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Milano | Navigli – Ripa di Porta Ticinese 87, basta un attimo ed è sciatteria

Tornando dopo qualche tempo dalle parti del complesso residenziale di Ripa di Porta Ticinese 87, nel distretto dei Navigli, dove l’anno scorso è stato completato il bel complesso edilizio realizzato da BEMaa.

Un complesso che ci è piaciuto molto e che troviamo si sia integrato al contesto perfettamente. Eppure ci sono delle cose che, dopo qualche mese, ci hanno confermato il senso di degrado di alcuni quartieri della città.

Lo avevamo scritto già al tempo, conoscendo come vanno le cose in città, a proposito della scelta di lasciare il vecchio muro di cinta del complesso che si è trasformato in una lavagna per imbrattamuri (avessero almeno fatto dei bei murale). Non sarebbe stato meglio mettere una bella ringhiera?

Ma la storia del “degrado o sciatteria” non finisce qui. Le due palazzine di inizio Novecento di Ripa di Porta Ticinese 87, rimaste al Comune di Milano e riqualificate grazie agli oneri di urbanizzazione dallo studio dell’Architetto Carlo Corsi, restaurate egregiamente, versano ora nel più totale abbandono. Erano state anche tra le prime ad essere restaurate e consegnate al Comune che, nel frattempo ha pubblicato il bando in cerca di enti che li possano occupare. Ad ogni modo per diverso tempo, speriamo per poco, gli immobili rimarranno comunque in questo stato, se non peggio. Ad esempio l’albero posto nell’angolo del giardinetto, nel frattempo è seccato, lasciando cadere i rami secchi un po’ ovunque, sperando non crolli rovinosamente sul marciapiede e procuri del male a qualcuno.

Nel frattempo anche i muri son stati imbrattati da qualche stupida tag. Davvero un peccato!

Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi

Parco Baden Powell, Navigli, Ripa di Porta Ticinese, Naviglio Grande, Ripa di Porta Ticinese 87,

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


29 thoughts on “Milano | Navigli – Ripa di Porta Ticinese 87, basta un attimo ed è sciatteria

  1. Massy

    Che il muro di cinta sarebbe stato imbrattato alla velocità della luce lo sapeva anche mio nipote di 3 anni… le palazzine sono graziose ma il muro di cinta è stato un errore, specie in quella zona di milano

      1. UMS

        Più facile che non sarebbe mai passata in Soprintendenza la cancellata.

        Il muro era esistente e nella fascia di rispetto del Naviglio comanda la Soprintendenza sull’estetica. Soprintendenza che può anche ribaltare le decisioni della Commissione Paesaggio (caso unico in città, a parte stabili vincolati)

        1. Tommaso

          Tutta l area è in degrado poco controllo da parte del comune e enorme inciviltà delle persone che frequentano Milano navigli, un vero peccato!

      1. BT

        ah, pronti via ed arriva il solito finto giangi che difende gli imbrattamuri prendendo alla lettera un sacrosanto commento di sfogo.

        io invece lo dico a mente fredda: ci vuole il codice hammurabi.

  2. Emilio

    Io sono contrario, non è stato un errore lasciare il muro di cinta.
    Sarebbe da prendere misure perché non venga imbrattato, non calare le braghe…. Per esempio, come succede da altre parti, su quel muro farci fare un murales “autorizzato”

    1. Massy

      a mio modo di vedere il murale è un modo per risolvere il problema ex post, la recinzione ex ante (e personalmente anche più bella, volendo insieme ad una siepe). ma pur sempre di soluzioni a un problema stiamo parlando…. certo sarebbe bello non averlo proprio sto problema degli imbrattamuri ma i fatti non sono questi purtroppo….

    2. UMS

      La soluzione è farci scendere dell’edera, visto che dietro ci sono dei giardinetti, si può piantare li.

      I murales sono anche belli ma a Milano vanno veramente fuori dagli occhi: ormai sono dappertutto, ed il resto sono osceni graffiti. tag, adesivi ecc ecc

    3. Anonimo

      i bimbiminkia ormai imbrattano anche la street art, vedi ad esempio il bellissimo lavoro alle Colonne sui personaggi storici di Milano.

