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Milano | Tre Torri – Torre Curvo Pwc: metà ottobre 2020

Ci siamo quasi, oramai mancano ancora pochi ritocchi per completare la Torre PWC chiamata anche Curvo del quartiere di CityLife a Tre Torri, progettata dall’architetto statunitense Daniel Libeskind.

Tra poche settimane arriveranno i primi impiegati della multinazionale PricewaterhouseCoopers, la società operativa in 158 Paesi, che fornisce servizi di consulenza di direzione e strategica, revisione di bilancio e consulenza legale e fiscale.

Inizialmente saranno solo in una cinquantina, anche per via delle restrizioni imposte dal Governo per diminuire il più possibile i contagi da Coronavirus. Nella nuova torre saranno utilizzati badge virtuali e app sul cellulare per gestire i turni e le postazioni.

Nel frattempo noi abbiamo effettuato un giro di ricognizione nelle aree finora interdette dal cantiere.

Quindi l’area della piazza inferiore.

E l’area attorno alla torre, compreso un tratto di giardino.

Qui una sbirciatina alla hall d’ingresso.

Un nuovo punto di vista sulle altre due sorelle.


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


10 thoughts on “Milano | Tre Torri – Torre Curvo Pwc: metà ottobre 2020

    1. Anonimo

      Concordo, non c’entra niente con l’eleganzae la sobrietà’ degli altri due. Non concordo invece sul chiamare “palazzine” quei casermoni stile gratosoglio…

    2. Anonimo

      Forse non è il più bello dei tre, ma orrendo mi sembra francamente ingiusto.
      Sicuramente non è banale, sicuramente è disegnato per dialogare con gli altri due.
      Meglio che ci sia.

  1. Andrea

    Quando, per riqualificare un’area enorme, si va dai privati e si dice loro “fate ciò che volete”, questo è il risultato: palazzoni di dubbio gusto circondati da aiuole impropriamente chiamate “parco”.

    1. Anonimo

      L’unico contributo del Comune in citylife è stato cancellare il Museo di Arte Contemporanea e intascarsi i soldi per tappare i buchi di bilancio?

  2. Alessandro Gianni

    Oscena la parte terminale, traforata come un groviera. Facile fare belle foto. Mancano quelle da distante in cui si può apprezzare il brutto di quell’orrido traforo.

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