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Milano | Isola – Installato il primo “charger hi-tech” per bus elettrici in viale Zara

Riconvertito anche il secondo deposito di Sarca con 75 nuove strutture di ricarica plug-in, dopo le 67 a San Donato.

In totale 170 e-bus entro l’anno.

Entra nel vivo il piano Full Electric di Atm, che sta contribuendo a condurre la città verso una mobilità sempre più sostenibile, confermando le scelte strategiche assunte tre anni fa a favore della transizione ambientale, attraverso l’investimento nelle nuove tecnologie.

Uno sforzo non solo economico, ma la conferma che l’Azienda – anche in un momento di difficoltà e indeterminatezza dovute alla pandemia – prosegue per sostenere il cambiamento di Milano. Una sfida che si rende ancora più necessaria per il futuro ritorno alla normalità del trasporto pubblico locale quale protagonista della mobilità sostenibile cittadina.

I NUOVI CHARGER HI-TECH

In questi giorni sono in fase di installazione i primi charger hi-tech in viale Zara. Sono postazioni evolute ad alto contenuto tecnologico che, attraverso un comando Wi-Fi, attivano il pantografo che carica in pochi minuti i bus elettrici. Nelle prossime settimane i primi e-bus a testare la nuova tecnologia saranno quelli delle linee 51, 60 e 82.

Entro il 2021 saranno 14 questi sistemi di ricarica rapida in città: sei in Viale Zara, quattro in piazza IV Novembre, quattro in piazza Bottini a Lambrate.

La posa di queste strutture innovative in città è indispensabile per consentire la necessaria autonomia e durata del servizio giornaliero a tutti i bus elettrici che progressivamente entreranno nella flotta Atm, sostituendo quelli tradizionali.

COME FUNZIONANO

La ricarica avviene in modo semplice: il bus si posiziona sotto il pantografo che, attraverso il comando Wi-Fi, si connette al mezzo per effettuare il “rifornimento” in 5/8 minuti.

Tali ricariche rapide, unitamente alla possibilità dei mezzi di essere ricaricati di notte nei depositi con le tradizionali colonnine, garantiscono ai bus autonomia pari a 200 chilometri, vale a dire la distanza percorsa in media al giorno.

Un singolo charger ha una potenza istantanea pari a 200 kW e può ricaricare velocemente più autobus durante il giorno.

Per il posizionamento in strada i charger sono stati studiati anche nell’aspetto grafico, a rappresentare la sostenibilità e l’impatto zero: le strutture sono allestite con decorazioni di alberi verdi,simbolo d’eccellenza della tutela dell’ambiente e dell’aria.

NUOVE RICARICHE ANCHE NEL DEPOSITO DI SARCA

75 nuove strutture “plug-in” al deposito di Sarca, il secondo dei quattro depositi Atm dedicati al progetto Full Electric: 50 sono già installate, le altre 25 saranno operative entro l’estate 2021. Queste nuove colonnine sono dotate di un sistema di ricarica intelligente «balancer» che permette di regolare la potenza a seconda del tempo a disposizione per la ricarica, del numero di bus e del residuo di batteria. Queste postazioni vanno così ad aggiungersi alle 67 del deposito di San Donato, per un totale di 142 colonnine complessivamente.

E-BUS IN SERVIZIO

Attualmente sono 85 i bus elettrici in servizio sulle strade milanesi, sulle linee 45, 54, 84 e 88.

Entro il 2021, come da cronoprogramma, Atm avrà in dotazione nella sua flotta 170 bus elettrici a impatto zero, che si aggiungono ai 153 bus ibridi e ai 3 bus a idrogeno. 

Un piano imponente che vede l’impegno di Atm non solo nel rinnovo della flotta con mezzi completamente elettrici, ma improntato alla sostenibilità a 360° per ambire a diventare una Zero Emission Transport Company, abbattendo progressivamente le emissioni dirette e indirette di CO2e con un approccio orientato al consumo responsabile delle risorse. Infatti, anche l’energia utilizzata è certificata e proviene da fonti rinnovabili al 100%.

Atm mira ad estendere il rispetto dei criteri di sostenibilità a tutta la catena di fornitura del Gruppo, oltre a confermare la volontà di creare valore sociale attraverso questo ambizioso piano, che guiderà la mobilità pubblica della città verso un futuro sempre più green.

LE TAPPE E I NUMERI DEL PIANO FULL ELECTRIC

Già oggi il 70% del servizio complessivo della rete di trasporto Atm viene svolto con mezzi a trazione elettrica.

·         Entro il 2030 è previsto il completo rinnovo della flotta con 1.200 bus elettrici. Questo porterà a una riduzione del consumo di gasolio pari a 30 milioni di litri e delle emissioni di CO2 pari a 75.000 tonnellate all’anno

·         Il piano prevede un investimento di 1,5 miliardi di € per veicoli e infrastrutture.

·         3 nuovi depositi full electric con spazi verdi in superficie e servizi per il territorio.

·         4 depositi riconvertiti.

ATM, Bus Elettrici, Ricarica, Viale Zara, Isola

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


15 thoughts on “Milano | Isola – Installato il primo “charger hi-tech” per bus elettrici in viale Zara

      1. Osservatore

        È stato pagato dalla TPG e dalla RCG… Può consultare i loro siti istituzionali se desidera chiarimenti in merito.

