"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Turro – Primo tratto della ciclabile di viale Monza

Sono partiti nei giorni scorsi, i lavori di tracciatura del tratto di ciclabile che lungo viale Monza collegherà entro la fine di settembre, San Babila tramite corso Venezia e Corso Buenos Aires con Sesto Marelli.

Come abbiamo visto, non senza polemiche, è stato realizzato il percorso da piazza San Babila fino a piazzale Loreto, il punto interessato dai lavori in questi giorni riguarda la tratta Loreto-Sesto Marelli e la tracciatura è partita da via Valtorta a Turro in direzione Nord-Sesto Marelli. È il tratto più lungo – quattro chilometri – di un’asse che misura complessivamente quasi sette chilometri.

Come abbiamo già detto, la ciclabile è disegnata sulla destra della carreggiata con una linea tratteggiata e valicabile dalle macchine che devono posteggiare. Nei tratti larghi dieci metri, ci saranno le auto in sosta in linea – 2,5 metri -, 50 centimetri di sicurezza per chi scende o apre lo sportello, due metri di corsia per le bici e cinque metri per i motori. Uno spazio che consente a due auto di procedere affiancate.

Va ricordato che in viale Monza spesso le auto venivano parcheggiate a lisca di pesce (in modo del tutto inappropriato, visto che il parcheggio disegnato a terra è sempre stato in linea con la carreggiata), quindi con una parte dell’auto sporgente sulla carreggiata e troppo sovente, qualcuno parcheggiava l’auto in seconda fila, rendendo il viale ad una sola corsia per senso di marcia.

Nei tratti del viale larghi 7,5 metri si restringe a 3,5 metri, per poter permettere la sosta in linea a bordo marciapiede anche in questi tratti dove oggi è vietata.

L’autobus, secondo il progetto, dovrebbe accostare vicino al marciapiede…

Naturalmente come si vede dalle foto qui di seguito, se il Comune al termine dei lavori non metterà dei paletti per impedire il parcheggio a lisca di pesce a cavallo del marciapiede.

“Abbiamo visto che la ciclabile lungo corso Venezia e corso Buenos Aires è percorsa ogni giorno da una media di 7mila ciclisti e solo il 55% dei veicoli transitanti sono auto. Siamo soddisfatti del risultato – dichiara Marco Granelli, assessore alla Mobilità –. Questo è uno sprone a proseguire nella direzione presa sia con il Piano per la mobilità sostenibile sia con il progetto Strade aperte varato per l’emergenza Coronavirus. Siamo certi che rendere percorribile nei due sensi di marcia la Cerchia dei navigli darà un ulteriore impulso alla mobilità sostenibile. La rete di ciclabilità a Milano si espande e risponde a una sempre più diffusa domanda di trasporto agile, leggero e integrato al trasporto pubblico”.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


37 thoughts on “Milano | Turro – Primo tratto della ciclabile di viale Monza

  1. Anonimo

    Molto bene 🙂
    Peccato che il Comune non metterà dei dissuasori per evitare che le auto salgano sul marciapiede per parcheggiare irregolarmente.
    Si potrebbe provare a incentivare i commercianti o i condomini a abbellire i loro spazi con fioriere che impediscano il parcheggio selvaggio. Magari un progetto univoco di arredo urbano coordinato dall’associazione di commercianti, il periodo è difficile ma finalmente il viale sta diventando più gradevole e meno “autostrada” e il commercio di prossimità potrebbe trovar giovamento con un po’ più di cura e ordine.

    1. Ignazio

      Torno or ora dalla Francia; ovunque bike lanes anche datate ma ALMENO con asfalto dipinti di colore alternativo (rosso, verde o blu). Direi che un MUST se vogliamo provare a tenerci questo compromesso di pista tra i parcheggi in sosta ed il traffico. DA FARE.

    2. Giuseppe Troyer

      Non si può definire parcheggio selvaggio la necessità di trovare posto auto almeno ai residenti in zona che essendo vicino a tre fermate della M1 deve offrire anche posteggi a chi utilizza i mezzi per recarsi in centro e o al lavoro.

      1. Wf

        Infatti si definisce più correttamente divieto di sosta o sosta illegalmente da sanzionare e impedire.

        A meno che non siamo tutti pirati e delle leggi ce ne sbattiamo il cazzo…

      2. Anonimo

        @Giuseppe: è un punto molto sensato.
        Chiaro che non si può avallare il parcheggio irregolare, ma il problema delle strade di Milano usate da tutti coloro che abitano lontani dalla metro per parcheggiare, esiste. In tutta la città.

        Visto che tra poco si vota, mi piacerebbe ci fosse un dibattito serio e una scelta chiara tra visioni intelligenti.
        Che è l’opposto della situazione attuale, tra zuzzerelloni che pensano che a cancellare posti auto e a stringere le strade il traffico evapora e fanatici che sognano solo la vernice nera sulle ciclabili e auto a lisca di pesce ovunque. 🙁

        1. Andy77

          Poverino…deve fare 400 metri per andare alla metro e quindi parcheggia a ufo e gli spiace che ora non possa più farlo….
          In effetti i parcheggi a pagamento che esistono in zona sono tutti vuoti…chissà perchè….

