Milano | Porta Nuova – Aggiornamento torre Unipol: il reportage di Andrea Cherchi

Aggiornamento dei primi di aprile 2021 dal cantiere della Torre Unipol.

“Un viaggio all’interno del cantiere di Torre Unipol. Emozioni e suggestioni di una Milano che cresce e si trasforma. Grazie a CMB per tutta la professionalità e per aver reso possibile questo servizio fotografico che oggi vi offro. E grazie a Unipol e a Mario Cucinella per questo nuovo edificio Milanese” – come ha scritto il fotografo Andrea Cherchi nel suo post Facebook.

Il reportage mostra il cantiere visto dall’interno, dalla base alla sommità prossima ad essere completata. Anima in calcestruzzo e struttura metallica.

Si tratta del grattacielo di circa 120 metri, progettato dallo studio di Mario Cucinella Architects in costruzione a Porta Nuova, in via Melchiorre Gioia.

Foto Andrea Cherchi

I piani per gli uffici.

La parte sommitale.

Torre Unipol, Mario Cucinella Architects, Porta Nuova, via Melchiorre Gioia

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

22 commenti su “Milano | Porta Nuova – Aggiornamento torre Unipol: il reportage di Andrea Cherchi”

  1. Molto bello, ma ripeto per essere iconico sarebbe dovuto essere almeno un 30 metri piu’ alto..ma si sa a Milano hanno paura a salire non si caposce ancora per qyale perverso motivo…peccato!

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    • ce l’ho più lungo io…. no io… no io….

      ma cresciamo…. l’architettura può essere iconica pure a piano terra.
      E’ la qualità dell’architettura che rende iconico in edificio, mica la sua altezza.

      Ridicolo pensare che sarebbe “iconico” se invece che 120 m fosse alto 150 quando nel mondo si stanno progettando torri alte 1.500.

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      • Non ho detto che non è bello, anzi molto bello! Ma ,e sono punti di vista, in uno sky line un grattacielo di 150/160 metri di altezza avrebbe avuto un altro effetto… .comunque bello!

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  2. Ve li ricordate i rendering con un grattacielo tutto sommato grazioso e slanciato? Ecco, in realtà è uscito un palazzo per uffici super tozzo. Ma si sa, a Milano già 90 metri fanno girare la testa a quelli del comune perché per quantificare l’altezza servono le dita di due mani.

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    • Se ogni dito rappresenta un decametro (entità che esiste solo nelle equivalenze alle elementari), sì

      Se invece si preferisse la corrispondenza un dito = un metro, più intuitiva, servono le mani di nove/dieci impiegati del comune (ammettendo che nessuno manchi di falangi) I quali potrebbero anche tenersi per mano e fare un girotondo intorno alla base ellittica della nuova torre.

      La mia impressione è che il prodotto finito sarà molto più attraente di quanto questa fase intermedia suggerirebbe (e forse un po’ meno entusiasmante dei rendering, ma ci sta)

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  3. Lo parte centrale è stata terminata, è un po’ basso e tozzo, il problema non è stata la comittenza che lo ha richiesto così, ma pensi la commissioni del comune di Milano che non accetta progetti più alti, indicazione data dal nostro amatissimo sindaco.

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  4. dai render sembrava la solita torre slanciata coperta di verde. la realtà? un edificio di cemento e vetro tozzo.
    diciamo no alle bugie da render!

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  5. Questo senso di inferiorità -dall’altezza del palazzo, ma potrebbe essere altro- non lo capisco. L’idea del progetto era la sostenibilità ambientale, e il numero di piani una sua conseguenza.

    Milano ha fatto enormi passi avanti -e anche in alto; francamente l’altezza dei palazzi non mi sembra un rilevante indice di sviluppo, non è complementare alla qualità del progetto -ancora da terminare- o alla sua vivibilità

    A New York c’è un continuo proliferare di nuove mega torri su 57th Avenue e intorno Central Park che ne sta deturpando lo skyline per sempre. L’autrice newyorkese Fran Lebowitz commenta NY che copia Dubai che copia NY, in una patetica gara allo slancio infinito. Non c’è bisogno di ambire a questo.

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  6. Secondo me sarà la torre più bella di Milano
    Il fatto di essere affiancata dalla passerella su M. Gioia consentirà di vederla più alta dalla strada e un po’ meno alta da piazza Gae Aulenti.

    L’unico dubbio è sui rivestimenti, originariamente illustrati in legno nei rendering

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  7. Il problema non è l’altezza in termini assoluti ma le proporzioni. Purtroppo questa torre, molto coraggiosa per altri versi, è davvero tozza.

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  8. Anche qui come nella torre Libeskind mi pare che l’idea iniziale fosse ottima ma poi quando sono passati alla struttura reale ne é uscito una mistura che lascia sconcertati. Erano due torri sottili agili slanciate da fabbricare in officina e montare in 4+4 otto e invece ne é uscito un mix tra un muratore della Valle Imagna e una carpenteria numerica. Un ammasso di ferro e cemento d’antan. Magari é demerito solo delle norme vigenti ma… che pesantezza, che spessori. Due idee sprecate.

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