Finalmente è stato approvato il progetto per la riqualificazione e il recupero dell’edificio in abbandono di Via Sammartini all’angolo con Via Parravicini nel Quartiere di Ponte Seveso in Centrale.
L’edificio ex industriale che si trova di fronte al rilievo ferroviario della Stazione Centrale dove si trovano i famosi Magazzini Raccordati (ora in rispolvero) e la vecchia Centrale Termica, è in abbandono da tempo immemore, sarà recuperato e restaurato secondo un nuovo progetto residenziale ancora non divulgato.
L’edificio sorgerà in via Giovanni Battista Sammartini 55 e via Raffaele Parravicini 3.
Al momento è comparso il cartello per le bonifiche e i primi interventi dove campeggia anche il nome dello Studio GAM.









Al momento non siamo sicuri si tratti esattamente di questo progetto che abbiamo (ringraziamo Duepiedisbaglaiti) trovato in rete, quello dello Studio GAM – Gruppo Architetti Milano, che prevede il recupero e il restauro del vecchio stabile industriale (come è successo coi vicini lotti) e l’erezione di un nuovo palazzo residenziale di sette piani.

Referenze immagini: Duepiedisbagliati, Studio GAM – Gruppo Architetti Milano
Ponte Seveso, Centrale, Via Sammartini, Via Parravicini, Riqualificazione, Studio GAM – Gruppo Architetti Milano
mi fa morire il tipo dietro che fa parapendio 🙂
Architetto da denunciare!
Basta palazzine squadrate, possibile che non si riesca a copiare dalle archistar?
L’architettura di Milano non è all’altezza del popolo milanese.
Voto 2!
Mostruoso. Spero sia un render fasullo. Manco le favelas di Bogotà
che schifo speriamo non venga costruito sto obbrobrio di torre kazaka
CHE ORRORE
Ma veramente ?! Siamo davvero messi male! Ma tanto la recessione che sta per aggredirci bloccherà tutti questi cantieri senza senso . L’unica cosa positiva sarà il fallimento di questi immobiliaristi deprecabili.
Vista binari. Che squallore ……
Ma avete tutti dormito male?
Si riqualifica un altro pezzettino di città abbandonato, si costruisce qualcosa che sicuramente sarà a bassi consumi energetici e si creano nuovi alloggi in una città che cresce. Sbagliato? No.
Scagliatevi contro le costruzioni in provincia in mezzo al nulla, in aree verdi o di campagna, che obbligano le persone che ci vivono a spostarsi in auto.