  2. Paolo Bolzan

    Molto più pericolosa rispetto a quella di corso Buenos Aires, dove i ciclisti sono protetti dalle auto parcheggiate. Qui sono esposti alle auto che ripartono dal parcheggio, oltre alle auto che transitano sulla strada.

  3. Anonimo

    Ottima la razionalizzazione della sezione stradale. A Milano di strade larghe che possono accogliere tutte le funzioni della mobilità ce ne sono tante. Mi lascia perplesso però il posizionamento della ciclabile vicino alla corsia delle auto, non sarebbe stato meglio metterla vicino al marciapiede e protetta dai parcheggi?

  4. Andrea

    Anche io come altri avrei preferito una ciclabile accanto al marciapiede come avviene per corso Buenos Aires.

    Ora che il comune ha capito l’importanza e l’utilitàdelle corsie ciclabili deve trovare il modo di renderle ancora più visibili, specialmente negli incroci, magari pitturando di rosso la corsia.

    1. Anonimo

      Ha ragione, la riconoscibilità cromatica sarebbe molto molto utile per delimitare i percorsi ciclabili e fare in modo che gli automobilisti, anche quelli più distratti o incapaci di riflessi pronti o al cellulare, riconoscano la pista senza invaderla. Peccato che a Milano non si faccia, è tanto quando si usa un asfalto rossiccio che però tende in poco tempo ad ammalorarsi e scurirsi diventando indistinguibile dall’asfalto normale.

  5. L.

    Se non sbaglio hanno lasciato la corsia ciclabile dopo il parcheggio perché quest’ultimo è caratterizzato dai san pietrini che non sono proprio adatti per le bici. Spero vivamente che la rendano definitiva il prima possibile con un riassetto anche della strada così da spostare i parcheggi a protezione della ciclabile.

    1. papoff

      il vero problema della ciclabile vicina ai marciapiedi sono i rientri degli stessi, ovvero quella zona iniziale e finale dei parcheggi col marciapiede inclinato a 45° (tra l’altro non ne ho mai capito l’utilità).
      infatti questo avrebbe comportato continui rientri in carreggiata della ciclabile che quindi, in prossimità di questi, avrebbe ristretto la carreggiata, rendendo più pericolosa la ciclabile senza guadagno né di parcheggi né si sicurezza per le bici.

      1. Corrado

        “il vero problema della ciclabile vicina ai marciapiedi sono i rientri degli stessi”

        OK, ma allora per fare le cose ben fatte bisognava rifare i maciapiedi, togliendi i rientri, rendendoli totalmente rettilinei, etc.

        Non mi si dica che non si poteva fare. Certo, i costi sarebbero ben diversi.

        1. Anonimo

          lo si dice sì che non si poteva fare, proprio a causa dei costi. mi auguro che prima o poi si riesca a mettere mano e rivedere le linee dei marciapiedi, i loro rientri, e magari integrare anche qualche soluzione innovativa per garantire sicurezza ai ciclisti presso gli incroci

  6. Anonimo

    Abito in zona, utilizzo l’auto e poco la bici, ma applaudo all’intervento. Era ora che si facesse un po’ di ordine in questa via !!! Speriamo che i vigili poi non tollerino più il parcheggio selvaggio attuale.. i box anche in viale Monza ci sono, molti miei vicini, pur possedendone uno, preferiscono lasciare l’auto in strada per comodità …

  7. Anonimo

    Percorsa stamattina. Urgono dissuasori o fioriere per impedire il parcheggio a lisca sul marciapiede altrimenti tutto l’intervento è inutile.
    Fatto 30 si deve fare 31, per forza. Qualcuno in comune legge?
    In alternativa, ma lo vedo purtroppo poco praticabile, sono pattuglie fisse di vigili che multano chi parcheggia in modo scorretto, rubando il già pochissimo spazio relegato si pedoni.

    1. Anonimo

      Ma se metti i dissuasori su un marciapiede al cui lato le auto parcheggiano in linea, poi come le apri le portiere per scendere?

      1. Anonimo

        Li metti bassi come ci sono in tante città. Basta poco, una soluzione si trova. L’importante è proteggere il marciapiede da quei gradassi che ci vogliono rubare il già risicatissimo spazio per i pedoni. Onestamente mi importa poco se fanno un minimo di fatica ad aprire le loro portiere, mi importa di poter camminare senza stare appiccicato alle altre persone perché il marciapiede è dimezzato.

          1. Anonimo

            Anche coi dissuasori bassi le portiere non le apri…

            Capisco la bava alla bocca di tutti contro le auto, ma dal punto di vista tecnico è interessante capire come si risolve il problema!

