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Milano | Chiesa Rossa – Ciclabile Alzaia Naviglio Pavese: agosto 2021

Nel settembre dello scorso anno sono cominciati i lavori per la realizzazione del tratto milanese della VenTo, la ciclovia che collegherà Venezia a Torino.

La zona cantierizzata al momento interessa il tratto dal ponte ferroviario dell’Alzaia Naviglio Pavese (viale Liguria e Tibaldi) e prosegue fino a via Schiavoni e via Fra Cristoforo (Navigli – Chiesa Rossa). 

Come si vede per l’arredo urbano sono stati re-impiegati i masselli del pavé e sampietrini, oltre a nuove aiuole che ospiteranno alberature.

Il cantiere per il momento è distribuito lungo l’alzaia Pavese sino al cavalcavia di via Schiavoni e poco oltre, sino a via Fra Cristoforo, nel Quartiere dei Promessi Sposi o Torretta.

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Tag: Pista Ciclabile, VenTo, Alzaia Naviglio Pavese, viale Liguria, Viale Tibaldi, via Schiavoni, via Fra Cristoforo, Navigli, Naviglio Pavese, Chiesa Rossa

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


27 thoughts on “Milano | Chiesa Rossa – Ciclabile Alzaia Naviglio Pavese: agosto 2021

  1. Roberta

    Purtroppo la ciclabile in Via Alzaia il cui cantiere è stato installato da due lunghi anni NON HA PRESO IN CONSIDERAZIONE che sono stati annullati almeno 400 posti auto in quartiere assente di parcheggi pubblici e fatto di persone che lavorano quotidianamente x pagare la rata de mutuo casa o il canone di affitto senza potersi permettere anche l’acquisto o l’affitto di un box in zona il cui costo non è così relativo.

    1. Andrea

      Chi ha la casa sul naviglio la può vendere e comperarsene un’altra in un’altra zona periferica di Milano, gli avanzerebbero i soldi per Tesla e Box.

      In alternativa, se non si vuole cambiare zona, si possono risparmiare ben 1000-2000 euro l’anno vendendo l’auto e utilizzando al suo posto la nuova pista ciclabile che stanno costruendo.

      L’auto ti è necessaria? La devi usare 2 volte al giorno tutti i giorni e non puoi permetterti di parcheggiarla a 10 minuti a piedi da casa? Mi spiace, hai sbagliato a vivere in città.

      Milano deve cambiare ma, che ci piaccia o no, i cambiamenti non sono mai indolore.

      1. Anonimo

        Scriverlo da dietro la tastiera è facile.

        Il problema è avere il coraggio di andare a dirlo guardando negli occhi le persone. E riuscendo a controbattere alle ovvie, legittime e giustificate obiezioni…

        Te lo prendi in carico tu? 🙂

        1. Andrea

          Sicuramente scrivere dietro ad una tastiera mi da la libertà di estremizzare al massimo i miei commenti senza sorbirmi barcate di fischi che sicuramente arriverebbero dalla platea moderata.

          Ci tengo a sottolineare l’ultima mia frase: i cambiamenti non sono mai indolore. Quando si cambia bisogna rinunciare a qualcosa per ottenere qualcos’altro.

          Certa gente è costretta ad utilizzare l’auto anche perché ha potuto (la realtà glie lo ha permesso) costruirsi una vita basata su di essa. Viceversa in pochi si sono costruiti una vita non basata sull’auto perché questa è sempre stata sponsorizzata e agevolata, a differenza delle alternative che in alcuni casi sono state anche pubblicamente denigrate (“spostapoveri”, “biciclettine”, ecc…).

          Sono stati tolti 400 parcheggi in una città che ne ha decine se non centinaia di migliaia. Quindi chi ora abita ai navigli dovrà parcheggiare un po’ piu distante da casa e impiegherà 5-10 minuti in più per tornare. Se l’auto la si usa una volta ogni tanto è un tempo più che accettabile, se la si usa tutti i giorni non è la morte ma è un valido incentivo a trasferirsi in un luogo più adatto all’utilizzo dell’automobile oppure a cambiare abitudini.

