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Milano | Post Covid – Sedie e tavolini: la città a misura d’uomo

Quest’anno decisamente ci ha e ci sta sconvolgendo la vita non poco, a noi e a tutto il mondo a dire il vero dovuto all’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Coronavirus Covid19.

Dopo la fine del blocco d’emergenza o “lockdown”, per cercare di contenere la pandemia durata da marzo ai primi giorni di maggio 2020, il Comune di Milano, così come è successo in altre città italiane e nel mondo, ha cercato di far fronte al ripristino delle attività dei cittadini prima interdette.

Oltre a creare piste ciclabili utilizzate da chi non ha intenzione di utilizzare i mezzi pubblici per paura del contagio, il Comune ha concesso a ristoranti e bar, grazie a un provvedimento approvato dal consiglio comunale, di poter usufruire dello spazio pubblico, con procedure di richiesta accelerate e gratuitamente, per far fronte alle ridotte capacità dei locali per il distanziamento sociale.

Quest’operazione ha reso esponenziale una tendenza già in atto da diversi anni, quella della città vissuta all’aperto.

Così i ristoranti e i bar si allargano, a costo zero, sul suolo pubblico: sui marciapiedi, al posto dei parcheggi auto, sia su carreggiata che tra gli alberi lungo i viali, anche non necessariamente a ridosso del locale. Tavolini e sedie, naturalmente, distanziati almeno di un metro per le misure anti-Covid. (stessa cosa anche per i negozi che possono allestire bancarelle all’esterno.

Ovviamente si tratta di occupazioni temporanee e quindi di facile rimozione una volta ripristinata la tassa per l’occupazione di suolo pubblico. Questo almeno fino al 31 ottobre. Poi, la delibera potrebbe essere estesa ulteriormente prorogata oppure rivista.

Quella in corso è un’azione che cerca di far fronte ad una situazione drammatica dovuta alla pandemia. Zero turisti, pochi studenti fuori sede, gli uffici vuoti stanno portando le loro conseguenze sulla ristorazione e sul commercio cittadino, soprattutto in centro. Un bel problema per una città che vive anche dei servizi ai cosiddetti ‘city users’. Purtroppo sono molti i locali ancora chiusi e in “forse” per la riapertura, così come sono molti i locali e i negozi che, purtroppo, si sono arresi a questa crisi economica e non riapriranno più.

Questa è una epocale trasformazione che ci condizionerà non poco. Comunque vada, speriamo bene, noi, onestamente, preferiamo una città più a misura d’uomo, allegra, viva, conviviale e meno di “lamiera”.

Carlo Cracco, il noto cuoco, ha lanciato un appello sul Corriere qualche giorno fa, che riproponiamo:

«A chi può dico: riapra. Non importa se non riuscirà a lavorare quanto prima, non importa se il suo non sarà lo stesso ristorante di prima. Va bene anche un take away, un dehors, una formula temporanea. L’importante è rimettersi in gioco, cercare delle opportunità. Anche perché la situazione non tornerà alla normalità per un bel po’… non possiamo aspettare che l’emergenza sanitaria finisca, meglio provare a reagire adesso. Il messaggio che dobbiamo far passare, tutti insieme, è che siamo pronti ad accogliere le persone».




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


45 thoughts on “Milano | Post Covid – Sedie e tavolini: la città a misura d’uomo

  1. Wf

    Ma è bellissimo!
    Ma è veramente Milano???

    Sononfoto reali di Milano?

    Non è possibile Milano è grigia piena di smog e auto sui marciapiedi che riempiono tutte le strade.
    Invece dalle foto sembra di stare a Berlino, Vienna, Monaco di Baviera, Parigi…

    Dai è uno scherzo.

    Milano è una città cupa e sfigata non quello che ce nelle foto sopra…

    Sono fotomontaggi.

    Milano era città delle auto e non delle persone…

  2. Elle.

    Bellissima! Dovrebbe rimanere così per sempre, anche dopo l’estate. Sembra finalmente una città europea. Speriamo che anche gli schiavi dell’auto lo capiscano.

    1. Anonimo

      In molti casi basta guardare le foto per capire che le auto non c’entrano niente…

      Quello che fa la differenza è l’esosa tassa di occupazione spazio pubblico del Comune. Che fino a Dicembre è stata tolta ed ha consentito la proliferazione tavolini.

      1. Anonimo

        Le auto invece c’entrano.
        Se regali lo spazio alle auto otterrai auto, traffico e smog.
        Se decidi che lo spazio può essere sfruttato in altro modo otterrai spazi per la socialità, soldi in più per i locali che così rischiano meno di chiudere, lavoro e vita nuova in una città che sta patendo moltissimo l’emergenza.
        Bisogna far capire a tutti che possedere un’auto non deve in alcun modo garantirti un parcheggio sempre disponibile e gratis in strada, perché lo spazio non va sprecato e buttato via per accatastare 4 ruote.

        1. Anonimo

          Facevo semplicemente sommessamente notare che in molte delle foto si tratta di spazi pubblici dove di solito le auto non ci sono.

