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Milano | Bicocca – Cantiere Caltagirone di viale Piero e Alberto Pirelli: aprile 2021

Oramai di misterioso ha bn poco il cantiere della società Caltagirone, perché giunto a buon punto. Si tratta, per ora, di due palazzine poste nel lotto tra via Chiese, viale Piero e Alberto Pirelli e via Stella Bianca alla Bicocca. A distanza di anni dall’inizio dei lavori, 2018, per ora, il progetto non è stato promosso in alcun modo, così come non sono ancora stati diffusi i rendering del progetto e neanche una campagna vendite.

Il progetto è composto, per ora, da due casermoni di 12 piani ciascuno, uno, quello colorato di giallo, isolato, mentre l’altro si presenta come una lunga stecca distribuita lungo viale Piero e Alberto Pirelli. La composizione architettonica ricorda molto le strutture prefabbricate e un certo disegno anni Novanta del secolo scorso.

Le facciate sono caratterizzate da una balconata continua in muratura. Troviamo alquanto brutta la soluzione per i balconi, che vengono sorretti da sgraziate mensole.

Su viale Piero e Alberto Pirelli, il lungo palazzone ci risulta veramente imponente e sgraziato.

Bicocca, Caltagirone, via Chiese, via Piero e Alberto Pirelli, via Stella Bianca


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


45 thoughts on “Milano | Bicocca – Cantiere Caltagirone di viale Piero e Alberto Pirelli: aprile 2021

  1. daniele

    Probabilmente la peggiore realizzazione edilizia a Milano degli ultimi 20 anni. Spiace davvero per la memoria di Piero e Alberto Pirelli, imprenditori e uomini di azienda che ebbero la levatura culturale di erigere la sede della loro azienda affidandone il progetto a un maestro come Gio Ponti e che non avrebbero mai consentito uno sconcio del genere sui terreni della fabbrica Pirelli.

  2. Anonimo

    Leggo il nome Caltagirone nel titolo e mi accorgo di avere un pregiudizio. Mi dicio “dai, guarda le foto in maniera obiettiva”

    Quando vedo quei palazzi mi è rivenuta alla mente l’architettura della periferia di Kiev e di Mosca in cui colori preso a casaccio cercano di ingentilire un blocco osceno di cemento armato… e mi accorgo che il pregiudizio era probabilmente benigno nei confronti del costruttore

    aridatece Ligresti!

    1. Anonimo

      L’architettura di Ligresti valeva come quella del Bramante a confronto…

      il costruttore di questi edifici “iconici” giallorossi (in omaggio alla squadra della sua città?) ha già devastato la capitale, sta cercando di regalare lo stesso trattamento anche a Milano?

  3. Davide V.

    Terribili! Come si fa a costruire certe schifezze? Sono brutti esteticamente e con una mole assolutamente esagerata. Non è che si tratta di uno studentato universitario?

  4. Ettore

    In un periodo in cui a Milano si vende tutto sulla carta 3 anni prima della fine lavori, sembra incredibile che questi siano praticamente finiti senza che ne abbiano messo in vendita neppure uno.

  5. Alessandro

    Bello, speriamo ne facciano uno blu. Magari anche più grosso!
    Ma nel 2020 costruiscono ancora certe boiate? Dobbiamo aspettarci anche qualche cadavere nei pilastri? Ma possibile che non ci sia una commissione che dica ai progettisti che certe cose le possono proporre a Uzhorod?

  6. _

    Sembrano i colori dei nuovi iMac della Apple messi alla rinfusa.
    (io ci ho provato, ma più di questo di carino non mi viene)

    1. Anonimo

      Beh, per quanto gli edifici siano repellenti, se l’appartamento costa 3900 euro ci faccio un pensierino. Meno di un moto…

  7. LISEO DI LIONE

    Si immaginano capaci di “scatti geniali” e potersi permettere di tutto, pur di apparire ……. presto si accorgeranno dell’obbrobrio che hanno realizzato e se succederà sarà il loro primo vero risultato.

  8. Anonimo

    beh dai, 3.900€/mq per far finta di essere a Palm Beach, ma con vista sulla periferia milanese. Quasi quasi ci faccio un pensierino. 40 mq vengon via a 156K. Chissà se i capitolati degli interni sono in stile con gli esterni tipo Las Vegas de’ noantri.

  9. Marco

    C’è chi fa riferimento a Pechino, chi a Kiev o chi s’allarga all’URSS ma signori, questa robaccia qui non ha niente di socialismo reale ma è solo il trionfo dell’ideologia liberale. Della signora proprietà privata che nel suo lotto fa quello che vuole, come vuole, adeguandosi allo stile che la sua cultura palazzinara gli suggerisce.
    E il “pubblico”, le Istituzioni? Zitte e mute, viva il mercato.