      Siccome loro sono dei frustrati incapaci di qualsiasi vera espressione artistica, devono rovinare per ripicca anche il lavoro di chi invece il talento ce l’ha…

    4. Anonimo

      Eh certo… mettere la porta blindata allora è calare le braghe con gli svaligiatori, meglio prendere misure in modo che ci sia un poliziotto a ogni porta…

      E anche mettere dossi e castellane è un calare le braghe con gli automobilisti indisciplinati, bisognerebbe prendere misure perché tutti rispettino i limiti, tipo un vigile a ogni incrocio…

      ecc ecc ecc

      in poche parole…

      ma che razza di ragionamento è???

  3. Manuel

    Il mio quartiere, che finora era passato indenne, in due anni di pandemia si è ridotto così! .. lasciamo stare il resto in quanto ormai Milano è un posto ostile.
    In questi casi mi domando: ma non esiste più il decoro urbano a Milano? Il comune dovrebbe imporre di tenere le proprietà in uno stato almeno decente come è richiesto per i marciapiedi di competenza dei condomini (pulizia, rimozione neve).

  4. Anonimo

    A livello di piano urbano cittadino i muri di cinta andrebbero vietati o quanto meno limitati il più possibile. Secondo me apportano un eccessivo senso di chiusura e limitazione degli spazi privati cittadini, soprattutto considerato che Milano ha strade strette e un’elevata densità urbana. Le ringhiere aiuterebbero a ridurre questo senso di “soffocamento” e soprattutto considerata la scarsa educazione e la cronica mancanza di manutenzione a ridurre il senso di degrado.

  5. andrea rovere

    Il muro di cinta dà una sensazione di isolamento del complesso, sul fronte marciapiede regala al passante l’esperienza di camminare di fianco al nulla, impoverisce visivamente la via e ovviamente diventa una tela perfetta per i graffitari.
    Mi inchino davanti al genio di chi ha voluto mantenerlo.

  6. Anonimo

    New York, Londra, Madrid, nessuna di queste città ha questi problemi .
    Fin quando non si prevedono norme severe per questi ritardati imbrattamuri, avremo sempre una città sporca e degradata. Un unicum tra le grandi metropoli cosiddette occidentali.

    1. Anonimo

      L’unica altra città europea conciata così che ho visto, forse anche peggio (a parte ovviamente Roma) è Atene, non propriamente un benchmark di urbanistica.

      1. Roby

        Basterebbe coinvolgere le forze “sane” della città, in via Pesto per esempio, 1 km in linea d’aria, Mudec ed altre associazioni, hanno colorato tutta la recinzione presente con murales legati a Diabolik nei quartieri di Milano ed a seguire altri
        di Valentina di Crepax.
        Senza parlare di quanto fatto all’Ortica da OR.ME

  7. paolo

    Che poi poniamo l’accento su “alcune zone della città”. Ma il problema è ovunque al di la delle zone iperturistiche.
    Sono proprio curioso di vedere cosà succederà al complesso di via argelati appena l’avranno finito; spero vivamente optino per un ringhiera e siepe.

  8. Davide

    Quel muro bianco aveva i giorni (se non i minuti contati). I primi tags sono comparsi l’estate scorsa, poi, dopo il battesimo, tags e disegni orrendi si sono propagati fino a raggiungere anche il muro in mattoni rossi (che è stato subito pulito a spese del condominio). Non c’è una superficie salva in tutta la zona e il resto di Milano non è da meno! L’inciviltà di certi soggetti è imperdonabile e andrebbe pesantemente sanzionata (e prevenuta, dove possibile).

  9. Filippo

    Sbagliato quel muro… è un invito a nozze per gli incivili incontinenti della bomboletta, che accorrono come mosconi alla melma.

    Come per il divieto di fumo in città, il sindaco dovrebbe sancire una data dalla quale scattano mega multe per chi porta il degrado a Milano.

  10. Anonimo

    il fenomeno dell’imbrattamento dei muri dei palazzi è da sempre minimizzato. Se a livello europeo Milano è ridotta in questo stato non è solo colpa degli ignoranti imbrattatori, ma anche di una inutile amministrazione che non fa nulla per contrastarlo. Zona Isola, Tortona (il design district !), Lambrate, Città Studi e la Darsena stessa sono uno schifo, io evito di portarci amici e soprattutto stranieri

  11. piddu

    E’ ora di finirla, queste tag su muri nuovi sono solo vandalismo, non arte. E come altri hanno scritto spesso i writer imbrattano anche dei murales fatti e progettati di concerto con artisti ed istituzioni.
    Vero che ci sono reati ben più gravi ma io accollerei sempre tutte le spese di ripulitura a questi teppisti e non lascerei che tutto un muro venga completamente imbrattato ma lo pulirei alla prima tag

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