          1. Anonimo

            Mettere i tavolini fuori costa molto ai commercianti a parte che in questo breve periodo di tassa sospesa.
            L’altro problema sono le lamentele (e le cause legali interminabili) di chi abita negli appartamenti subito sopra. Anche in questo caso, essendo la situazione temporanea, ce la caviamo.

            Costi e burocrazia. Le auto alla fin fine sono quasi l’ultimo dei problemi.

      2. Anonimo

        Ti è sfuggito il piccolo dettaglio che in molte vie i tavolini occupano spazi prima destinati alle auto (basta guardare le foto dalla 32 in poi)

        Quindi, sì, le auto c’entrano eccome

        1. Anonimo

          Si ma le auto non sono il problema fondamentale. Se vuoi le togli facile.

          Il problema per gli imprenditori della ristorazione è la burocrazia ed il costo stratosferico di occupare spazi pubblici (che per le auto in alcuni casi è addirittura gratis ma per i bar di solito no)

    2. Anonimo

      Questa esperienza dimostra che quello che frena Milano sono le tasse e le norme burocratiche assurde.

      Togli di mezzo le une e le altre e la città fiorisce.
      Viene (quasi) da dire W il Covid 🙂 🙂

      1. Camillo

        Sono d’accordo, il comune dovrebbe limitarsi a controllare in maniera seria e competente che non ci siano abusi, come anche sulla manutenzione che questa venga fatta e in tempi brevi. Stop

  3. Anonimo

    Questa situazione sta dimostrando 2 cose:

    1) volendo, si può
    2) senza i tanto bistrattati pendolari (AKA ‘city users’) che qualche giargiana, che si sente milanese perché si è trasferito tre giorni fa, vorrebbe non far entrare più, l’economia di questa città crolla

  4. Camillo

    Io spero vivamente per il futuro di Milano che vengano riviste le politiche di occupazione di suolo pubblico. Questo dimostra che i privati se sono incentivati e controllati possono rendere Milano più bella e vivibile. Nelle città europee è già così da anni. Spero che continui per sempre e non si fermi a ottobre. Già ho visto le mozioni dell’opposizione al consiglio comunale, tutta invidia! Ovviamente non è che difendo Sala, sulle politiche di immigrazione e sugli sbandati che girano indisturbati ha molte colpe, ma quando ci sono iniziative innovative e lodevoli come queste vanno aiutate, sponsorizzate e difese. La strada è lunga, ma qualcosa si muove. I detrattori dicono che tolgono spazio ai parcheggi…. Ma se a Milano non c’è nessuno

    1. Anonimo

      Esatto.

      Milano ha bisogno di un cambio epocale.
      Investimenti per mettere la auto sottoterra e rivedere completamente la gestione degli spazi in superficie.

      1. Ale

        Può funzionare sul lungo periodo se i ristoratori poi scontrinano tutto… se invece, conrinuano a fare scontrini a piacere, ecco che la tassa sul suolo tornerà.

        1. Anonimo

          Ma dove vai a mangiare??
          A me non capita da anni che non mi facciano lo scontrino in un ristorante di Milano.

          Piccolo suggerimento facile facile: impara a pagare con bancomat o carta e vedrai che lo scontrino te lo fanno.

          A meno che anche tu non abbia i tuoi “””motivi””” per pagare in contanti…

          1. Ale

            Vai a fare un aperitivo, anche sui navigli x esempio… spesso tI arriva lo scontrino Non Fiscale… quello che serve solo x fare la somma. Certo che si deve usare le carte, hai ragione. Se avessi i miei “motivi” x nn farlo, non avrei aperto una discussione su questo punto. Ci sono ancora troppi locali che fanno i furbi, nonostante il grosso aiuto dato sulla tassa di occupazione.

        2. Anonimo

          Non vedo il nesso dato che l’IVA e le tasse sui profitti d’azienda sono statali mentre la tassa di occupazione del suolo è comunale.

          Dato che non siamo una regione a statuto speciale, di quelle tasse al comune di Milano non arriva un centesimo.

          1. Anonimo

            Infatti la tassa sul suolo pubblico è una delle poche tasse che i Vigili Urbani Milanesi vanno a controllare col centimetro.
            Perchè è tra le poche che vanno al Comune.

    2. Anonimo

      Come è noto il problema dell’ordine pubblico e dell’immigrazione è in capo al sindaco… non è che sbagli mittente del tuo commento? Non difendo Sala, ma addossargli le colpe dell’immigrazione o di ciò che non gli compete mi sembra poco corretto.

  5. Anonimo

    Alla fine la città così è molto più a misura d’uomo, molto più curata, molto più vivibile. La città torna ai cittadini. Si può se veramente si vuole.

  6. Anonimo

    Ma che sostanze assumete?? Sono delle schifezze che trasudano posticciume e sciatteria da tutti i pori. Poveri provincialotti che votate PD e credete che ciò vi basti per essere “cittadini del mondo”… Ma fatevelo davvero un giro per il mondo e vedrete che mentre nelle altre città (in primis Barcellona) cercano da anni di eliminare ste schifezze noi proprio adesso le iniziamo a mettere… bene così, sempre avantissimo noi. Tra un anno sarete tutti qua a lamentarvi.

