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Milano | Forlanini-Linate – M4 e l’ambito Est

In attesa di vedere aperte queste benedette stazioni di M4, Forlanini FS, Repetti e Linate Aeroporto, ecco un piccolo reportage esterno, realizzato da Riccardo Mastrapasqua. Stazioni pronte in attesa di un nulla osta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che certifichi la sicurezza della linea, per poter avviare il servizio ridotto della mini tratta “Forlanini FS-Linate Aeroporto”. Tratta che in teoria si doveva aprire ben 6 anni fa, per Expo, ma che come si vede, ha avuto un po’ di ritardo.

Cominciando dalla stazione di Linate Aeroporto.

Passiamo alla stazione di Repetti, nel Quartiere Forlanini e posta all’incrocio con via Cavriana (Secondo noi, a ricordo del nome storico della zona, la si poteva dedicare a Cavriano o Cavriana, il piccolo borgo di cascine posto a poche centinaia di metri dalla stazione la cui via sbuca proprio dietro una delle uscite della nuova stazione, anziché dedicarla ad Alessandro Repetti, editore e tipografo dell’Ottocento; ma tant’è. Purtroppo a Milano i ricordi dei luoghi storici non hanno la meglio, perché nessuno ne ha memoria).

Qui pare tutto pronto, anche le aiuole sono state sistemate così come i “cubotti” delle uscite, che tanto ci piacciono (se non si capiva, era sarcastico).

Terminiamo con l’altra stazione M4 pronta all’uso, quella di Forlanini FS (decisamente più bella della precedente). Anche qui le aiuole e le uscite sono solo in attesa di aprire all’utenza. Non c’è che da aspettare il via libera, quindi.

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Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


29 thoughts on “Milano | Forlanini-Linate – M4 e l’ambito Est

  1. Anonimo

    Certi dettagli – tipo il corrimano della quarta foto, ma ce ne sarebbero a bizzeffe – fanno accapponare la pelle, per un progetto di questa portata: ma chi disegna questa metropolitana cos’ha studiato? Senza che fosse necessario andare all’estero, ma si è fatto un giro sulle linee storiche della metro? così, per vedere come si lavora, non per altro..

  2. Anonimo

    Come si possa fare una nuova linea di metro senza prevedere un parcheggio di interconnessione per assorbire il traffico pendolari in uscita dalla tangenziale è per me un mistero.

    Ma veramente in Comune pensavano che il miliardo di euro speso per la M4 servisse solo per portare qualche migliaio di passeggeri a Linate più comodamente che con la 73?

    1. Anonimo

      Largamente occupato da gente che prende l’aereo. Certo se chi vola andasse in metro a Linate, si libererebbero posti per chi arrivasse da fuori città per scambiare mezzo di trasporto

      In più le tariffe sono da parking aeroportuale. Se pensiamo che un pendolare paghi una ventina di euro all giorno per lasciare l’auto a Linate e prendere la M4, stiamo freschi. D’altra parte se ci fossero parcheggi a 5 EUR si cannibalizzerebbero i posti del parking attuale (i viaggiatori in aereo abbandonerebbero quello che oggi pagano profumatamente), e comunque il pendolare avrebbe un centinaio abbondante di euro mensile da scucire per il parcheggio

      Non dico che sia sbagliato come principio, credo che sia giusto applicare maggiori disincentivi all’uso dell’auto, penso che non massimizzerebbe la conversione verso il combinato auto-metro. Io come filosofia i prezzi alti lì applicherei per parcheggi e accessi nelle zone più centrali

    2. _

      I parcheggi di Linate sono al servizio di chi arriva a Linate in auto, e sono molti perchè il bacino di Linate è molto diverso dal milioncino di abitanti di Milano città servito dalla metro.

      Il punto non risolto invece è l’assenza di un parcheggio di interscambio per chi esce dalla tangenziale: entra in viale Forlanini direzione città e a parte che il solito proverbiale “buco nelle viette” non trova niente. Secondo me andava pensato meglio, ma c’è ancora tempo perchè l’apertura vera della MM4 è ancora molto lontana nel tempo.

      1. Andrea

        Chi usa la tangenziale penso che gia ora utilizzi San Donato o Lambrate. Chi abita tra San Donato e Lambrate può usare la bici per raggiungere Forlanini.

        PS: i pedali della bici girano anche quando piove, quello della pioggia penso sia un problema esclusivamente culturale che scomparirà man mano che impareremo a spostarci con mezzi leggeri. Ad ora in Italia dobbiamo risolvere ancora il blocco culturale che vuole la bici un mezzo pericoloso con il quale si suda un casino.

