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Milano | Sempione – Ammodernamento dei binari all’incrocio con via Domodossola

Proseguono i lavori di ammodernamento della rete tranviaria milanese come succede ogni anno nei mesi di minor affluenza.

Questo piccolo reportage fotografico realizzato da Valter Repossi è quello al cantiere posto all’incrocio tra corso Sempione e via Domodossola, dove sono in corso i lavori di rinnovo dell’armamento tranviario, dei binari e dell’asfaltatura già dal 11 luglio e che durerà sino al 13 settembre, il cui costo complessivo è di circa un milione di euro.

Questi lavori vengono realizzati da Atm ed erano previsti nel piano triennale delle opere.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Sempione – Ammodernamento dei binari all’incrocio con via Domodossola

  1. Ale

    Sono lavori importanti, non cambiano il volto della città, ma se non li fai apri la strada a disservi, degrado e disagi. Bene!

  2. S

    Solo io penso che i tram (e lo dico da persona attenta all’ambiente) siano un sistema di trasporto anacronistico?
    Hanno bisogno di manutenzione altissima e costante, fanno un rumore incredibile, tremare le case, sporcano di ruggine i marciapiedi, i binari sono un pericolo per ciclisti e due ruote in generale, rischiano di mandare in tilt il traffico di mezza città se si trovano un minimo ostacolo sul loro percorso…
    Vengo da una città in cui non sono mai esistiti e al loro posto viaggiano i filobus e in cui qualche anno fa sono stati comprati autobus elettrici.
    Farei cambio subito.
    Saluti

    1. Frank

      Se per “anacronistico” intendi le Ventotto, si, sono “leggermente“ fuori tempo massimo.

      Definire il tram anacronistico non è corretto. Un sistema capillare di tram offre molti vantaggi:
      – una capacità maggiore se non doppia rispetto ad autobus e filobus: un Sirietto offre quasi 210 posti, un Sirio circa 280, un bus da 12 m circa 100 mentre i nuovi filobus ATM da 18 metri arrivano a 135 posti;
      – una maggiore velocità commerciale, grazie a corsie riservate, asservimento semaforico (vedasi la tranvia della Val Seriana)
      – una migliore accessibilità e “comodità” rispetto agli autobus (prova a caricare delle bici o dei passeggini su un bus o un filobus);
      – una vita media maggiore (questa è una cosa comune a tutti i mezzi elettrici).

      Il rumore è causato da mezzi ormai datati e da impianti fissi per la maggior parte fermi come impostazione dei tracciati alla riforma del 1926. (ATTENZIONE che NON sto dicendo che i binari siano lì dal 26, sono i “percorsi“ ad esserlo). Il discorso “mandare in tilt mezza città” è dovuto ad automobilisti cafoni e menefreghisti che parcheggiano come capita “tanto sto 5 minuti” o “qui il tram non passa più da 20 anni”.

      OVVIAMENTE la rete di Milano, allo stato attuale, ha parecchie lacune da colmare, a cominciare da asservimento semaforico e riduzione ed ammodernamento delle fermate.
      Poi, il vantaggio di fare una corsia riservata inerbita per i soli tram permette di tenere fuori buona parte delle categorie che abusano delle corsie riservate (motorini, bus turistici, taxi, ncc, auto blu gialle rosse e verdi, ciclisti, il furbo di turno e via dicendo), aumentano de facto la velocità commerciale di tali mezzi.

      Il filobus ha ancora “futuro” in quelle città dove è già presente una rete storica (Milano) o in alcuni contesti particolari, vedi San Francisco e le incredibili salite che questi mezzi affrontano in scioltezza rispetto ad un mezzo diesel.

      Per quanto riguarda l’elettrico, c’è un piccolo appunto da fare: siamo ancora in uno stato sperimentale. La durata delle batterie è ancora una chimera, basti pensare che sulla 45, una delle linee dotate dei nuovi solaris elettrici, sostituire un turno bus diesel con uno elettrico equivale ad utilizzare 2-3 mezzi in più del normale.

      E comunque, l’unica manutenzione costante richiesta dalle Ventotto è la sostituzione dei ceppi dei freni ogni 3/4 giorni, per il resto sono ancora mezzi solidissimi (su 500 esemplari costruiti i bombardamenti se ne portarono via solo una).

  3. Anonimo

    Speriamo che facciano anche l’incrocio Domodossola Boezio e tutto il viale Boezio! Erba, piante?
    P.s. Un milione di euro per un incrocio???

  4. seflo

    Caro S
    Se lei viene da una citta’ in cui i tram non sono mai esistiti non puo’ certo capire!
    Il tram, soprattutto quelli vecchiotti, con il loro sferragliante “gently noise”, fanno parte dell’anima di Milano.
    La nebbia non c’e’ piu’; i ghisa vestono ormai come dei paracadutisti etc. etc.
    Un po’ di sana nostalgia, andiamo!!

  5. Fab

    Nel 2015 quando fu completata la stazione m5 Domodossola venne tolto il pavé da un lato e lasciato dall’altra parte (motivo? Boh), vennero rimessi i binari e chiesi al Comune come mai fare un lavoro del genere. Ovviamente nessuna risposta.
    Qualche mese dopo a causa delle vibrazioni e del pavè fu chiusa quella tratta per diversi giorni per…togliere nuovamente i binari e il pavé lasciato giù qualche mese prima…
    Ora a distanza di soli 5 anni si rialza nuovamente tutto.
    Che programmazione!

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