La notizia si sapeva da diverso tempo, ovvero che il palazzo per uffici di piazzale Fratelli Zavattari 12 nel distretto di San Siro presto verrà nuovamente riqualificato e ammodernato.
Si tratta dell’ex palazzo costruito nel 1957 come sede per gli uffici Siemens Italia e progettato dall’Ing. Carlo Rusconi Clerici, che successivamente ha ospitato anche gli uffici della Banca Popolare di Bergamo e Credito Varesino e non ultima la sede di IW Bank (Gruppo UBI Banca), che già nel 2015 aveva “rinfrescato” lo stabile con un nuovo aspetto.
Nel giugno del 2020, Ubi Banca aveva ceduto sette immobili di Milano, fra i quali questo, a fondi gestiti da Coima sgr dopo aver annunciato il trasferimento della sua sede in via Melchiorre Gioia 22.
Ora sul palazzo (Coima sgr- Fondo Odissea) è comparso il cartello con tanto di rendering, per ora l’unico a disposizione, che mostra il palazzo che prenderà il posto con un nuovo aspetto completamente rinnovato secondo un progetto di Piuarch.
- Progetto architettonico: piuarch Sr.l.
- Direzione dei lavori: Studio Archemi srl
- Progetto esecutivo: SCE Project Srl
- SCE Project: Esecutivi Architettonici, Facciatista, Coordinamento della progettazione, Coordinamento delle pratiche amministrative
- ESA Engineering ha seguito lo sviluppo e la progettazione in ogni aspetto

Qui di seguito alcune immagini del palazzo di piazzale Fratelli Zavattari 12 in procinto di essere demolito.







Referenze immagini: Duepiedisbagliati
San Siro, piazzale Fratelli Zavattari, Riqualificazione, Piuarch, Demolizione, Piazzale Lotto,
Brutto per brutto.
È brutto il palazzo vecchio.
Brutto il rendering nuovo
Non sono d’accordo mi sembra un intervento migliorativo.
Poi è un ufficio. Capisco la delusione per la Beic che è una povera, ma non è che ogni palazzo deve essere un premio Pritzker
Bastava muovere quelle linee e renderle fluide per rendere questo benedetto stile milanese contemporaneo!
In queste piazze brutte e anonime ci starebbe bene una bella fontana al centro.
Aveva più carattere l’edificio vecchio. Questo é ugualmente brutto ma ancora più anonimo e più basso.
Incredibile che la speculazione edilizia e i valori immobiliari proibitivi rendano conveniente queste operazioni che non portano nessun valore aggiunto alla città, anzi la rendono più esclusiva (nel senso letterale e peggiore del termine.)
A me piace molto il nuovo progetto…tanto voi siete tutti renzo piano ..giusto? Tutti sofisti dell’architettura…giusto?
Anche a me piace molto il progetto, ma non credo che il punto sia l’essere più o meno esperti di architettura. Uno può amare Renzo Piano come non lo può amare, esattamente come questo progetto. Il bello dell’architettura è questo, pura espressione della propria personalissima idea di estetica.
Quello vecchio era…vecchio ma aveva carattere.
Quello nuovo è la solita roba dimenticabile che si tira su in fretta. Finchè è nuovo è gradevole, passata la data di scadenza (immagino un paio d’anni)….meno.
Ormai in questo forum ci si deve lamentare di tutto. Fossi nei mod leverei i commenti
Ma a Milano fa tutto Piuarch???
Non è male il palazzo. Piuarch è uno studio migliore di tanti altri
Scusate ma sapete se c’è un progetto di riqualificazione per Mose Bianchi 91? Si tratta dello stabilimento abbandonato dall’altro lato di via Pietro Tempesta (alle spalle dell ATM di via Monte Rosa)
L’intervento è senz’altro peggiorativo dell’esistente. L’edificio originale era bello ed era una autentica espressione dello stile e della vitalità degli anni cinquanta e sessanta, quando fu edificato come sede degli uffici della Siemens. E questo anche se negli anni era stato svilito da interventi cosmetici grossolani.
C’è stata la possibilità di affidare il progetto a Renzo Piano, che avrebbe esteso il suo intervento alla antistante piazza Zavattari, con una fontana circolare di ispirazione “zen”. Avrebbe cosi completato e reso organico l’isolato delimitato da via Monterosa, via Tempesta e viale Migliara. Un’altra incredibile occasione mancata.
Questa ristrutturazione ci porterà un edificio che nei migliore dei casi sarà anonimo ed insignificante: una delle tante costruzioni speculative prive della minima riflessione architettonica e destinate ad essere disfatte nel giro di una ventina d’anni.
Nel frattempo il quartiere si sta paurosamente degradando.