  3. Andrea

    Se vuoi proprio usare la macchina puoi andare a Lambrate M2 oppure San Donato M3, per raggiungere le fermate della M4 puoi tranquillamente usare la bici e unirti al coro di persone che chiedono percorsi ciclabili migliori.

    Per esempio la ciclabile dell’immagine 21 invece di girare improvvisamente a destra potrebbe amche proseguire dritta in via Ardigò, scavalcare viale Corsica e arrivare in via Piranesi evitando un semaforo. Mi pare che una passerella sopraelevata ci sia già, manca solo il collegamento…

    1. Anonimo

      Se abiti in un paese della cintura ad est (da Segrate, Pioltello, ad andare in fuori fino all’Adda) e fai il pendolare con Milano è comprensibile che tu pensi di avvicinarti con l’auto ed eventualmente saltare sulla linea metro più vicina e più comoda per la tua destinazione.

      A meno che tu non sia un ciclista dopato è improbabile che ti faccia qualche decina di km magari al freddo e sotto la pioggia sulla statale per andare a prendere la metro tutto i giorni e metterci un’ora e mezza ad arrivare al lavoro, e lo stesso tempo per tornare a casa.

      Sono ciclista e sostengo l’uso dei mezzi pubblici, pertanto considero i parcheggi di scambio fondamentali

  4. Anonimo

    È fondamentale il capolinea con la stazione di Segrate anche in previsione di AV Milano Venezia. Solo lì si potrà fare un grande parcheggio di interscambio, non certo a Linate.

    1. Anonimo

      Ma bene, siamo solo in ritardo di sei anni per tre fermate della M4 con un tratto apparentemente facile, e dobbiamo aspettare un’estensione della linea fino a Segrate per avere una soluzione di interscambio?

      Diciamo che nei prossimi anni ci saranno segmenti incrementalmente più lunghi di M4, e a spanne, fra cinque anni ci sarà tutta la linea (senza estensioni) e che ci vorranno altri cinque per finalizzare il tratto fino a Segrate. Perderemmo anni e anni di possibile conversione del traffico aspettando Godot/parcheggio di Segrate

      La soluzione dei parcheggi aeroportuali non è quella che trasformerà il pendolare automobilista in “scambista” verso la metro (costi alti e/o distanza notevole dall’ingresso) a meno di politiche di prezzo creative che separino utenti entranti in città da utenti dell’aeroporto magari attraverso abbonamenti a lungo termine

  5. Andrea

    Ma infatti chi abita a Segrate o Pioltello non fa prima ad andare a Lambrate o al parcheggio dell’aeroporto di Linate come propone un commentatore piu sopra?

    Io trovo che anche il modello con i parcheggi di interscambio fra qualche anno sarà anacronistico, i comuni dell’interland dovrebbero organizzarsi per raggiungere la stazione dei mezzi pubblici più vicina e se non ne hanno una vicina dovrebbero spingere la politica per crearla oppure per un servizio bus che ci porti.

    1. Anonimo

      Chi abita a Segrate o Pioltello a Lambrate ci può andare anche adesso. E allora perchè invade viale Forlanini tutte le mattine?
      Il parcheggio di Linate ha prezzi aeroportuali e non è una soluzione.

      Possibile che fra 20 anni le cose saranno diverse. Ma io vivo adesso e speravo che la MM4 servisse a togliere un po’ di auto di torno. Amen.
      Il buco nelle viette della zona in qualche modo si troverà 🙂

      1. Anonimo

        L’amico a cui abbiamo risposto in cinque con pressoché gli stessi argomenti è un campione di velleitario massimalismo, proponendo soluzioni senza alcuna chance di successo fintamente ambientaliste e ciclofile

        Secondo me è un Agent Provocateur della massoneria dei tubi di scappamento e della mafia dei combustibili fossili che cerca di boicottare le idee costruttive per diminuire quattro ruote e motori a scoppio

        1. Andrea

          In realtà mi hanno risposto in 3 dei quali uno, cioè tu, non hai dato nessun argomento (a meno che gli insulti o le speculazioni sulla mia reale identità non siano un argomento). Gli altri due sono utenti anonimi e quindi potrebbero essere la stessa persona. In ogni caso non è il numero di persone che sostengono una posizione a distinguere chi ha ragione da chi ha torto.

          Se pensi che le mie idee non possano essere spunti di riflessione utili e soprattutto se hai bisogno del “branco” per convincerti di avere ragione, non leggere i miei commenti, se vedi scritto il mio nome passa al commento successivo perché ti anticipo che sarà sicuramente in minoranza su questo blog e quindi totalmente sbagliato secondo i tuoi criteri.

    2. Gio

      Chi abita a Segrate o Pioltello (specialmente quest’ultima) prende il treno per andare a Milano. Ogni 15 minuti tutto il giorno tutti i giorni c’è un treno delle linee S5/S6 che in 20 minuti massimo ti conduce a Porta Venezia.

