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Milano | Morivione – Cantiere stazione Tibaldi – Bocconi: luglio 2021

Aggiornamento fotografico di luglio 2021 dal cantiere per la costruzione della nuova stazione ferroviaria di viale Tibaldi ( in questo articolo, il progetto) all’altezza di via Fedro, vicino all’Università Bocconi nel distretto di Morivione/Porta Lodovica. Gli ingressi principali alla nuova stazione saranno: uno in via Fedro e l’altro in via Carlo Bazzi.

La stazione entrerà in servizio, se tutto andrà bene, nel 2023 come fermata della linea suburbana S9.

Qui di seguito le immagini da via Pezzotti e lungo via Pietro Preda e quindi via Fedro.

Mentre queste di seguito mostrano la struttura nello spiazzo di via Fedro.

Mentre sul lato di via Carlo Bazzi si può vedere la scalinata d’accesso e la torretta ascensori su entrambi i lati, quello lato Tibaldi:

E lato meridionale, verso Morivione.

Referenze fotografiche: Duepiedisbagliati

Tag: viale Tibaldi, via Fedro, Università Bocconi, Morivione, Porta Lodovica, via Carlo Bazzi, Ferrovia

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


25 thoughts on “Milano | Morivione – Cantiere stazione Tibaldi – Bocconi: luglio 2021

  1. Wf

    Ma i bocconiani prendono il treno come i comuni mortali?

    Non vengono a scuola con un suv per scarpa? Come le ciabatte.

    Ogni piede in un suv diverso?
    Nel mentre che lavorano per rendere il mondo un posto pieno di poveri?

    1. Anonimo

      Questa è gratuita e infarcita di luoghi comuni…
      Non è necessario lasciare le proprie opinioni su ogni argomento quando i pensieri sono così vuoti.

    2. STFU

      Stai grattando il fondo del barile.

      Una volta, almeno, nei tuoi commenti c’era un che di ruspante e sgrammaticata originalità.

      Quanto mi mancano le tue meravigliose citazioni in latino maccheronico: non ne azzeccavi una, ridevo per giornate intere.

      Qui invece percepisco solo invidia. Me non è colpa dei ragazzi e ragazze che vanno alla Bocconi se tu ti sei fermato alla terza geometra in un omnicomprensivo di Buccinasco.

      1. Wf

        È un dato di fatto che 20 anni di neoliberismo rampante da uii ha attinto la politica per i ministri “tecnici” dell’economia hanno ridotto l’italia e la classe media in semipovertà.

        Ridi quanto ti pare.

        I bocconiani sono responsabili dellarricchimento del 2% della classe più ricca a discapito del restante 98% della popolazione.

        Hanno inspirato le peggiori leggi sull’impresa e sul lavoro (cone il jobs act) .

        E della loro ideologia ne vediamo le conseguenze proprio questi giorni quando le multinazionali come whirpool e tutte le altre di brescia e dell automotive sono venute per predare e poi fare i propri comodi licenziando migliaia di lavoratori con una mail.

        Missione compiuta allideologia economica portata a compimento dai bocconiani.

        Basta che apri gli occhi.

        I disastri li stiamo raccogliendo proprio queste settimane.

        Io non lo vedo ol mondo più ricco per tutti e con più lavoro per tutti che tali signori GARANTIVANO circa 20 anni fa. Quando hanno incominciato ad apllicare le teorie che facevano studiare ai loro accoliti.

        Da Mario Monti in avanti.
        Stiamo ancora aspettando il miracolo economico liberista…

        1. Anonimo

          Mi viene un sospetto:
          Ma la fidanzata di Wf è scappata con un Bocconiano col SUV? Perchè questo spiegherebbe alcune ossessioni…. 😉
          (dai Wf, si scherza)

          1. Andrea

            Sul fatto che i bocconiani tendano a non usare gli spostapoveri però c’ha ragione. Si attendono riqualifiche alla Bovisa/Goccia e l’arrivo della M4 al Giambellino, dove non c’è “l’utenza business”…

          2. Wf

            🤣🤣🤣🤣
            No, è scappata con un bocconiano con 2 Suv.

            Uno nel piede destro e l’altro in quello sinistro.

            Tipo i pattini a rotelle anni 80.

