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Milano | Città Studi – La Townhouse di Via Nöe 45: completato

In un piccolissimo lotto rimasto per oltre un secolo occupato da un brutto magazzino, nel cuore di un quartiere densamente edificato già nei primi anni del Novecento, finalmente è stato completato da un nuovo edificio.

Si tratta di una vera ricucitura dell’isolato a cortina in Città Studi, in via Nöe 45.

Si trattava di un lotto molto stretto e lungo, incastrato tra una palazzina degli anni Venti e una, più alta, costruita negli anni Cinquanta del Novecento. Il nuovo palazzo è composto da quattro livelli e una mansarda, oltre ad un livello commerciale al piano terra, il tutto allineandosi al palazzo più basso.

Il committente è Edificante 45 S.r.l. ed è un edificio residenziale progettato dallo studio formato dal team di Francesco Spadaro, Katia Oliva, Domenica Spadaro.

La scelta architettonica segue la moda del momento, dove persiane o frangisole mobili assicurano agli interni ombreggiature e caratterizzano le facciate. In questo caso, animata dai balconi aggettanti protetti dai frangisole e rivestita di pietra in ceppo lombardo. Risulta un po’ troppo importante se affiancata alla palazzina anni Venti.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


8 thoughts on “Milano | Città Studi – La Townhouse di Via Nöe 45: completato

  1. R

    Può piacere o non piacere (a me non piace affatto) ma sicuramente non è in armonia con gli edifici adiacenti. Anzi mi sembra davvero stonato.

  2. Lorenzo Lamas

    Trovo che la “ricucitura” “dialoghi” alla perfezione con la casa anni ‘50. Se questo era l’intento, 10 e lode!

  3. Andrea

    Poveretto chi andrà ad abitare al primo piano: non solo sarà l’unico a non avere il balcone ma si ritroverà ancora più vicino alla strada rispetto al primo piano degli edifici adiacenti, quasi come se fosse il piano rialzato.

    L’edificio degli anni 20 infatti ha 3 piani e non 4 schiacciati uno sopra l’altro.

  4. dav7de

    penso che l’unica pecca di questo progetto siano i balconi, dalle foto sembrano molto bui e danno un senso di asfissia.
    mentre per quanto riguarda il piano stradale lo trovo molto asettico e triste.

  5. bi.lau

    La facciata che dà sull’interno è più gradevole, non vi sono le sbarre frangisole verticali ma solo una curiosa serie frangisole orizzontale tipo “scaletta del ladro” in corrispondenza delle scale condominiali.
    Da notare che la luce delle scale è accesa perpetuamente con spreco e inquinamento luminoso.

    Sul lato interno c’è anche una piscina sopraelevata costruita sopra i box, stretta e lunga, molto bella. Purtroppo è verde di alghe al momento.

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