"Anche le città hanno una voce" | Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Bovisa – Cantiere di via Durando: luglio 2021

Finalmente il tanto atteso progetto per la nuova grande piazza di via Durando alla Bovisa, con la realizzazione di un complesso residenziale integrato nell’ambito del Piano Attuativo PA9, che costituisce l’ultima fase della riconversione degli stabilimenti dell’industria produttrice di impianti a fune CT Ceretti Tanfani via Durando, via Andreoli e via Morghen.

Lo sviluppo è curato da Albatross srl, e prevede la realizzazione di 2 edifici e la piazza pubblica.

I due edifici saranno suddivisi: nel primo edificio di 4 piani, nasceranno 74 alloggi di edilizia convenzionata agevolata, due unità commerciali di vicinato al piano terra e 94 posti auto ai piani seminterrato e primo interrato; mentre il secondo vedrà l’intero piano terra adibito a unità commerciali di vicinato con la previsione di uso pubblico della corte interna, mentre ai piani superiori, destinati alle residenze (99 alloggi), è prevista una distribuzione a ballatoio propria della tradizione residenziale milanese e lombarda. I due livelli interrati infine ospiteranno un centinaio di parcheggi.

Oltre alla realizzazione della piazza verde di 10.747 mq saranno garantiti illuminazione e panchine, la pedonalizzazione (salvo accesso residenti e carico/scarico) e riqualificazione delle via Andreoli e Pantaleo, la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra via Cosenz e via Bovisasca, la sistemazione dell’area a parcheggio all’incrocio tra via Durando e via Cosenz, il rialzo e disassamento di via Durando nel tratto di fronte al Politecnico e in corrispondenza della piazza verde, la realizzazione di un nuovo tratto di via Donadoni.

Previste opere di urbanizzazione primaria e secondaria quali nuova piazza pubblica (Piazza Verde), opere viarie e di arredo urbano.

Progettazione Architettonica edificio A: arCHiara Studio. Progettazione Architettonica Edificio B: Offscape sas. Progetto piazza Verde: Offscape sas. Progetto del verde opere a scomputo ed edificio A: Davide Canepa – Progetto del verde edificio B: Atelier Fois.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi, Comune di Milano

Info: NiiProgetti, Comune di Milano

Tag: Bovisa, via Durando, via Andreoli, via Morghen, Albatross srl

Condividi questo articolo su:
Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


19 thoughts on “Milano | Bovisa – Cantiere di via Durando: luglio 2021

    1. Anonimo

      Cazzarola, ma che razza idea di milano e di futuro avete? Possibile che la milano del futuro per voi sono sia solo squallide e deprimenti zone periferiche?

      1. Wf

        Hai ragione nel merito.

        Si può osare di più come progetto.

        Bisogna fare di meglio.

        Quando hai ragione hai ragione.

        Touche

  1. Andrea

    Il comune ci prova a progredire, il marketing dei costruttori invece resta sempre in stile anni 80.

    “94 posti auto”, “due livelli interrati ospiteranno un centinaio di parcheggi”, “la sistemazione dell’area parcheggio all’incrocio…”. Viene citata pure una pedonalizzazione però tranquilli: “salvo accesso residenti e carico/scarico”.

    Ma i posti bici invece? Ci saranno almeno 100 stalli condominiali? Oppure ognuno dovrà caricarsela sulla spalla e parcheggiarla sul proprio balcone, per poi venirci a dire che “Milano non è fatta per le biciclette”?

    Per di più creano anche una rotatoria in via Bovisasca dove invece a mio parere andrebbe realizzato un percorso ciclabile che collega Bovisa con Novate.

    Per il resto boh, un casermone ingestibile (a livello di assemblee) davanti ad uno spiazzo gigante con delle aiuole.

    Unica cosa positiva in tutto il progetto: ci saranno negozi di quartiere.

    1. Anonimo

      I costruttori non fanno i filosofi da tastiera….devono vendere.

      Il giorno che a Milano la gente usa la bici sul serio, magari metteranno il posto bici come grande plus. (a parte che ormai quasi tutti i complessi nuovi hanno uno stanzone dove si ammucchiano le bici)

      1. Anonimo

        “Il giorno che a Milano la gente usa la bici sul serio”, parli come se oggi la gente a Milano usasse la bici per gioco.

        Anche i politici non fanno i filosofi da tastiera, eppure per “vendere” i loro voti non stanno sbandieramdo parcheggi a destra e manca, anzi…

        1. Anonimo

          Lascia stare la politica, avvelena solo qualsiasi discorso.