  7. Anonimo

    Ma che sostanze assumete? Non vedete che trasuda sciatteria e posticciume da tutti i pori?? Poveri provincialotti che votate PD e pensate che questo vi basti ad essere “cittadini de mondo”… ma fatevelo un giro del mondo e vedrete che nelle altre città euopee (in primis Barcellona) da anni lottano e cercano di eliminare questo scempio. Noi giustamente iniziamo adesso, bene avanti così. Tanto tra un anno sarete tutti qui a lamentarvi per le “invasioni di spazi pubblici” da parte degli esercenti.

    1. Marco

      É gia iniziata la xampagna elettorale? Questa è un’ottima misura di riappropriazione degli spazi pubblici da parte dei cittadini e di supporto alle imprese F&B in un momento delicato. Chissà perché questi commenti totalmente decontestualizzata sono sempre opera di “Anonimi”.

      1. _

        Secondo me il dibattito che si è sviluppato è interessante.

        E’ vero che vedere i tavolini dove c’erano le auto fa moltissima allegria!
        Ma è anche vero che in molte altre foto abbiamo intere piazze che vengono date in uso ai locali e agli esercenti. Ossia non son più spazi pubblici, a meno che non paghi per usarle.

        L’altro punto è che sono tutte iniziative temporanee o la cessione di vie, marciapiedi e piazze ai commercianti è per sempre e soprattutto gratis?

        1. Camillo

          Veramente le piazze cosiddette “pubbliche” se non le riempiamo di tavolini si riempiono di ubriachi e sbandati purtroppo. Vedere piazza Oberdan

          1. Anonimo

            Vero.
            Per quanto triste sia, “privatizzare” è la soluzione a molti problemi.

  8. Marco

    É gia iniziata la xampagna elettorale? Questa è un’ottima misura di riappropriazione degli spazi pubblici da parte dei cittadini e di supporto alle imprese F&B in un momento delicato. Chissà perché questi commenti totalmente decontestualizzata sono sempre opera di “Anonimi”.

    1. Anonimo

      Guarda “Marco” (per me ti potresti chiamare anche Beppe nella realtà, come se facesse la differenza mettere un nome a caso in un forum dove non è richiesta nemmeno la registrazione) che ti deve essere partito il bot e ti si ripetono i post…

      1. Anonimo

        Le “imprese F&B” per dire bar e ristoranti mi mancava… degno rappresentante della categoria di “cittadini del mondo” (inteso come mondo che va dal naviglio grande a porta Venezia) di cui scrivevo sopra.

      2. Anonimo

        @Marco.
        “Le imprese F&B” non solo non si può sentire ma credo sia anche sbagliato perchè identifica i produttori industriali.

        Qui stiamo parlando degli imprenditori della ristorazione. Commercianti insomma.

  9. Davide

    Molto bene, finita l’emergenza la cosa va regolata con tariffe (ovvio, non potrà essere sempre gratis) che favoriscano l’installazione (e la manutenzione) di dehors con regole estetiche minime per il centro, mentre fuori dai navigli lascerei spazio alla creatività.
    Tra l’altro questa è la chiave per rivitalizzare il commercio di vicinato: se la gente si muove a piedi o in bici/monopattino tenderà a “scoprire” più facilmente le attività del quartiere.
    Riguardo ai Giargiana, come qualcuno li ha qui definiti, senza i provinciali Milano muore, quindi sono ben accolti, ma l’auto la possono tranquillamente lasciare nei parcheggi di corrispondenza e poi girare con MM/ATM/Bike-Monopattino e pedibus, che ci guadagniamo tutti.
    Riguardo Parigi, Anne Hidalgo sta pedonalizzando e aprendo ciclabili a manetta anche nella Ville Lumière, ed infatti è stata rieletta.

  10. Tatino Pensabene

    Forse è un po’ un’arlecchinata ma se questo è la direzione mi sembra tuttto molto incoraggiante . Secondo me se ci fosse più omogeneità sarebbe tutto molto sublime . Invece ognuno fa di testa sua come può. Qualcuno bene e qualcuno meno bene . Ma alcuni sono proprio strepitosamente belli. Perché non si sceglie una direzione da prendere …..uguale per tutti?

  11. Wf

    Evviva la varietà..

    Senno facciamo tutto uguale come una catena di fast food… la città prodotta in serie.

    Sindrome da Monza brianza e pattine in casa

    1. Anonimo

      Beh ma la varietà la fa la scelta di foto di UF…

      In realtà la possibilità di occupare gli spazi pubblici a gratis e in deroga fino a Dicembre vale uguale per tutti, da McDonald’s al ragazzo simpatico che si è messo in proprio e ha rivitalizzato un baretto con un suo amico.

      Bisogna vedere come si evolverà quando finisce la storia del Covid sia da un punto di vista di regolamenti che soprattutto di “soldi” (tassa occupazione spazio pubblico)

  12. Und Tschüß!

    Quando il traffico tornerà a livello pre COVID, perchè ritornerà, cosa faranno quando MI è una città che non riesce a far rispettare una doppia fila ?? 😀

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