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Milano | Ortica – Rinnovo per i cubotti di via Tucidide

Come per le torri Richard a San Cristoforo, i cubotti di ligreàstiana memoria realizzati alla fine degli anni Ottanta e primi Novanta, stanno cambiando pelle anche all’Ortica, in via Tucidide.

SI tratta di un intervento su progetto dell’architetto Fabio Fantolino; Design team Fabio Fantolino; FABRIC Integrated Architecture; A&A Ingegneri Associati; Teknema.

Per ora il progetto prevede la rifunzionalizzazione dell’intera torre 5, ad uso uffici e del blocco di collegamento con torre 6 al primo piano, dove verrà inserita la mensa per l’intero comparto di via Tucidide.
Tali interventi prevedono un approccio progettuale integrato tra le diverse discipline interessate, dal punto di vista organizzativo, strutturale, impiantistico ed energetico.

Gli obiettivi dichiarati del progetto sono:

  • Effettuare la sostituzione dell’involucro vetrato esterno, rendendole energicamente più performante, attraverso un design che innalzi il valore dell’intero complesso immobiliare.
  • Operare una rifunzionalizzazione interna degli spazi con l’obiettivo di raggiungere un sistema tecnologico generale di estrema efficacia, finalizzato alla completa modularità e al massimo contenimento energetico.

Il design delle torri scaturisce da un attento studio dell’architettura di simili tipologie e di come esse vengano trattate nella loro pluralità e ripetibilità all’interno del panorama mondiale.
Analizzato il trend contemporaneo, il design delle torri, ha tenuto conto delle diverse scale di percezione dell’intero complesso, come anche della loro composizione e conformazione per garantire un fascino particolare da ogni punto di vista: dalla ferrovia, dalla tangenziale, fino al livello della strada.

Il contrasto fra linguaggi, tra linearità e frammentazione è il tema che caratterizza la torre.
Questo tema è ulteriormente enfatizzato dalla composizione asimmetrica dei montanti e traversi che creano un gioco di geometrie sempre differenti.
La nuova torre sarà quindi un corpo vetrato pulito, dalle linee semplici e geometriche, sul quale verrà applicata una ”seconda pelle” che andrà a rompere la linearità del vetro. Volontà ulteriormente accentuata dalla presenza di vetri di diverso colore, verde e grigio europa.
La scelte progettuali descritte nascono come necessità di esaltare la verticalità della torre, caratteristica carente nella sua conformazione.
La “seconda pelle” giustapposta al volume pulito è marcata da una forte asimmetria che si sviluppa e racconta in maniera differente ogni torre.
Il connubio dei due contraddistinti linguaggi crea un elemento che al decimo piano funge da parapetto, nonché elemento dalla cui sommità svetta una folta vegetazione, che sia di giorno che di notte con la luce dal basso verso l’alto crea un’accattivante scenografia.
Il posizionamento della vegetazione deriva dalla volontà di rompere l’austerità delle linee. (testo architetto Fabio Fantolino)

Qui sotto il Cantiere.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


12 thoughts on “Milano | Ortica – Rinnovo per i cubotti di via Tucidide

  1. Anonimo

    La prosa è indubbiamente suggestiva, ma personalmente preferisco di gran lunga il lavoro fatto sulla simile torre in via Richards.
    Opinione personale da profano, ovviamente.

  2. Anonimo

    Non c’è da gridare al miracolo, ma sempre meglio di niente.

    Se nel mentre fanno la cortesia di non ribadire quella porcata anni 80 del cartellone in facciata con i faretti sopra, diciamo pure che si evitano – i committenti e loro al seguito – una figura da cioccolatai. Dai, siamo nel 2020 (ormai 2021 grazie a Dio), fatecela.

  3. Anonimo

    Quello che convince è il verde. Se fanno tetti verdi, può dare un contriubuto contro l’inquinamento di Milano. Dobbiamo più spesso proporre delle riqualificazioni con tetti verdi. Gli alberi sui tetti creano ossigeno e assorbono il caldo.

    1. Anonimo

      I “tetti verdi” sono le siepi perimetrali da rendering del tetto, che “sia di giorno che di notte con la luce dal basso verso l’alto crea un’accattivante scenografia”? 🙂

    2. Anonimo

      eccerto!…un prato sul tetto e via le polveri sottili

      ma, Boeri a parte, ci credono anche loro quando scrivono queste cagate!?

  4. Anonimo

    Bisogna assolutamente ridurre l’inquinamento a Milano. Tetti verdi, piste ciclabili, più trasporto pubblico, alberi per tetti e spazi pubblici, teleriscaldamenti. Si può fare, ma non ci sono soluzioni magiche. Ma ogni albero, anche se piccolo, è un passo in avanti.

  5. Scarlatti

    Bisognava tirar giu’ tutto e ripartir da zero, il progetto ha già un non so che di vecchio anni 80/90 e non è stato ancora realizzato.. Perfino un cieco avrebbe fatto di meglio! Andatevi a vedere realizzazioni di uffici in Europa o Nord Europa!

  6. Scarlatti

    Bisognava tirar giu’ tutto e ripartir da zero, il progetto ha già un non so che di vecchio anni 80/90 e non è stato ancora realizzato.. Perfino un cieco avrebbe fatto di meglio! Andatevi a vedere realizzazioni di uffici in Europa o Nord Europa!

  7. Albe

    Da abbattere senza pietà e poi non capisco a che servano tutte queste torri periferiche di uffici. Non portano valore aggiunto in città, non sono coerenti con l’evoluzione del mondo del lavoro (smart-working)
    Meglio un residenziale di qualità con tanto verde coerente con i recuperi industriali fatti dietro non sempre ben riusciti.
    La crisi immobiliare per gli uffici si avvicina, Milano sopravviverà solo se sarà un bel posto per vivere perché di posti per lavorare si sta riempiendo ogni casa

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