          Per tornare agli operatori immobiliari, hanno il sesto senso per quello che “fa vendere”.
          “Prossimità metro” fa vendere, te lo dicono pure se la metro più vicina è a 5 chilometri.
          Il “posto bici” mi sembra evidente che non faccia vendere. E i numeri dei ciclisti a Milano sono in aumento finchè ti pare ma sono sempre abbastanza bassi per una città piatta come la nostra.
          Molto più impressionante e veloce è invece la rivoluzione della micromobilità elettrica, infatti non mi stupirebbe se nei nuovi complessi il “punto di ricarica condominiale” per monopattini &Co diventasse a breve una cosa diffusissima: perchè fa vendere.

          1. Andrea

            Sì il “sesto senso”, certo!

            La verità secondo me è che per vendere un appartamento a “casermopoli” è sufficiente costruire una caserma nuova, non importa se fra 10 anni questa sarà già vecchia, oggi è nuova ed è indubbiamente più bella di quella vecchia accanto quindi l’appartamento lo vende facile anche chi non ha i superpoteri.

            I parcheggi delle auto aiutano sicuramente ad allungare la pappardella di descrizione del condominio ma ricordiamoci che sono obbligatori per legge e che non sembra rendano così tanto dato che in passato la legge è stata disattesa da diversi costruttori.

            Il vero superpotere di questi costruttori non è quello di essere omniscenti sulle tendenze della società, la loro bravura sta nell’apparecchiare ben bene rendering e descrizioni facendoti sembrare un bel condominio quello che in realtà è una economica caserma/alveare tale e quale a quelle accanto. Il tutto realizzato a norma di legge ma senza un briciolo di novità.

            Come cittadino milanese, penso di aver tutto il diritto di criticare un progetto che secondo me contribuirà a mantenere lo status quo della periferia. Se poi il costruttore riuscirà (sicuramente) a vendere quegli appartamenti buon per lui… e peggio per noi…

          2. Anonimo

            Andrea, puoi criticare quanto vuoi ed è sia sano che giusto.

            Però resta il fatto che l’agente immobiliare passa le giornate a contatto con la gente, rompipalle, criticona, drogata dai social network, sapientona e piena di se.
            Qualcosa di come gira il mondo a Milano lo sanno. Anche a me piace la bici (e abito in un posto a Milano dove usare la bici è divertente), ma nascondere la testa sotto la sabbia non fa bene a nessuno.

          3. Wf

            Guardate che a Milano vendi QUALUNQUE COSA che sia di nuova costruzione.

            Con o senza box.

            La gente impazzisce per il nuovo.

            Punto.

            Chiedi ad un agente immobiliare come giustamente tu fai notare.

            Costruisci un palazzo dimmerda ma NUOVO.

            MIlano sold out in 3 giorni

            Questa la triste realtà.

  2. Luca

    Wow che estro, che inventiva, quali novita’. Mizzega se non si osa nemmeno in periferia, in un quartiere per giunta votato al design e in fase di trasformazione basta .. alzo le mani ..
    tutto cosi maledettamente omologato .. a tutto il resto., non c e piu spazio per il genio in questo mondo .

  3. Andrea

    “Il giorno che a Milano la gente usa la bici sul serio”, parli come se oggi la gente a Milano usasse la bici per gioco.

    Anche i politici non fanno i filosofi da tastiera, eppure per “vendere” i loro voti non stanno sbandieramdo parcheggi a destra e manca, anzi…

  4. Albe

    Orribile, apprezzo solo l’onestà intellettuale di non aver riempito i balconi di querce secolari.
    Soliti rettangoli, case incassate, parchetto con geometrie deprimenti e l’aggravante della rivisitazione della casa di ringhiera dove, per la felicità di Andrea, si nota appunto in foto 6 la gestione condominiale prevista per le bici: a spalle.

  5. Franky

    State sbagliando tutti. Nessuno si è chiesto perché l’edificio A ha un architetto e l’edificio B più la piazza un’altro. Semplice, Albatross è la vecchia proprietà che ha convenzionato l’area (vedi rotonda di via bovisasca a scomputo e parcheggio angolo Cosenz)ma non saranno condomini residenziali. Saranno 2 studentati diversi, uno per studenti e l’altro per studenti, professori e locazioni brevi legate all’università. Con 2 gestioni e proprietà diverse. Salvo l’ennesimo cambiamento in corso d’opera. Visti quelli che ci sono stati ad oggi. Certo il progetto iniziale prevedeva appartamenti, ma come già detto le cose cambiano. Quindi saremo sicuri solo alla fine

  6. Andrea

    Ma il tram ci sarà o no? Perché i nuovi quartieri milanesi devono nascere senza mezzi di trasporto per raggiungerli?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.