Milano | Portello – Demolizioni e cantieri in via Gattamelata: 25 luglio 2025

Milano, Portello.

Nuovo aggiornamento fotografico dal cantiere per la demolizione del padiglione di via Gattamelata al Portello. Il padiglione fieristico, ormai completamente demolito, di Fondazione Fiera Milano, era stato realizzato negli anni Cinquanta dall’architetto Ignazio Gardella come Padiglione dell’Agricoltura. Inglobato successivamente nel complesso espositivo e congressuale del MiCo, cederà il posto al il nuovo centro di produzione Rai.

Nuovo Centro di Produzione Rai

Questo intervento rappresenta la prima fase del progetto di trasformazione dell’ex padiglione nel futuro Nuovo Centro di Produzione Rai. La struttura, con una superficie costruita di oltre 55.000 mq, si estende tra via Gattamelata e via Colleoni, all’interno dell’area di proprietà di Fondazione Fiera Milano, e sarà oggetto di una completa riqualificazione.

Al termine dei lavori, l’edificio sarà consegnato alla Rai, che provvederà ad attrezzarlo per ospitare tutte le attività attualmente distribuite tra le sedi di corso Sempione e via Mecenate.

Milano – Portello – Via Gattamelata / Via Colleoni > Nuovo Centro di Produzione Rai TV (nella mappa Urbanfile codice: POR12) (terziario produzione radio televisiva) (nuova costruzione con demolizione ristrutturazione)

  • inizio cantiere: marzo 2025
  • conclusione cantiere:
  • committente: Fondazione Fiera Milano
  • progetto architettonico:  potrebbe essere dello studio Lombardini 22 (?)
  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Fondazione Fiera Milano; Duepiedisbaglaiti; Corrado Santoro
  • Fiera, Portelo, CityLife, MiCo, Piazzale Carlo Magno, Via Gattamelata, Riqualificazione, Centro Produzione RAI Milano, RAI
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

6 commenti su “Milano | Portello – Demolizioni e cantieri in via Gattamelata: 25 luglio 2025”

  1. Buonasera, hanno distrutto il padiglione di Gardella e lo riportate come se fosse una comunicazione di servizio….
    Fortunatamente la storia ha dimostrato che il lavoro di Gardella può essere ricostruito! Ma nessuno dice niente????
    Si dibatte sul Meazza (modesta architettura….) e Gardella si demolisce????
    Voi che ne pensate?
    Grazie
    Mauro

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  2. Una assurdità….la città è data da una stratificazione di edifici coerenti con il periodo storico in cui sono stati costruiti. L’edificio di Gardella è uno di questi, essenziale e dignitoso.
    Ma la giunta Sala permette di radere al suolo tutto per costruire cosa,? Staremo a vedere ma è un peccato averlo abbattuto.

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  3. Una ferita alla storia recente di un architetto senza tempo e delle Sue pregiate opere . Mi domando come mai la Soprintendenza non sia intervenuta Ope Legis vincolando l’edificio di Gardella come previsto dal decreto 42/2004 che consente di tutelare i beni dello Stato o di
    Privati anche se non hanno raggiunto i 70 di vita ( il padiglione aveva 65 anni ) ovvero ravvisando un interesse storico culturale rilevante . Mi domando come mai l’Amministrazione Comunale nel suo insieme ovvero Sindaco , Giunta , Consiglio Comunale nonché Funzionari dei competenti settori , abbiano consentito la demolizione . Mi domando se non fosse stato possibile utilizzare il capannone Gardella per soddisfare le necessità’ della Rai e perché no . Mi domando se la Fondazione abbia fatto obbligatoria comunicazione con richiesta liberatoria ai due azionisti cioè Comune e Regione . Mi domando perché la magistratura non apre un quarto fascicolo di indagine ( possibile che lo stia per aprire ) su quanto si distrugge a Milano alla luce di un manufatto appartenente ad una Fondazione pubblica ( comune e Regione ) che vende ad una Azienda statale ( RAI ) quindi con passaggio di danaro pubblico . Infine milanesi cari alziamo la guardia , utilizziamo ciò che la legge ci consente e che ci obbliga ad effettuare ovvero la democratica protesta ma anche la denuncia alle autorità preposte qualora si ravvisi un reato contro il bene pubblico . Attenzione alla meravigliosa struttura liberty di Franca Rame e Dario Fo in piazza marinai d’Italia. Cordialità .

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  4. Credo che gli edifici abbiano un ciclo di vita e che la buona architettura non stia solo nel conservare ma anche nel sostituire (altrimenti avremmo città immutabili) ma è notevole che siano state spese più parole, anche su questo blog, per una modestissima palazzina d’inizio secolo (quella di piazza Trento) o sullo stadio (anche quello di nessuna rilevanza architettonica, come dimostrato dalle mille superfetazioni) o ancora su quella chiesa in via Gattamelata trasformata in albergo, mentre su un edificio progettato da uno dei più grandi architetti italiani del secolo scorso non ci si è soffermati più di tanto. Forse la sua colpa è quella di essere di un periodo in cui l’architettura non incontra il senso estetico dei più, metro pericoloso per distinguere tra buoni e cattivi lavori.

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  5. Mah che lo stadio da un punto di vista architettonico sia modesto è tutto da discutere. Non è Ke l’edificio liberty, più immediato e facile per i non addetti ai lavori, sia bello e da salvare e quello degli anni 50 no.
    Lasciamo in piedi edifici brutti per demolire pezzi di storia. La città di evolve, gli edifici si riqualificano, prendono una diversa funzione ma distruggere significa demolire noi stessi.
    I danni di questa giunta sono troppi davvero.

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