Milano, Chiesa Rossa.
Gennaio 2026. Da fine gennaio, sono in corso i lavori per la realizzazione della nuova pista ciclabile in via Boifava, in Chiesa Rossa nel Municipio 5. L’intervento interessa l’intero asse stradale, dal tratto compreso tra via dei Missaglia e il Naviglio Pavese.





A completamento dell’opera sono previste nuove alberature lungo lo spartitraffico centrale e la creazione di ulteriori aree verdi, soprattutto in prossimità degli incroci con via San Giacomo e via Chiesa Rossa. Questi interventi contribuiranno a mitigare l’effetto del calore urbano e a migliorare la permeabilità del suolo.
Il cantiere avrà una durata stimata di sette mesi. L’investimento, pari a circa 570 mila euro, è interamente finanziato con fondi del PNRR.
La riqualificazione di via Boifava comprende anche gli edifici pubblici che si affacciano sulla strada, tra cui il Teatro Ringhiera, la Casa di Quartiere, il Centro per l’Impiego e la vicina piazza Fabio Chiesa.
Sinora è stato completato il tratto che va da via dei Missaglia sino alla rotonda di via San Giacomo (qualcuno che la percorre c’è già, anche se in senso contrario).



















- Referenze immagini: Comune di Milano, GoogleMap, Roberto Arsuffi
- Chiesa Rossa, Pista ciclabile, via San Giacomo, via dei Missaglia, Naviglio Pavese, Via Chiesa Rossa, Mobilità
lo dico da sempre le piste devono essere su un lato a doppio senso nessuno si mette a cambiare corsia se si trova già dalla parte giusta.
Come noto, la letteratura tecnica¹ considera le monodirezionali la soluzione di riferimento in ambito urbano, mentre le bidirezionali sono raccomandate solo in contesti specifici (percorsi lineari, cicloturistici, extraurbani, lungo fiumi).
¹Riferimenti tecnici e scientifici
Linee guida e manuali
– CROW Design Manual for Bicycle Traffic (2017, Paesi Bassi) – considerata la “bibbia” della progettazione ciclabile. Raccomanda monodirezionali come standard urbano, con bidirezionali solo in percorsi lineari o con poche intersezioni.
– NACTO Urban Bikeway Design Guide (2014, USA) – guida di riferimento negli Stati Uniti. Suggerisce monodirezionali per il contesto urbano standard, e bidirezionali solo in corridoi protetti o dove la domanda è concentrata da un lato della strada.
– DM 30/11/1999 e DM 31/12/2020 (Italia) – norme italiane sulla progettazione delle piste ciclabili. Consentono bidirezionali ma le pongono come soluzione meno preferibile in ambito urbano.
Studi scientifici:
– Agerholm, N., Lahrmann, H., Tradisauskas, N., Juhl, J., & Harms, L. (2008).
“Comparison of safety on one- and two-way cycle tracks: Analysis of accident data in Denmark”
Risultato: le piste bidirezionali in ambito urbano mostrano un rischio significativamente più alto di incidenti agli incroci rispetto alle monodirezionali.
– Schepers, P., Heinen, E., Methorst, R., & Wegman, F. (2017).
“Road safety and bicycle usage impacts of unidirectional cycle paths next to roads” – Accident Analysis & Prevention, 108.
Risultato: le monodirezionali riducono i rischi di conflitti agli incroci e incoraggiano un uso più sicuro rispetto alle bidirezionali.
– Thomas, T., Jaarsma, R., & Tutert, B. (2013).
“Exploring temporal fluctuations of bicycle demand on Dutch cycle routes: the influence of weather on biking” – Transportation, 40.
(Non solo sicurezza, ma sottolinea come le bidirezionali funzionino meglio solo nei tratti lineari extraurbani con pochi accessi).
– Vandenbulcke, G., Thomas, I., & Int Panis, L. (2009).
“Mapping bicycle use and the risk of accidents for commuters who cycle to work in Belgium” – Transport Policy, 16(2).
Mostra che il rischio è maggiore sulle infrastrutture bidirezionali in ambito urbano.
Salve, sicuramente lei conosce l’ argomento piste ciclabili, però le vorrei dire che, pur essendo senz’ altro interessanti i riferimenti bibliografici proposti, è sempre meglio ragionare, senza per forza pendere dalle labbra altrui e soprattutto considerare quanto avviene nella propria città; mi riferisco in particolare alla stramba, molto, ciclabile che da zona monforte/tricolore/Dateo porta a San Babila: provi a percorrerla sia per andare, in centro, che per tornare verso la periferia, sembra che sia stata realizzata secondo quanto dicono i vari esperti, ma al ritorno finisce nel nulla…e perchè? Lo spiegano questi esperti? Il risultato è che i ciclisti percorrono controsenso la ciclabile che passa in monforte. Altro esempio di monodirezionale illogica è in via Verdi, viceversa la ciclabile che attornia il parco Sempione è bidirezionale, e va benissimo, (salvo gli Einstein che pensano che sia una pista di allenamento per finti maratoneti). Oltretutto, una bidirezionale accorcia e riduce di molto i costi e i tempi di realizzazione.
Vorrei conoscere chi l’ha progettata. È diventata stretta, brutta, caotica e pericolosa. Quanto agli alberi, meglio non metterli che tanto moriranno. Nella nostra zona l’assoluta incuria adesso si chiama biodiversità. Manderei gli architetti in campagna, dove la pulizia è d’obbligo per una bella crescita!!!
Un giorno magari spiegherà a tutti come una strada più stretta possa diventare più pericolosa rispetto ad una strada larga dove i veicoli a motore si sentono autorizzati a superare i limiti di velocità, a non rispettare le precedenze sugli attraversamenti pedonali. Ma dove è la vostra logica? Nella tazzina di caffè del bar in cui vi siete laureati in sicurezza stradale?
Restringimento della carreggiata ad una auto alla volta, spesso la carreggiata è interessata dalla fermata e dell’autobus di linea urbana e degli autobus dedicati alla scuola adiacente. La situazione è di congestione negli orari di punta e si maggiore affluenza. Non sono d’accordo
È una strada di quartiere densa di attività e abitazioni, non una strada di scorrimento o una strada extraurbana ne tanto meno un’autostrada. Giusto ridurre il volume della carreggiata per ridurre la velocità e il rischio di investimenti sugli attraversamenti pedonali. Avanti così.
A dir poco spaventoso
Siamo veramente stanchi di questa minacciosa minoranza di ciclisti.
https://www.milanotoday.it/video/protesta-ciclabile-ponte-ghisolfa.html
Minacciosa minoranza? Vatti a studiare chi e cosa provoca oltre 3000 morti e migliaia di feriti sulle strade. Siamo stanchi di questa casta violenta di automobilisti e motociclisti. Imparate il rispetto della vita altrui e la condivisione dello spazio pubblico che non è solo il vostro.