dell’attrattività e non solo turistica. Penso che dovremmo fare un’operazione di grande investimento sulla sua residenzialità, riportare ovvero la vita residenziale – penso soprattutto ai giovani, studenti e non – nel centro, utilizzando ad esempio i palazzi storici che oggi sono sede di uffici vuoti e desolati. Per la prima volta oggi il focus non è sulle periferie ma sul centro storico, che rischia di diventare la più grande periferia della città”.

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