        2. lori15

          Mi scusi se mi permetto, ma lei che studi ha fatto? Quali competenze ha per analizzare un fenomeno tanto complesso come quello dell’impoverimento della classe media, che dura ormai da vent’anni? Purtroppo i social media tra i vari danni che hanno provocato, il peggiore è proprio questo, e cioè che qualsuiasi persona, senza nessuna competenza e cultura si permette di sparare sentenze senza alcun fondamento.. complimenti a lei che ha capito tutto dei nostri tempi..

        3. Anonimo

          In gioventù ho lavorato alla Bocconi. Pulivo le aule della SDA e facevo portinerie nei pensionati, non esattamente quel che associ allo stereotipo del Bocconiano, però ho conosciuto studenti di tutta Italia e Erasmus da mezzo mondo.

          La fauna è molto più eterogenea di come la rappresenti. Ma semplificare e caricaturizzare è molto più facile… comunque già allora tutti gli studenti che risiedevano nel pensionato di Via Kramer (che ora non esiste più) pigliavano la loro bella circonvallazione interna con 29/30 o 9 per andare a lezione. Forse solo perché i SUV ancora non esistevano…

          Quanto al ruolo del corpo docente dell’ateneo e al suo ruolo nell’ampliamento delle diseguaglianze socio economiche attraverso teorie e pratiche iperliberiste, trattasi di un’altra supersemplificazione grottesca : è chiaro che non si tratti della scuola dei quadri del PCUS O della scuola delle Frattocchie, ma le posizioni ideologiche o le filosofie economiche sono molto monolitiche di come le vuoi dipingere. In secondo luogo mi risulta che tra gli accademici che hanno influenzato le grandi scelte economiche dell’ultimo ventennio moltissimi vengano da altre istituzioni

    3. Anonimo

      Da quello che scrivi si capisce che tu in Bocconi non sei mai entrato. Molto probabilmente hai raggiunto con fatica il diploma di licenzia media.

  2. AMO WF !

    WF è il piu’ simpatico di questo blog, amo WF! ignoranti tanto lo siamo tutti basta ricordarselo ogni tanto.
    Ora fatemi portare una nota di OTTIMISMO : non penso che la penisola sia ridotta con le pezze al culo solo per colpa dei neoliberisti…ovviamente! Corruzione, Mafia, Giustizia da paese del terzo mondo, disinformazione o informazione manipolata, discriminazioni, omofobia, femminicidio, macismo, riduzioni delle nascite, nuova emigrazione dei giovani, arretratezza delle infrastrutture, sistema politico cronicamente instabile, la scuola allo sfascio, territorio sempre piu’ compromesso, mi fermo qui….. dopo tutto questo alla fine ci sono anche le aziende che fanno il loro interesse lasciando i dipendenti a casa se serve a mantenersi in vita o anche a aumentare i dividendi…giusto o sbagliato, se l’Italia fosse un Paese diverso forse le aziende e le multi nazionali chiuderebbero altrove anziché in Italia.

  3. Anonimo

    Torniamo in tema. Io non sono contrario all’uso del cemento a vista in architettura. Ci sono tanti esempi notevoli di architettura brutalista. Il problema però nasce dalla combo micidiale cemento a vista + progetto banalotto + probabile futura mancanza di manutenzione. Risultato : degrado garantito già a pochi mesi dall’inaugurazione.

  4. Stud

    Studio alla Bocconi. I miei genitori sono umili, non abbiamo un SUV e fanno tanti sacrifici per pagare la mia retta universitaria. Io sono in affitto in zona Piazza Abbiategrasso e mi faccio 20-25 minuti di tram all’andata e al ritorno. La mia vita universitaria alla Bocconi è fatta di impegno e sacrificio quotidiano, con l’obiettivo di arricchire le mie conoscenze ed ottenere un titolo di studio riconosciuto che possa garantirmi un futuro prospero. Non conosco questo utente “Wf” né il suo titolo di studio o la sua eventuale esperienza in Bocconi. Faccio anche presente, nel caso in cui Wf abbia la memoria corta, che la Bocconi vanta tra i suoi alumni un certo Luca Attanasio, che viveva per migliorare le condizioni non della “classe media”, ma dei veri “poveri”.

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