    Io, che sono comunista edonista, penso che la tua libertà finisca dove comincia il tuo gusto di merda.

    1. Anonimo

      Kiev ai tempi dell’ URSS era in URSS, da comunista dovresti saperlo.
      E comunque complimenti per aver scoperto l’acqua calda sulla proprietà privata.
      Là decisioni sulle libertà e sui gusti invece a chi penseresti di affidare la decisione, al Politburo o al KGB?

    2. Anonimo

      Invece il parallelo con architettura sovietica ci sta eccome. Per esperienza diretta e prolungata, Mosca e Kiev, ma anche St. Pietroburgo, Kazan, Yerevan, Ekaterinburg, Krasnodar hanno un enorme campionario di questo genere di arte architettonica, trionfo di cemento e comunismo in salsa staliniana o brezneviana. Edonismo pochetto.

      In genere il privato, avendo l’esigenza di vendere, deve offrire prodotti che il mercato apprezzi. Non è garanzia di qualità estetica ma il “pubblico” versione totalitaria ne offre molto di meno.

      La tua idea di libertà mi sembra in linea con i precetti della tua ideologia. Siamo tutti liberissimi di seguire la linea del partito e di non deviare da essa. Meno male che la storia vi ha leggermente cancellato dal suo corso

      1. Wf

        È vero che questo obbrobrio è frutto però proprio del capitalismo più libero possibile.

        Quello senza nessun vincolo “comunista “…

        La libertà di fare il c.. che gli pare ovverosia un obbrobrio di cemento e profitto massimo.

        Oppure vuoi negare anche l’evidenza dei fatti?
        Oppure vuoi distorcere la realtà.

        Diamo a Cesare ciò che è di Cesare…

        1. Anonimo

          Verissimo. È un’oscenità
          Verissimo. È un’espressione paradigmatica della speculazione edilizia più becera.

          Però assomiglia drammaticamente al concetto sovietico di sfruttamento dello spazio a scopo residenziale a discapito di estetica e, ancor più, qualità di vita. Qui, come qualcuno ha giustamente fatto notare, con un tocco macabro di architettura americana di basso livello di mezzo secolo fa.

          Se poi si critica giustamente una porcheria, qui unanimemente presa a pernacchie da tutti i commentatori, va benissimo. Farlo dal pulpito comunista o con accenti che ricordano la medesima matrice, fa un po’ sorridere. Se si riesce a sorridere, non essendo incattiviti e inaciditi da un’esistenza spesa a dividere il mondo in buoni e cattivi.

          Quanto all’edificatore di cotanta bellezza, auspichiamo che il mercato lo premi con il successo commerciale che si merita, e conseguentemente lo faccia fallire (temo di no, ma la speranza è legittima). Sicuramente verrà relegato in un (Calta)girone infernale dantesco quando passerà a miglior vita, per opere e omissioni a tutti visibili

  10. Lino Mando

    Non sono brutti, sono semplicemente fuori contesto e ridicolmente non al passo con gli attuali stili architettonici.
    Guardandoli, penso alla Acapulco anni ’60, con in sottofondo Paul Anka che canta “Diana”. Senza andare troppo lontano, diciamo che anche nella Riccione anni ’80 avrebbero fatto la loro bella figura.
    3900 al mq? mi scappa da ridere.

  11. Anonimo

    Altro scempio in Bicocca.
    E c’è ancora chi difende questo quartiere, sembra di stare in Polonia 😂.
    Fra 20 anni sarà un quartiere morto.

  12. Riccardo

    E’ un cantiere aperto da lungo tempo che era rimasto fermo e ha ripreso ultimamente i lavori fino ad arrivare a questo scempio. In un quartiere poi, che si sta riqualificando, e dove mamma Pirelli tiene tutto decorosamente sotto controllo. Come è possibile che si arrivi a costruire una schifezza del genere? Quale studio di architettura se ne è occupato?
    Ci vorrebbe un’inchiesta che vada a fondo. Qualche giornalista sprezzante tra di voi che abbia voglia?

  13. Simone

    Che scempio. Tra l’altro nel lato che dà verso l’università Bicocca gli si è già staccato un pezzo di cornicione di un terrazzo (e parlo di qualche metro, non centimetro). Probabilmente tutto prefabbricato.

    C’è il rischio che vengano giù con un po’ di vento vista la qualità costruttiva. No comment.

  14. Mp

    Possibile che nessuno dica nulla? Possibile che, come già qualcuno nei commenti faceva notare, le istituzioni, comune e Regione compresi non alzino un dito nemmeno per un controllino? È tutto regolare? È normale che nn si sappiano rendering e che un costruttore possa fare qualsiasi cosa voglia?…Non voglio immaginare come completeranno il lotto visto che c è ancora spazio….che orrore!!

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