      A Segrate c’è un gigantesco parcheggio a disposizione, più la linea 923 che serve la città ogni 15-30 minuti. A Pioltello la stazione è in mezzo alle case, ed è da sempre ben utilizzata dai pioltellesi (meno da chi vive a Pioltello Nord, ma loro hanno vicino la M2 a Cernusco)

      Da Pioltello ci sono anche i regionali per Lambrate/Centrale/Garibaldi/Greco Pirelli (dai 3 ai 5 treni l’ora). E comunque usando le linee S5/S6 si incrocia la M4 due volte, a Forlanini e Dateo. Direi che fino a che la M4 non farà il salto oltre Linate o l’Idroscalo avrà ben poca attrattività per queste città.

  6. Gianluca Brescia

    A mio parere le 3 stazioni apriranno a settembre. Sulla proposta di chiamare Repetti con il nome delle vecchie cascine (Cavriana)non sono molto d’accordo perché bisogna ammettere che oggi nessuno associerebbe questo nome ad una porzione della vecchia Milano.
    Ma c’è da dire che oggi è difficile accostare porzioni della vecchia Milano a quella di oggi. Ad esempio alle nuove generazioni non dice nulla il nome Cavriana e non capirebbero dove si trova la fermata della M4. Così come “Quartiere Forlanini” non voleva dire nulla.

    1. V.

      Anche “Porto di Mare” non vorrebbe dire nulla se non gli avessero dedicato una fermata della metro: pensa se fossero stati così poveri di spirito da chiamarla “Gaggia” quella fermata…

  7. Anonimo

    oltretutto sono recidivi perché anche la M5 è stata progettata senza prevedere parcheggi di interscambio

    Le tettoie sulle entrate di Repetti gridano vendetta al cospetto del dio del design. le fermate fuori terra sembrano un po’ meglio e almeno meno claustrofobiche di quelle della M5. Finalmente anche a Milano hanno scoperto che l’ingegneria di oggi consente di fare stazioni a doppia altezza (bastava andare a Brescia, mica a Copenaghen).

    Sulle finiture (ad esempio i corrimano) concordo con chi ha scritto che bastava riprendere il progetto Albini & Helg. E’ un peccato ad esempio che non vengano ripresi i bellissimi orologi analogici delle linee 1 e 2 per mettere al loro posto dei tristissimi display digitali.

  8. Anonimo

    A tutti quelli che si indignano per la mancanza di parcheggi scambiatori propongo di riflettere due minuti su quanto segue.

    Chi pagherebbe questi parcheggi di interscambio? Sicuramente il pubblico, quindi anche io che non ho la macchina. perché un privato non avrebbe nessun guadagno a costruire parcheggi in struttura applicando poi le tariffe ridicole tipiche dei parcheggi di interscambio.

    E di quante auto e quindi utenti parliamo? Siamo realisti, 600-800 al massimo? Su una linea che avrà decine di migliaia di passeggeri al giorno direi che costruire i parcheggi di interscambio ormai è una pratica giustamente superata e infatti la M4 ne è priva, e ne è priva anche M3 a nord.

    Solo il parcheggio M1 a nord, a Bettola, avrà un certo senso grazie al centro commerciale, per il resto è meglio costruire interscambi con altri mezzi pubblici e collegamenti ciclabili, che costano una frazione di una struttura simil-famagosta o cascina gobba.

    Poi, se volete, continuate a pensare che le auto siano l’unica soluzione per spostarsi anche fuori città, secondo me dovremmo smettere di pensarlo.

    1. Anonimo

      I parcheggi di interscambio saranno anche “superati”, ma alle 9.30 del mattino quelli che ci sono son sempre strapieni. E le vie di fianco alle fermate della metro son sempre tappezzate di auto dal lunedì al venerdì.

      Poi ognuno è libero di credere a quello che vuole, ci mancherebbe.

      1. Anonimo

        Allora non hai capito cosa intendevo: proprio perché si riempiono subito sono inutili e inefficienti, se soddisfano solo quei 1000 utenti che trovano posto regolare.

        Investi in bus e ciclabili, la più scalcagnata delle linee bus ha una portata ben maggiore di 1000 persone al giorno. Per non parlare delle ciclabili, o di una ciclostazione, nello spazio occupato da 1 auto arrivi a far parcheggiare 12 biciclette, ci sarebbe spazio per tutti.

        È proprio l’auto e il parcheggio dell’auto a non essere efficiente. Se devi far muovere persone è di gran lunga più intelligente incentivare e sovvenzionare i sistemi più efficienti per farlo.