  1. Biagio

    Tutto è migliorabile ma l’ATM è una delle eccellenze di Milano e me lo confermano alcuni amici che abitano in altre città dove il trasporto pubblico è assai carente. In particolare lo sviluppo dei bus elettrici mi sembra una politica assai saggia gradita anche a chi come me tende ad usare l’auto più dell’indispensabile.

    1. Osservatore

      Signor Biagio il confronto non deve essere fatto con realtà che erogano servizi palesemente carenti. In questi casi si “vince facile”…

      1. EuroTrotter

        Onestamente, viaggiando in lungo e in largo per l’Europa posso dire che l’ATM non sfigura neanche nel confronto con molte altre città europee di dimensioni simili.

        Certo, se poi l’ambizione è portarsi ai livelli di Londra o Parigi, allora c’è ancora un po’ di strada da fare

  2. Davide

    Che bello ,

    Pensate quando questo sistema sarà applicato alle auto , ricarica rapida come un pieno di benzina senza scendere dall auto , o giusto il tempo di un caffè ..

    Spettacolo

    1. Andrea

      La pompa di benzina eroga più o meno 40 litri al minuto, il che vuol dire uno o due minuti per un pieno. Pensi di riuscire a ricaricare la batteria di un’automobile elettrica in un minuto? Oggi, utilizzando delle colonnine speciali a corrente continua, ci vogliono almeno 30 minuti.

      Tu dici il tempo di un caffè? Ok, forse un giorno arriveremo a 5 minuti per un pieno (5 minuti + il tempo di posizionarsi sulla stazione di ricarica, pagare e ripartire) ma sarà comunque in ogni caso necessario ridurre decisamente il parco veicoli se non vogliamo ritrovarci con code chilometriche davanti alle stazioni di ricarica (visto che i tempi di ricarica si sono quintuplicati passando da 1-2 minuti a 5). Oppure sarà la volta buona che la gente, prima di comperarsi l’auto, si preoccuperà finalmente di avere anche un box dove poterla parcheggiare e ricaricare.

      Nel frattempo tutti gli altri si accorgeranno che per girare in città è più che sufficiente avere una bici da 250 euro o usare i mezzi elettrici di ATM.

      1. Anonimo

        Anche fossero 10 minuti, credo che il trade-off fra 1 minuto di un carburante che impesta i polmoni dei nostri figli (a Milano le malattie respiratorie nei bambini sono il 20% più frequenti della media nazionale) e 10 minuti di energia pulita sia più che accettabile.

        E beviamoci ‘sto caffè

      2. Anonimo

        A differenza delle pompe di benzina, le colonnine di ricarica elettriche non hanno bisogno di un’infrastruttura alle spalle. Si possono mettere in qualsiasi parcheggio, una per postazione.

        Ci sono già nei parcheggi dei Lidl e di molti altri supermercati. Rischi di code chilometriche non ne vedo proprio. Piuttosto, sarà sfidante la manutenzione,

        1. Andrea

          Scusate se ripeto ma passare da 1-2 minuti a 5-10 minuti per la ricarica delle auto non è da poco, vuol dire quintuplicare o decuplicare i tempi di ricarica. Vuol dire (più o meno, credo) che quando oggi andiamo dal benzinaio e troviamo davanti a noi una o due auto, con l’elettrico queste sarebbero 5 o 10, a meno di non quintuplicare o decuplicare i punti di ricarica (rispetto alle pompe di benzina) come proponi tu.

          Sono però dubbioso sulla sostenibilità di installare migliaia (milioni?) di colonnine “pubbliche” sparse in giro per le vie della città (e del Paese), da mantenere anche considerando i vandalismi che sicuramente avverranno o i maleducati che lasceranno l’auto ferma parcheggiata davanti alla colonnina impedendone di fatto l’utilizzo.

          Tutte le auto che oggi vedi parcheggiate lungo i marciapiedi o avranno in futuro una colonnina dedicata accanto oppure dovranno passare mezz’ora (speriamo in futuro 5-10 minuti) al supermercato prima di poter partire.

          Sorgerà anche sicuramente il problema che le colonnine occupano spazio. Recupereremo questo spazio dai marciapiedi, dalla carreggiata o riducendo il numero di stalli di parcheggio attualmente esistenti?

          Io sono super favorevole all’elettrico per un unico motivo: rende l’utilizzo dell’auto più complicato, più costoso ma soprattutto più consapevole. Gestire un’auto sarà sicuramente più complesso e l’impossibilità di fare pit-stop di ricarica brevi ed imprevisti costringerà gli utenti ad organizzare bene l’utlizzo della propria automobile, pena: batteria scarica o mezz’ora di attesa al supermercato. L’auto non sarà più un mezzo disponibile sempre, comunque ed in ogni caso, bisognerà organizzarsi!

          Sono convinto che l’elettrico porterà maggior consapevolezza nelle persone riguardo l’utilizzo della propria auto, obbligherà motli a comperarsi un box o a riorganizzare la settimana prevedendo delle finestre di tempo nelle quali andare a caricare l’auto. Probabilmente molti sceglieranno di muoversi con strumenti più pratici e disponibili sempre e comunque, i soliti: bici, mezzi pubblici e veicoli in sharing/affitto.

          La motivazione ecologica dell’elettrico è ancora tutta da dimostrare: invece di inquinare dal tubo di scappamento si inquinerà dalle centrali elettriche e dagli impianti di smaltimento delle batterie…

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