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Milano | Morivione – Inaugurata la nuova Stazione Tibaldi – Bocconi, operativa dall’11 dicembre

Oggi è stata inaugurata la nuova fermata “green” di Milano Tibaldi Università Bocconi collocata nel distretto di Morivione Porta Lodovica, sulla linea ferroviaria Milano-Mortara (Cintura Sud di Milano), che sarà anche la prima fermata della futura Circle Line (che ancora ribadiamo non sarà effettivamente una linea circolare ma un semicerchio) ideata per connettere le metropolitane milanesi con treni frequenti. 
Un’innovativa infrastruttura verde che risponde alle nuove esigenze di mobilità, mettendo al centro la sostenibilità e l’inclusione sociale attraverso interventi di rigenerazione che mirano ad incrementare la biodiversità e la resilienza dell’ambiente urbano migliorando il benessere delle persone che abitano la città.

Situata in prossimità del nuovo Campus dell’Università Bocconi, la stazione è arricchita da soluzioni naturalistiche (nature based solution) che sono state co-progettate da RFI/Italferr in collaborazione con i partner del progetto europeo CLEVER Cities – Comune di Milano, AMAT, Ambiente Italia, Eliante, Politecnico di Milano/FPM e WWF – e con la cittadinanza. Oltre a Milano, il progetto si sviluppa anche a Londra ed Amburgo, cercando di rispondere alle nuove sfide: rinnovare le città mediante soluzioni naturalistiche e innovative, con progetti pilota nei quali la natura viene utilizzata come «materiale vivo» per migliorare gli spazi urbani e la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine.
La definizione delle soluzioni verdi inserite nel progetto della fermata Tibaldi è frutto di un percorso partecipato che, attraverso il Municipio 5, ha visto il coinvolgimento di centinaia di residenti nella co-progettazione degli spazi comuni. 
È la prima volta che una stazione ferroviaria viene costruita seguendo questi criteri.

La fermata è infatti caratterizzata da spazi verdi esterni a servizio di passeggeri e passanti e dall’inserimento di pareti ed elementi di ingegneria naturalistica integrati nelle barriere antirumore, nelle strutture e negli argini della stazione, in grado di assorbire le emissioni di CO2, di riutilizzare le acque piovane e migliorare il microclima e la resilienza urbana in un contesto fortemente antropizzato.

“L’inserimento del verde grazie al progetto CLEVER – commentano gli assessori Giancarlo Tancredi (Rigenerazione urbana) e Arianna Censi (Mobilità) – non solo fa parte dell’idea di sviluppo che vogliamo sostenibile della città, ma porta qualità ambientale al quartiere e crea un legame tra il contesto e la fermata ferroviaria, dandole una nuova identità che si estende anche allo spazio pubblico circostante. Da sottolineare anche che si tratta della prima fermata della futura Circle Line ideata insieme alla rigenerazione degli Scali, un nuovo passo verso una mobilità integrata tra la città e la sua cintura”.

L’idea di partenza è stata la realizzazione di una ‘sala d’attesa a cielo aperto’ al servizio dei viaggiatori e, insieme, degli abitanti del quartiere. Un’area di circa 600 mq che unisca al tipico via vai di persone di una stazione ferroviaria anche la possibilità di trascorrere momenti di socialità e di aggregazione, un nuovo punto verde in città. Grazie al percorso partecipato, sono stati inseriti anche elementi risultati particolarmente graditi agli abitanti della zona, quali una rastrelliera per le biciclette, un tavolo con una scacchiera incisa, un altro per giocare a ping pong e una bacheca di quartiere.

Il progetto è parte della nuova visione di RFI, consona con le politiche di rigenerazione urbana dell’Amministrazione, che vede le stazioni ferroviarie sempre più integrate al paesaggio urbano, un’oasi verde in città da vivere quotidianamente e non solo un punto di passaggio.

La fermata, rialzata rispetto al piano strada, è accessibile attraverso due percorsi pedonali pubblici e una pista ciclabile. Adeguata agli standard europei previsti per i servizi ferroviari metropolitani, rispetta tutte le norme per l’accessibilità: marciapiedi lunghi 250 metri, alti 55 cm – per facilitare la salita e la discesa dai treni – raggiungibili attraverso scale, scale mobili e ascensori panoramici; pensiline d’attesa lunghe circa 150 metri che coprono anche i percorsi pedonali pubblici; pavimentazione dei marciapiedi dotate di percorsi tattili per ipovedenti; è presente un sistema di informazioni ai viaggiatori con monitor e annunci sonori lungo i marciapiedi.