        È anche molto più democratico: bus + ciclabili possono essere usati dal 100% della popolazione. Le auto sono usate solo dagli automobilisti, una minoranza. non è giusto che il pubblico sovvenzioni sempre e solo le auto. Per questo è corretto non investire più in enormi e costosissimi parcheggi per auto. Il problema è che da noi ancora non si investe a sufficienza per bus+ciclabili. Cioè una cosa simile ancora non l’abbiamo: http://www.repubblica.it/green-and-blue/2020/10/30/news/utrecht_il_garage_dei_25_mila_pedali-272044169/amp/

        1. Wf

          Devi fare differenza tra I parcheggi in città che incentivano a comprarsi e possedere una automobile e i parcheggi di interscambio ESTERNI ALLA CITTÀ che impediscono alle auto giargianiche di INVADERE MILANO OGNI GIORNO.

          totalmente d’accordo sulle bicistaziini CUSTODITE. E soprattutto lo scambio BICI-BUS BICI-TRENO, etc.

          MA il bus non è la soluzione perché rimane bloccato nello STESSO TRAFFICO CREATO DALLE AUTOMOBILI.

          molto meglio la cura del FERRO e le linee di tram che essendo in sede propria SEPARATA e protetta evitano di marciare insieme alle altre automobili.

          I parcheggi ESTERNI di interscambio sono NECESSARI e vanno aumentati. O potenziati

          Poi una ecotassa Area B , Area C moolto più costosa che OBBLIGHI a lasciare l’automobile in questi parcheggi esterni.

          Fine

          1. Anonimo

            Concordo pienamente.
            Disincentivi ad entrare in auto nella zona urbana (dove possibile zone pedonali, zone a traffico limitato, pochi posti auto in superficie per i residenti e pure per loro a pagamento, dissuasori e muore, pass per aree C e B a prezzi che ne scoraggino l’utilizzo)

            Incentivi a non usare l’auto verso la città per i pendolari (linee ferroviarie e equivalenti come metro e metro tranvie concorrenziali come tempi e costi con l’attuale trasferimento in auto, soluzioni che facilitino e velocizzino lo scambio fra una modalità di trasporto e l’altra)

            Se da Paulllo, Truccazzano, Pioltello o Melzo (nomi a caso, non spiegatemi quali mezzi ci sono disponibili attualmente) il pendolare ci mette mezz’ora di più di spostamento che in auto per andare a lavorare in centro a Milano -e analogamente per rientrare- non sceglierà mai l’opzione trasporto collettivo.

            I parcheggi di scambio devono essere pensati per rendere il continuum auto/metro o treno accettabile. Qui abbiamo avuto decine di commenti per interconnessioni fra linee metropolitane che forzeranno ad uscire in superficie per cambiare treno e ci sembra inaccettabile che queste prolunghino di dieci minuti il viaggio. Lo stesso principio deve valere per chi viene da fuori I cui tempi di trasferimento hanno un impatto devastante sulla vita quotidiana

        2. Anonimo

          Nella zona EST di Milano, il problema è la tangenziale anacronistica e troppo vicina alla città – ci passa in mezzo.

          Fortunatamente abbiamo una infrastruttura nuova, la TEM che passa più esterna ad una distanza simile a quella della ovest (o di quella che sarà la nuova tangenziale esterna ad ovest per spostare il traffico privato ancora più fuori pure in quel quadrante)

          La soluzione più pragmatica sarebbe attestare i parcheggi più esterni verso la TEM, ma per far questo va anche prolungata la MM4 e idealmente anche create metrotramvie esterne simili a quel che è stato fatto a Parigi.

          A quel punto la tangenziale EST la puoi ridurre a strada metropolitana interquartiere, togliendole il ruolo di autostrada che peraltro era idea discussa ai tempi della TEM)
          Piano piano ci arriveremo, l’importante le infrastrutture è farle e gestirle e non ridursi a guerre ideologiche massimaliste (ossia bene solo le bici o bene solo le auto o bene solo la decrescita felice ecc ecc)

  9. Giuseppe

    Spero solo che non si arrivi mai ad ecomostri come il capolinea San Siro della M5; giuro,ogni qualvolta ci passo davanti mi sale la rogna

  10. Anonimo

    certo che riguardando il tracciato credo che sarebbe stata utile inserire una fermata dopo la tangenziale all’altezza del parco: in questo modo sarebbe stato possibile usare la metro per arrivare al parco e avrenne connesso alla anche il villaggio residenziale dell’aeronautica

  11. Alessandro Vecellio

    certo che riguardando il tracciato credo che sarebbe stata utile inserire una fermata dopo la tangenziale all’altezza del parco: in questo modo sarebbe stato possibile usare la metro per arrivare al parco e avrenne connesso alla anche il villaggio residenziale dell’aeronautica

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