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Milano | QT8 – CASVA: la cultura al posto del mercato abbandonato

Un nuovo spazio culturale di aggregazione nascerà nella struttura dell’ex mercato in QT8. L’avvio del cantiere previsto nell’estate 2021.

Approvato il progetto definitivo per la realizzazione del CASVA, il Centro Alti Studi per le Arti Visive, che prenderà posato, nel quartiere QT8, al posto dell’ex mercato comunale coperto ai piedi del Monte Stella.

Il progetto, stimato in circa 7,35 milioni di euro, trasformerà lo stabile abbandonato tra via Isernia e piazza Santa Maria Nascente nella nuova sede e archivio del CASVA, che oggi è ospitato in alcuni locali del Castello Sforzesco, con un’ampia parte predisposta per ospitare le iniziative del quartiere.

“Comincia da qui la nuova vita dell’ex mercato comunale nel quartiere QT8 – ha commentato l’assessore alla Mobilità e Lavori Pubblici Marco Granelli -. Abbiamo già messo in sicurezza e illuminato l’area e prevediamo di avviare il cantiere la prossima estate. Si tratta di un progetto molto importante capace di integrare l’offerta culturale del CASVA con le iniziative del Municipio 8. Ringrazio anche il presidente Simone Zambelli con cui abbiamo lavorato ad una soluzione condivisa per la progettazione di spazi riservati alla socialità e alle attività del quartiere”.

“L’approvazione del progetto definitivo è un passaggio importante per la nascita di un nuovo spazio culturale in città – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Dopo la procedura di assegnazione alle imprese potranno infatti cominciare i lavori per la realizzazione della struttura che accoglierà gli archivi delle più importanti figure della cultura del progetto, e diventerà luogo di incontro, cultura e socialità per il quartiere e la città intera”. 
La collezione del CASVA, che si è recentemente arricchita dell’archivio professionale (dal 1952 al 2015) dell’artista, architetto e designer Enzo Mari, raccoglie infatti gli archivi di molti prestigiosi altri tra cui Luciano Baldessari, Roberto Sambonet, Studio DDL (Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi) e Vittorio Gregotti. Il CASVA si configura già, pertanto, come un centro di rilevanza europea per lo studio dell’architettura, dell’arte e del design del Novecento.

La struttura dell’ex mercato comunale verrà totalmente ristrutturata per ospitare gli archivi del CASVA: al piano terra, in continuità con lo spazio urbano, sarà allestito uno spazio espositivo di oltre 500 metri quadrati, spazi dedicati alla ricerca e alla conservazione per l’uso del personale, locali per la consultazione per ricercatori, studenti e cittadini e spazi per la divulgazione che saranno aperti al pubblico in occasione di eventi, mostre, convegni o manifestazioni pubbliche di quartiere organizzate dal CASVA, cui si aggiunge una caffetteria. Il piano seminterrato, invece, sarà dedicato al deposito e all’archivio del patrimonio documentale del CASVA.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Milano | QT8 – CASVA: la cultura al posto del mercato abbandonato

  1. Fabi

    Quando qualche edificio fatiscente viene recuperato e valorizzato è sempre una buona cosa, ma mi domando come mai non è stato ristrutturato per adibirlo ancora a mercato, come avviene in tutti gli altri mercati comunali…?
    Una cosa come quello in Darsena non mi sarebbe sembrata stupida.

    1. Andrea

      Quell’edificio si trova in quello stato perché il mercato che ospitava è andato in abbandono.
      Non so se hai presente la realtà del quartiere che lo ospita, ma il bacino di utenza non è minimamente paragonabile con quello della Darsena o con piazza Wagner o piazzale Lagosta.

      1. Fabi

        Lo conosco, e dato che è un quartiere residenziale dove il supermercato più vicino è l’Esselunga di via Vigliani (l’iper e Bonola sono più scomodi e lontani), a mio modo di vedere un mercato coperto non sarebbe stato così assurdo, o meglio, non più di quanto possa esserlo un centro conferenze/archivio che poteva trasferirsi altrove (o rimanere al Castello)…
        Ci sono tante famiglie e anziani che non avrebbero disdegnato piccoli negozi di alimentari, una ciclofficina, una gelateria (ok c’è il chioschetto, però), un bar (che comunque è previsto) o articoli per sportivi, o una cartoleria per le vicine scuole.

        1. Anonimo

          Purtroppo quel quartiere ha spazi a misura di auto e non di pedone: è in fondo figlio del periodo in cui è stato progettato.

          Intendiamoci, è bellissimo, verde e ben pensato ma gli spazi sono dilatati.
          Non credo che quel mercato avesse un bacino di utenza sufficientemente ampio senza dover camminare troppo e per quello era abbandonato da tempo.

  2. Vincenzo Pandolfi

    Non solo è sempre una ottima idea riqualificare, ma soprattutto farlo portando istituzioni culturali in periferia. Spero riesca ad integrarsi bene con tutto il quartiere. Non sempre si riesce a coinvolgere completamente i cittadini delle zone meno centrali purtroppo. Ai Frigoriferi Milanesi a Porta Vittoria è successo, al vicino Museo del Fumetto in viale Molise molto meno per esempio.

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