La nuova fermata aprirà le porte ai viaggiatori domenica 11 dicembre, con l’entrata in vigore dell’orario invernale.

L’investimento economico di RFI è di 22 milioni di euro.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Valter Repossi; Comune di Milano

Viale Tibaldi, via Fedro, Università Bocconi, Morivione, Porta Lodovica, via Carlo Bazzi, Ferrovia




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


22 thoughts on “Milano | Morivione – Inaugurata la nuova Stazione Tibaldi – Bocconi, operativa dall’11 dicembre

  1. Anonimo

    Adesso acceleriamo sulla Circle Line, la metro verso Monza e le piste ciclabili. Milano é una grande città che deve avere orgoglio e voglia di fare. È una capitale europea.

  2. Anonimo

    Mi sono sempre chiesto perché non si pubblicizza mai il trasporto pubblico locale, soprattutto ferroviario.

    Sicuramente costa, ma la pubblicità potrebbe avere senso nel caso di servizi poco conosciuti come le linee suburbane in città. Il passante e in generale le linee S sono sconosciute ai più ma consentono di spostarsi in molti luoghi della città ampliando di fatto la rete metropolitana. Bovisa, Greco, Rogoredo, Fiera di Rho ma le stesse Garibaldi, Porta Venezia, Domodossola, tutte stazioni delle linee S, con treni anche frequenti ma snobbate dai milanesi.

    Mi piacerebbe vedere dei cartelloni pubblicitari in Tibaldi dire di lasciare l’auto e che si può arrivare a Lambrate in 15 minuti o a Sesto, Monza, S. Cristoforo in x minuti.. fantascienza?

    1. Anonimo

      Il tratto Rho/Bovisa-Porta Vittoria è a tutti gli effetti una metro e come tale andrebbe considerata.

      Il problema è che fuori da questo segmento le frequenze crollano. Già a Forlanini FS siamo a un treno ogni 15 minuti. Altrove è peggio e per un Milanese ci sono alternative più affidabili.

      Poi c’è la linea più ridicola di tutti, la S9 di cui celebriamo la stazione, che ha un percorso più solitario e frequenze a mezzora. Se ci aggiungiamo che i treni S9 che vengono da Seregno sono permanentemente in ritardo tra binario singolo per un lungo tratto, binari in condivisione e nodo di Monza e Lambrate, si capisce come mai la gente la eviti se possibile.

      1. Anonimo

        Posso dirti per esperienza personale che anche il tratto comune con frequenze da 5 minuti è praticamente sconosciuto a moltissimi milanesi. Paradossalmente, sono i non-milanesi che lo conoscono meglio: i pendolari o i neo trasferiti (ad esempio i fuori sede) che devono studiarsi le mappe per capire come muoversi.

        Il milanese-milanese si sposta come ha sempre fatto, cioè con le 3-4 linee che usa da sempre e, per il resto, molto spesso in macchina anche lungo percorsi dove ci sarebbero i mezzi,

      2. Anonimo

        E’ già qualcosa che almeno sulle nuove mappe sia riportato in maniera decente.

        Nelle vecchie era disegnato come una sottile linea ferroviaria, il che certo non fa pensare a un servizio capillare e frequente.

  3. Anonimo

    Io non ho l’auto (secondo me del tutto inutile in città) e mi considero uno abbastanza esperto in mezzi pubblici. Le linee S le uso in ambito cittadino e le apprezzo come alternativa. Banalmente non faccio mai porta Venezia/Garibaldi via M1+M2 ma uso il passante, così come uso il passante per andare in Bovisa o in fiera. Mai prenderei la M1 fino a Rho (es. Artigiano in Fiera) quando in treno ci arrivo comodo e in molto meno tempo.

    Peccato che tanti milanesi non le considerino proprio. Farle conoscere sarebbe utile per rilanciare il servizio e farlo apprezzare un po’ di più.

    1. Anonimo

      Ho notato che per la Fiera, il treno lo usano tantissimo gli stranieri che non si capacitano di perchè uno dovrebbe farsi six zillion di fermate su vagoni della metro strapieni 🙂

      1. Anonimo

        Sempre usato il passante per andare a Rho. Al ritorno, se ti va bene, ti può capitare anche il regionale veloce da Torino che senza fermate intermedie ti porta a Garibaldi in 10 minuti.