          2. Wf

            Quindi non parcheggi mai tra un’auto e un’altra nel parcheggio dellesselunga…

    2. Anonimo

      non servono pattuglie fisse, basterebbe che una pattuglia facesse le multe almeno una volta a settimana (magari in giorni differenti :))) . in un paio di mesi, la maleducazione sarebbe debellata, c’è da scommetterci

  8. Fratelli Caponi

    Sono a favore delle bici ecc ecc. anche se ho smesso di utilizzarla a Milano/Italia… troppe discussioni ogni volta con gli utenti della strada.
    A Milano oltre al fatto più importante della mancanza di spazio ovvero della sua NON gestione nei vari decenni chi si è occupato di traffico non ne aveva le competenze così come l’assessore attuale!. Quindi primo andrebbe:
    1) creato spazio in superficie (penalizzando in primis il possesso di più auto per nucleo familiare. Dalla 2a auto vietata la sosta in strada!
    2) pianificazione RETE ciclabile con annessi e connessi (indicazione percorsi, parcheggi ecc.). A tal fine NON prendere iniziative, data la poca conoscenza, ma chiedere supporto a paesi/città più avanti in questo campo.

    >”… parte dell’auto sporgente sulla carreggiata e troppo sovente, qualcuno >parcheggiava l’auto in seconda fila, rendendo il viale ad una sola corsia >per senso di marcia.”
    C’è molta confusione anche sulla segnaletica stradale in quanto…V.le Monza non hai mai avuto 2 (due) corsie per senso di marcia!

  9. Corrado

    Mah…
    Qui in Germania in un viale di questo tipo la disposizione sarebbe (da sinistra a destra):
    Carreggiata, parcheggi, ciclabile rialzata, alberature, marciapiede.

    Con tale disposizione le auto che escono dal parcheggio e si immettono sul viale non rischiano di travolgere i ciclisti. Le alberature poi, oltre ad abbellire il viale, servono da separazione tra biciclette e pedoni.

    Questo mi sembra un intervento al massimo risparmio e anche piuttosto pericoloso.

  10. anonimo

    non servono pattuglie fisse, basterebbe che una pattuglia facesse le multe almeno una volta a settimana (magari in giorni differenti :))) . in un paio di mesi, la maleducazione sarebbe debellata, c’è da scommetterci.
    Già ora la zona di viale monza è parking free. perché se ci sono strisce gialle e blu? abito all’inizio di viale monza e ogni tanto mi soffermo a guardare i parabrezza delle auto parcheggiate a lisca di pesce. Pochi i contrassegni dei residenti, quasi nessuno espone il ticket di pagamento .
    Perché il Comune tollera una simile situazione in una zona a così alta densità abitativa ?

  11. Anonimo

    La situazione cambia con l’educazione e un po’ di “repressione”. non servono pattuglie fisse, basterebbe che una pattuglia facesse le multe almeno una volta a settimana (magari in giorni differenti :))) . in un paio di mesi, la maleducazione sarebbe debellata, c’è da scommetterci.
    Pista ciclabile a parte, gia” ora la zona di viale monza è parking free. perché se ci sono strisce gialle e blu a delimitare gli spazi? Abito all’inizio di viale monza, avrei diritto a parcheggiare come residente ma mai una volta che trovi posto (a qualsiasi ora), fortunatamente posseggo un box.. ogni tanto mi soffermo a guardare i parabrezza delle auto parcheggiate a lisca di pesce. Pochi i contrassegni dei residenti, quasi nessuno espone il ticket di pagamento . Ho segnalato più volte la situazione ai Vigili.
    Perché il Comune tollera una simile situazione di disordine in una zona a così alta densità abitativa ?

    1. Wf

      La favoletta del bastano le multe non regge più ormai da tempo…

      L’unico modo per fermarli è fare un un’ottimo ridisegno stradale.

      Pietra ferri e cemento.

      1. Anonimo

        Sicuramente il ridisegno straddle sarebbe la soluzione definitiva, chi lo nega ?? Ma “ghe voren i danè…” e non mi sembra che ci sia tutta questa disponibilità al momento… le multe saranno impopolari , ma le comminano in tutte le zone di Milano tranne che in viale Monza. Perché?

  12. Si Tav

    Pensavo che dopo l’estate i mentecatti di sinistra fossero rinsaviti. Invece no. La montagna di cazzate che continui a dire, povero illuso non pensante che sei, caro WF, si accumula sempre più

      1. _

        ‘nantro straniero calato dal cielo, strafigo, bravo in video, che si presenta bene. Robe da social.

        Fateci invece vedere un Italiano che lavora in Comune che dice cose mezzo sensate) e magari mi convinco

  13. Andy77

    Poverino…deve fare 400 metri per andare alla metro e quindi parcheggia a ufo e gli spiace che ora non possa più farlo….
    In effetti i parcheggi a pagamento che esistono in zona sono tutti vuoti…chissà perchè….

  14. Harold

    Salve,
    è inutile fare discussioni, nel 1972 i Paesi Bassi erano come noi adesso. Ci sono video su internet che lo dimostrano: https://www.youtube.com/watch?v=YY6PQAI4TZE
    Adesso sono a questo punto: https://bicycledutch.wordpress.com/.
    Speriamo che tutti vedano questi video e capiscano che non è questione di ” cultura” . Ma di scelte. Semplici dal punto di vista tecnico. Per esempio fare una ciclabile ma prevedere parcheggi per le bici. Ovvero fornire una seria alternativa a chi, come me, è costretto ad usare la propria costosa auto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.