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Milano | Isola Porta Garibaldi – La ciclabile di via Quadrio

Prosegue il grande piano urbanistico per dotare Milano di piste ciclabili che consentano ai cittadini di poter utilizzare la bicicletta di modo da potersi muovere in libertà ed evitare di utilizzare i mezzi pubblici che, in questi mesi post Covid19, sono costretti a ridurre la capienza.

In molti casi si sono sbloccati progetti rimasti nei cassetti da anni. Uno di questi è la ciclabile dall’Isola a via Ceresio percorrendo via Quasdrio e il Cavalcavia Bussa.

In questi giorni sono stati inseriti nuovi elementi (discese) per consentire il percorso dei velocipedi lungo la ciclabile già realizzata anni fa e mai completata (fino a qualche anno fa si fermava proprio davanti alla discesa per via Quadrio, rasentando il ridicolo). Pensare che per il Cavalcavia Bussa vi era anche un progetto per renderlo pedonale e luogo di svago, ma mai realizzato.

Qualcuno capirà in seguito che c’è la ciclabile bi-direzionale o si ostinerà ad usare il marciapiede?

Qui di seguito il progetto per la ciclabile di via Quadrio.

Il problema principale di via Quadrio è il senso unico verso l’Isola, che rendeva impossibile il transito alle bici che dall’Isola volessero andare verso il Monumentale. Così, usando la ciclabile del Cavalcavia Bussa.

Così, per le bici che percorreranno la via in direzione Isola andranno nel senso delle auto (che saranno costrette a muoversi in zona 30), mentre nell’altro senso potranno andare in contromano, ma protette in uno spazio che sarà ricavato tra il marciapiede e le auto in sosta. Lo spazio agli incroci, che saranno ristretti, verrà usato per posizionare alberature in aiuole.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


28 thoughts on “Milano | Isola Porta Garibaldi – La ciclabile di via Quadrio

  1. Anonimo

    Hanno imparato a fare i cordoli. Bene. Milano deve usare la crisi del covid per riprogettare la sua viabilità e ridare spazi adeguati ai suoi quartieri. La bicicletta può essere un mezzo molto utile per avelocizzare questo processo.

  2. Federico

    A cosa serva una pista ciclabile in una strada definita “zona residenziale” con un limite di 15km/h lo sanno solo in pochi, strada per giunta sufficientemente larga per consentire alla bici di percorrerla in senso inverso con la semplice “eccezione” al senso unico opportunamente segnalata.

    1. Anonimo

      E’ verissimo e infatti nella mitica Amsterdam non avrebbero mai fatto una cosa del genere.

      Ma in quel punto c’era stato l’episodio della striscia dipinta per terra abusivamente e il Comune doveva dare un segnale di ascolto, con qualche intervento “monumentale” (diciamo così 🙂 )

      1. Federico

        C’era qualcuno che cantava:”… e l’importante è esagerare, sia nel bene che nel male…”.
        Non solo ad Amsterdam, ma in tutti i manuali di “best practises”:a tal riguardo.

    2. Anonimo

      A cosa serve c’è scritto chiaramente nell’articolo. A dare la possibilità di percorrere la via a senso unico in entrambi i sensi.
      Sono proprio questi interventi a rendere ancora più attrattiva e comoda la bici in città.

    1. Anonimo

      In realtà il Covid centra poco: è il magico effetto di avere le elezioni comunali fra 9 mesi: non hai ancora visto niente, vedrai i fuochi di artificio in arrivo!

    2. Chiara

      Il problema arrivando in bici da Via Pasubio non è mai stato via Quadrio , ma via Maroncelli strettissima con macchine che la imboccano per andare al cavalcavia come fossero al grand prix di Monte Carlo , magari anche qualche macchina parcheggiata , e a completare l’opera il pavè sotto le ruote.😡

  3. Anonimo

    Condivido che può essere considerato un primo passo, ma il tema principale è la riqualificazione del cavalcavia Bussa.
    Tra l’altro in questi mesi di Covid l’area sembra essere trasformata in un dormitorio all’aperto. Il giardino che è ad angolo Quadrio e d’Azeglio è diventato anche bagno pubblico. Servirebbe sicuramente una riqualificazione e controllo maggiore

    1. Anonimo

      Guarda hai proprio ragione, soprattutto quel pericolosissimo 80enne della foto 6, pericolo pubblico numero 1 in città, che chissà che enormi problemi può aver causato ad essere salito su quel marciapiede deserto in bici! Roba da fargli scontare il resto della vita in carcere, hai proprio ragione. Che scandalo, che sprezzo del pericolo, con la pista ciclabile chiusa, aver avuto il coraggio di salire sul marciapiede.
      I marciapiedi vanno trasformati in parcheggi per moto e scooteroni, come in figura 15, 22 e 23. Perché si sa che il problema sono le bici sui marciapiedi.