    2. Marshall

      Purtroppo Trenitalia, RFI e Trenord non sono capaci di promuovere il proprio servizio. Le indicazioni per il Passante sono poco chiare e le stazioni sporche e spoglie.

  4. Wf

    Ma io non ho capito..

    Hanno aperto una semplice stazione intermedia e questa cosa sarebbe la chiusura dell’anello della fantomatica circle line?

    Non capisco.

    1. Anonimo

      Non ci sarà mai una circle Line vera e propria. Ci sarà una semincircle Line che andrà da Rho a San Cristoforo che si aggiungerà alla S9 che resterà tale. Io l’ho capita così.

      Nei prossimi anni aggiungeranno stazioni, la prima a essere cantierizzata sara probabilmente Milano Mind in corrispondenza del Mind appunto e del centro commerciale in costruzione ad UpTown. Altre fermate potrebbero essere Stephenson, Dergano e Istria ma arriveranno più avanti.

      1. Anonimo

        Stephenson, Bovisasca, Dergano M3, Istria M5, Padova, Ortica, Zama S, Puglie, Toscana, Canottieri…

        I nomi delle fermate mancanti son scritte in grigino chiaro nella cartina di quest’articolo (e nel PUMS da anni e anni).
        Quando mai le faranno e se sarà mai una linea con frequenze decenti non mi è chiaro (e nemmeno ho molte speranze)

      2. Wf

        Ok si va bene… però se continua a passare un treno ogni mezzora se va bene cosa cambia nel piazzare molte fermate intermedie?

        È solo un treno lento e in ritardo con molte fermate in città?

        1. Anonimo

          Oltre alle stazioni mancano anche i sistemi di segnalamento e la tecnologia per far passare più treni ed in modo più regolare. Poi, se anche i treni fossero meno antidiluviani, aiuterebbe….

          1. Wf

            Dai facciamplo sto upgrade sulle linee milanesi.

            Abbiamo i soldi del pnrr che non riusciamo a spendere…

            Ma che aspetta il governo?

            L’Europa ci sanziona perché non spenderemo tutti i soldi del Pnrr e questa situazione è assurda!

            Di 42 miliardi solo 22 ne abbiamo investiti…

            Con gli altri 20 possiate fare 4 curcke line e 11 linee metropolitane più 100 piste ciclabili. E tutto a costo zero.

            Xhe vergogna che nessuno lo dice

          2. Anonimo

            I soldi del PNRR servono a finanziare PROGETTI non sogni.
            Se il progetto non ce l’hai perchè preferivi andare a caccia di farfalle, i soldi non arrivano.

            E’ già tanto che siam riusciti ad inventarci su due piedi un fantasioso progetto per la MM7 connettendo le aree edificabili di tutte le Immobiliari della periferia sud di Milano.

  5. Anonimo

    Ormai questa zona (Pt Lodovica, Morivione, Tibaldi) è in caduta. Oramai questa stazione può o migliorare la situazione o peggiorarla, portando solo gente che la vede come un rifugio o un luogo dove fare casino, come molte fermate di mezzi e ne abbiamo l esempio della stazione centrale o di motle fermate di metro. Peccato perchè questi quartieri, che ho nominato prima, avevano un grande potenziale.

  6. Anonimo

    Come rovinare dei quartieri che già non stanno vivendo i loro migliori momenti (pt Lodovica, Morivione, Tibaldi). Non trovo proprio il motivo di costruire una stazione, in quanto questa zona usufruisce già di molti mezzi. Lo vedo solo come un modo per attirare brutta gente. Che appunto già è attirata dal fatto che i parchi (baravalle, spadolini) hanno pochi controlli. Speriamo..🤞

  7. Anonimo

    Mancano completamente le barriere anti rumore promesse e descritte negli articoli. Nelle case dietro la ferrovia si sente l’altoparlante annunciare a tutto volume un treno ogni quarto d’ora dalle 5.30 di mattina alle 23.30. Una follia

  8. Und Tschüß!

    Peccato che non si veda nemmeno il cartello della stazione alla sera come tra l’altro tutte le altre stazioni che frequento! Per sapere dove si è bisogna contrare le fermate! Ma di che cosa vogliamo stare qui a parlare…

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