Milano | Centro Storico – Oggi l’ultimo giorno del Cinema Odeon, fine di un epoca

Oramai ci stiamo abituando (a fatica), ma noi di una certa generazione (la mia è la generazione X), stiamo assistendo ad un evento che, un po’ velocemente, sta facendo crollare tutti i nostri punti fermi. Domani, primo agosto 2023, il cinema Odeon, The Space Cinema, di via Santa Redegonda a due passi da piazza Duomo chiuderà i battenti cambiando in parte destinazione. Qualcosa per cinefili, han garantito i nuovi proprietari, rimarrà, ma non sarà più la stessa cosa.

Infatti delle attuali 10 sale cinematografiche ne rimarranno solo 5, radunate nella parte sotterranea dell’immobile. Kryalos, la società che da un anno è subentrata alla precedente proprietà, avrebbe intenzione di riordinare e riqualificare il palazzo per ospitare nuove funzioni con più ampi spazi commerciali. Il sogno è realizzare un grande magazzino in grado di sfidare la vicina Rinascente, nello stile del londinese Harrod’s o delle parigine Galeries La Fayette.

Situato in via Santa Redegonda e piazza Duomo all’inizio di Corso Vittorio Emanuele, avrebbe raggiunto i 100 anni d’attività nel 2029. Ricordiamo che Corso Vittorio Emanuele tra gli anni Trenta e 2000 era considerato la Broadway milanese per l’alto numero di sale cinematografiche che qui si snocciolavano dal Duomo a San Babila, oggi ridotte drasticamente.

L’edificio, con dieci sale e 2.250 posti a sedere, era la multisala cinematografica più importante del centro città e la prima ad essere inaugurata.

Il palazzo, inaugurato nel 1929, fu progettato da Aldo Avati e Giuseppe Laveni in quella che era la sede del Teatro Santa Radegonda.

Oltre alla sala cinematografica grande che ospita 910 posti a sedere che si sviluppa in altezza per tre piani, in stile déco, con pannelli decorativi di Giuseppe Ravanelli, comprende un teatro sotterraneo (teatro Odeon) da 424 posti. In origine aveva anche un salone ristorante e uno da ballo; inoltre erano presenti locali ad uso abitativo, uffici e magazzino, a partire dal quarto al sesto piano, oltre ad una terrazza giardino sul tetto.

Negli anni Cinquanta era l’apoteosi delle sale cinematografiche, diffuse ad ogni angolo della città. Sale sempre stracolme. Ricordo che da ragazzino andai a vedere E.T. l’extra-terrestre al Dal Verme (all’epoca era una sala cinematografica enorme) e lo guardai in piedi, perché il cinema era stracolmo e i biglietti si vendevano senza posto a sedere. Oggi impensabile. Poi la TV ebbe la meglio e lentamente le sale iniziarono a soccombere.

Nel 1986 la svolta, con l’ampliamento e trasformazione in multisala su progetto degli architetti Franco Albini e Fraca Helg. Una formula di grande successo copiata in molti altri cinema della città.

Poi Internet, con il suo accesso facile e diffuso, già negli anni 2000 iniziò a insidiare le sale, poi arrivarono Netflix, Amazon Prime e tutte le altre piattaforme in streaming che diedero il colpo di grazia alle sale cinematografiche, decimate, come i negozi, dopo la pandemia, che insegnò anche ai più irriducibili, l’uso della rete internet.

Oggi quale futuro in città? Ancora non è comprensibile, certo vedere sempre meno sale cinematografiche, meno negozi, pare un futuro sempre più alienante, dove tutto sembra sempre più effimero.

Referenze immagini: Alessandro Barberio, Cinema Odeon, Google, Milano Sparita, Andrea Cherchi

Odeon, Cinema, Cultura, Riqualificazione, Art-Déco, via Santa Redegonda, piazza Duomo, Via Agnello, Corso Vittorio Emanuele

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

11 commenti su “Milano | Centro Storico – Oggi l’ultimo giorno del Cinema Odeon, fine di un epoca”

  1. Non sentivamo certo la mancanza dell’ennesimo centro commerciale del lusso! Accanto alle Rinascente, poi! Ma chi ha rilasciato i permessi? Di distretti della moda e del lusso non ne abbiamo già a sufficienza a Milano?

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  2. Appena stato con i ragazzi a vedere l’ultimo di Indiana Jones, era praticamente vuoto. Un cinema di grande atmosfera, soprattutto il foyer e la sala principale. Che dispiacere saperlo chiuso

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  3. Ma la soprintendenza? si oppongo alla demolizione di muri di cinta (vedi porta genova) e poi permettono questi stravolgimenti ad una struttura unica e storica?

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  4. Facile scrivere “che dispiacere”, se poi termini una serie Netflix in due notti comodamente dal divano di casa tua, magari consumando la cena acquistata dalle app a domicilio. (Per fortuna i ristoranti lavorano anche senza clienti presenti)

    Al cinema ci vanno veramente in pochi. (Aimè)

    Dal mio punto di vista dovremmo ringraziare per la dinamicità di questa città, ci sono tanti palazzi, dimore storiche,cinema abbandonati in tutta la penisola.

    Almeno a Milano hanno una seconda vita!
    Grazie al cielo e agli investitori.

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  5. L’ennesimo centro commerciale. Adesso è ora di dire basta! Di spazi commerciali ne abbiamo già fin troppi e più del dovuto.
    Speriamo almeno che la nuova proprietà preservi la decorazione art decó perché se la distruggesse allora commetterebbe un crimine contro il patrimonio artistico di Milano.
    La sala grande a mio parere deve rimanere destinata all’attività cinematografica.

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  6. chi si straccia le vesti qui ma su tutto il web sarà andato al cinema in generale quante volte negli ultimi 2 anni ? E all’Odeon quante volte ?
    Personalmente ci andavo spesso da ragazzo (nel paleozoico) in quanto abitavo a 15 minuti a piedi. Ora da anziano mi sono trasferito in zona più tranquilla e alla sera in Duomo non ci vado più

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  7. Da assiduo frequentatore di cinema, penso che questa sia una vergogna assoluta, non una mera triste ‘evoluzione’. Qui si parla di uno spazio storico con alta valenza culturale, nonché di un vero e proprio ‘teatro’ (basta vedere le foto di questo articolo), stravolti per un’insignificante operazione commerciale, troppo simile a quelle che già caratterizzano pressoché tutto lo spazio urbano circostante
    Non frequenterò certo l’obbrobrio che verrà messo al posto di questo splendido spazio e mi auguro un rinsavimento futuro e un ritorno al cinema/spettacolo per questi spazi.

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  8. Basta retorica, la programmazione dell’Odeon era piuttosto commerciale, non certo un luogo da amanti del cinema,,,
    I fasti del passato erano solo un ricordo, basti pensare ai portici spenti la sera durante il secondo lockdown, nonostante la gente avesse ripreso a riempire il centro.
    Tutto cambia, l’immobile dell’Odeon è proprietà privata ed evidentemente nessuno si è fatto avanti con idee più “nobili” per tenere in vita la struttura.
    Ben venga un nuovo “department store” (il centro commerciale è un’altra cosa) se può ridare slancio a quell’aerea.
    Per chi si lamenta per la chiusura dei cinema in centro, del resto, basta ricordare che l’Anteo ha più che triplicato le sale (al netto di city life); il comune ha riaperto l’Arlecchino e riaprirà l’Orchidea, l’Arcobaleno ed il Plinus sono praticamente a ridosso del centro…

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