      1. Anonimo

        Vedo con piacere che ti sei “triggerato”. L’intento era proprio quello, avete sempre da ridire su moto e auto, mentre appena si fa notare che ci sono altrettanti ciclisti che non rispettano le regole vi si blocca la vena.

        1. Anonimo

          E allora hai ragione tu. Il problema sono le bici sul marciapiede.
          Poi ok la città è strapiena di auto ovunque, parcheggiate ovunque, sempre più grosse più veloci e più letali ma il problema sono i ciclisti sul marciapiede.
          Se uno che va in bici osa cercare di salvarsi la vita evitando le auto forse un po’ di ragione ce l’ha e forse si può essere un po’ più tolleranti.

  4. Stefano

    Ma chi ha progettato le aiuole prima del cavalcavia? Un pazzo? È già difficile girare con la macchina, un furgone si troverebbe incastrato in quel pezzo.

      1. Anonimo

        Dovevano dare l’offa a quelli che pensano che la ciclabilità a Milano sia una “guerra”.
        Han fatto le trincee e li han resi felici!

        1. Anonimo

          È una guerra quella che si combatte ogni giorno sulle strade italiane. 3.500 morti all’anno, decine di migliaia di incidenti e di feriti.
          Se i cordoli servono a salvare vite umane ben vengano. Ce ne vogliono di più, almeno finché si smetterà di pensare che le strade siano a completa disposizione e totale dominio dell’automobile.

          1. Anonimo

            Infatti, il suggerimento era copiare Amsterdam che è una città più sicura per le bici di Milano e dove in una via del genere non avrebbero fatto una ciclabile (offa) col cordolone.

            Ma visto che a Milano i soldi e le risorse e il tempo a disposizione sono infiniti, va bene tutto, basta che lo facciano.

  5. Luca

    Qualcuno conosce chi negli uffici tecnici del comune progetti le ciclabili? Hanno appena finito di realizzare il nuovo innesto della ciclabile di via Olona, tripla curva a gomito in 20 metri, credo che progetti con un Nokia 3330 usando Snake per disegnare.

  6. Anonimo

    Non discuto il progetto. Ma decidere di metterlo in atto proprio adesso, rendendo il cavalcavia Bussa scomodo e persino pericoloso per l’accesso alle auto mi sembra poco oculato. Adesso che il ponte di Via Farini è chiuso per lavori, hanno reso l’Isola ancora più irraggiungibile. Peraltro il tema si proporrà in futuro, visto che il master plan dello Scalo Farini prevede la chiusura del ponte. Come si arriverà all’Isola?

    1. dc

      a piedi, con la bici, con il monopattino, con i bus con i tram con la metro e con i treni credo…
      detto da uno che abita in isola non è che ci dispiacerebbe avere un po’ meno auto in giro la sera

  7. alberto gerola

    Io invece il progetto lo discuto. Nel merito. Trovo inconcepibile che vengano approvati questi interventi, senza la minima verifica tecnica. Chi ha pensato la nuova viabilità di Via Quadrio non ha minimamente considerato i passi carrai, e le immissioni in via Quadrio dagli immobili che vi si affacciano. A causa dei nuovi parcheggi previsti in mezzo alla strada, anche considerando i soli raggi di curvatura di una auto standard, non c’è modo di uscire dalle proprietà private se vi sono auto parcheggiate di fronte, entro gli stalli ad oggi disegnati. Figuriamoci se si dovesse uscire con furgoni, o camioncini.
    Per non parlare dei continui blocchi stradali che si generano, ogniqualvolta un fornitore deve sostare per una consegna. Ormai la strada è ridotta ad una unica corsia di marcia – peraltro di calibro molto ridotto – e quindi con i nuovi parcheggi si passa solo una auto alla volta. Se una auto si ferma, il traffico è bloccato. Siamo passati da una strada larga 9.0mt (compresi i parcheggi laterali, quindi diciamo 5.0mt di carreggiata) ad una strada larga 6.50mt. Togliendo 4.0mt (2+2) per le due fasce di parcheggio (gli stalli in realtà sono stati disegnati con larghezza 1.8mt, ma è evidente che sono troppo stretti, e persino le auto sporgono verso la carreggiata, per non parlare di furgoni ed i camioncini) rimane una corsia di marcia di 2.5mt !!

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