          Così si cambia. Continuare a chiedere che prima vengano costruiti parcheggi che però nessuno è disposto ad acquistare perché in strada si trova sufficiente spazio gratuito che però non può essere tolto per via della mancanza dei suddetti parcheggi, è un ottimo modo per mantenere per sempre le cose così come stanno.

          1. Anonimo

            Completamente d’accordo con Andrea. Secondo me chi vuole vivere in città, e avere tutti i vantaggi che offre, deve rinunciare all’auto, perché l’auto è compatibile solo con le autostrade, le tangenziali e i grandi centri commerciali della periferia.

            L’auto non è certo compatibile con le strade cittadine, i negozi e la vita di quartiere. E sarà sempre più così, man mano che la civiltà avanza e si toglierà, giustamente, ancora più spazio alle auto per darlo al verde e ai pedoni.

            Chi vuole per forza un’auto o si paga un parcheggio regolare o si trasferisce in provincia vicino a un bellissimo svincolo autostradale, così è contento. Ma che lasci a noi cittadini una città più libera possibile da inquinamento e congestione automobilistica.

          2. Paolo

            Guarda che non stiamo parlando della ”casa sui Navigli” come se fosse dietro il vicolo dei Lavandai. Questa è una zona periferica con case economiche se non proprio popolari

          3. Anonimo

            Quello che Andrea vuole dire, ed è il pensiero della sinistra, è che l’auto è solo per i ricchi … i poveri se ne devono fare una ragione.

          4. Anonimo

            Penso che Andrea abbia ragione:i poveracci che per vivere pensano di avere bisogno di una puzzolente scatoletta a quattro ruote è meglio emigrino altrove.
            Gentrification 4.0

          5. Anonimo

            lo penso anch’io, abito in centro e il mio ufficio è in centro, il Range lo uso solo nei weekend per andate a Santa o a Curma.

    2. European Globetrotter

      Meno male che non vivi a Tokyo, cara Roberta, dove se non hai già il box la macchina non ti permettono neanche di comprarla.

      O a Londra, dove per girare in macchina in un’area più grande di tutta Milano devi pagare ben 15 pound al giorno (e prova a non pagare: in UK se non paghi una multa ti levano la patente, mica come in Italia che ti arriva -forse- la cartella dopo un paio d’anni…).

      O in qualsiasi città europea normale, in cui i parcheggi sono contingentati col contagocce e mica puoi parcheggiare sui marciapiedi o sui parterre degli alberi come a Milano…

      Meno male che vivi in Italia.

      Ma quand’è che vi metterete in testa che il suolo pubblico è DI TUTTI (se no si chiamerebbe suolo privato, non ti pare??) e che occuparlo per un uso privato NON È UN VOSTRO DIRITTO ma è UNA CONCESSIONE che vi fa la collettività???

      Non sarà un sondaggio Doxa, ma la mia esperienza personale (e penso quella di molti altri commentatori di questo forum) è che 9 persone su 10 che conosco che usano la macchina a Milano potrebbero farne tranquillamente a meno. Magari tu sarai proprio quell’unica su 10, ma sono abbastanza certo di no.

      1. tiziano

        Tokyo e Londra (ci ho vissuto 5 anni) hanno un sistema pubblico che permette di dimenticarsi dell’automobile. Proviamo a prendere i mezzi pubblici per fare il turno notturno all’ospedale di Rozzano. Magari nel weekend. Probabilmente rivedremmo un attimo le nostre posizioni assolutiste. Purtroppo se non si sviluppano davvero la mobilità pubblica e quella ciclabile togliere parcheggi non risolverà nulla.
        Ben altra cosa se si guarda all’interno della cerchi dei navigli o a chi davvero della macchina potrebbe fare a meno.
        P.S. io la macchina non ce l’ho ma non è che mi sia tutto comodo senza…

    3. L.

      Cristo, il commento di quello che deve far passare per un diritto l’avere il parcheggio sotto casa mi mancava, in più cercando di far pena come se solo chi usa l’auto lavora quotidianamente e paga il mutuo. Penoso. In più ha considerato come parcheggi quelli irregolari finora tollerati sulla sponda del naviglio dove non si potrebbe.

  2. Anonimo

    I lavori procedono con una lentezza estenuante. Benissimo la ciclabile che porterà ordine, meno inquinamento e meno macchine. Ottimo per i parcheggi eliminati (la zona è già un immenso parcheggio a cielo aperto) ma se vanno avanti così sarà terminata per le Olimpiadi se tutto andrà bene.

    Quando si affidano i lavori si dovrebbe tenere conto anche della velocità di esecuzione, non solo del massimo ribasso.

  3. Paolo

    Bene la ciclabile, per carità, ma verrà utilizzata (forse) giusto dai ciclisti che vanno verso Pavia. Quel lato del Naviglio ha poco traffico in generale, quasi tutti i ciclisti usano la sponda opposta che serve Chiesa Rossa, Stadera e poi via Meda. Magari servirebbe un nuovo ponte o quantomeno una rampa su quelli esistenti per chi fa fatica a sollevare la bici

  4. tiziano

    Credo che la riduzione dell’utilizzo delle auto debba venire di pari passo all’incremento dell’offerta del trasporto pubblico e delle piste ciclabili .
    Sono di Venezia quindi per tanti anni le macchine proprio non le ho viste.
    Ho vissuto 8 mesi a Berlino, 4 anni e mezzo a Londra, ora da 3 anni a Milano.
    Pensare che a Milano si possa contare sul trasporto pubblico efficiente che hanno altre metropoli europee e fare a meno dell’automobile vuol dire non essere mai usciti dalla circonvallazione.
    Proporre a qualcuno che magari vive in una casa popolare di cambiare casa (e vita) è abbastanza miope.
    Milano ha estrema necessità di ridurre il numero di auto circolanti ma finchè una ciclabile di poche centinaia di metri richiederà più di un anno di lavori e un estensione della metropolitana 5 anni di iter burocratici d’approvazione e chissà quanti di costruzione avremo un sacco di tempo per farci la guerra a suon di commenti roboanti ed estremamente polarizzati.

  5. tiziano

    Credo che la riduzione dell’utilizzo delle auto debba venire di pari passo all’incremento dell’offerta del trasporto pubblico e delle piste ciclabili .
    Sono di Venezia quindi per tanti anni le macchine proprio non le ho viste.
    Ho vissuto 8 mesi a Berlino, 4 anni e mezzo a Londra, ora da 3 anni a Milano.
    Pensare che a Milano si possa contare sul trasporto pubblico efficiente che hanno altre metropoli europee e fare a meno dell’automobile vuol dire non essere mai usciti dalla circonvallazione.
    Proporre a qualcuno che magari vive in una casa popolare di cambiare casa (e vita) è abbastanza miope.
    Milano ha estrema necessità di ridurre il numero di auto circolanti ma finchè una ciclabile di poche centinaia di metri richiederà più di un anno di lavori e un estensione della metropolitana 5 anni di iter burocratici d’approvazione e chissà quanti di costruzione avremo un sacco di tempo per farci la guerra a suon di commenti roboanti ed estremamente polarizzati.

    1. Stefano

      Scusa ma parlare di case popolari sui navigli, però, dopo trent’anni di gentrificazione fa un po’ sorridere. Di case popolari c’è solo il quadrilatero di Via Gola. Che ha sicuramente altri problemi che non il parcheggio.

  6. Matteo

    Speravo la concludessero per inizio 2021. Invece ci passo in bici quasi tutti i giorni per andare al lavoro e sembra tutto fermo!! Come fanno a metterci più di un anno per fare appena 1km di ciclabile. E per fortuna che con il COVID dovevano dare un’accelerata alle ciclabili… che schifo!!

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