Milano, Centro Storico.
Dicembre 2025. Presentato definitivamente (dopo alcuni anni di studi e lavori – 2024) ad aprile di quest’anno e avviato subito dopo, con un cambio di direzione a lavori avviati sul verde da inserire nella piazza, il progetto di riqualificazione di piazza Cordusio si è concluso in circa sei mesi e a tempo record – non avremmo mai sperato tanto. La piazza è stata finalmente liberata dalle cesate di cantiere (mancano solo piccoli ritocchi qua e là) ed è tornata fruibile.
Piazza Cordusio, l’ampia piazza ellittica e cuore pulsante di Milano, è stata restituita ai cittadini, che possono tornare a passeggiare e sostare in un contesto di grande valore storico e architettonico.
La piazza che vediamo oggi, rimasta grosso modo intatta, nasce dalle trasformazioni post-unitarie di fine Ottocento. Tuttavia, le sue origini sono molto più antiche: già in epoca romana era un importante crocevia. Il nome deriva da Curia ducis, la corte dei duchi longobardi voluta da re Alboino. Nel corso dei secoli il luogo ha cambiato più volte volto, ospitando colonne votive, statue e palazzi, fino al grande intervento di fine Ottocento che definì l’assetto attuale, coronato nel 1899 dalla statua di Giuseppe Parini.



Nel Novecento, dopo la Belle Époque e il succedersi di guerre, proteste e traffico, il Cordusio perse progressivamente il suo ruolo di luogo di rappresentanza, riducendosi a semplice punto di transito. La pedonalizzazione parziale degli anni Novanta, sotto la giunta Formentini (1993-1997), tentò un primo recupero, ma col tempo anche quella riqualificazione si affievolì, lasciando spazio a degrado e, soprattutto, disordine. (al link uno degli ultimi nostri articoli sulla sciatteria diffusa di piazza Cordusio)
Di seguito una galleria di foto del 2024 prima dei lavori.











LA RIQUALIFICAZIONE
ATM ha investito circa sette milioni di euro per il rifacimento dell’armamento tranviario con tecnologie più silenziose, intervenendo anche sui sottoservizi della piazza prima dell’avvio del cantiere superficiale.
Veniamo ora al nostro sopralluogo, effettuato tra la folla dei giorni pre-natalizi. L’intervento complessivo – dal costo di quasi quattro milioni di euro, finanziato per oltre metà da Generali Real Estate e per il resto da Hines – ha interessato circa 6.000 metri quadrati tra piazza Cordusio, via Cordusio, un tratto di via Orefici e l’inizio di via Dante.
Partiamo proprio da via Orefici, che forse meritava qualcosa in più. Quantomeno una completa piastrellatura e una sistemazione definitiva dei marciapiedi. Il cantiere del lato dispari, infatti, è stato rinviato a dopo le Olimpiadi: oggi la pavimentazione in pietra interessa tutto il lato pari e solo parzialmente quello dispari, da piazza Cordusio a via Cesare Cantù. Peccato non siano stati spostati i binari secondo il progetto iniziale: ciò avrebbe consentito di allargare entrambi i marciapiedi, rendendo la via più ordinata e sicura. Le rotaie, invece, restano addossate al lato pari, dove il marciapiede, nel punto più stretto, misura circa un metro.














piazza Cordusio
Raggiungiamo quindi l’ellittica piazza Cordusio. L’intervento era senza dubbio necessario: la piazza era diventata un parcheggio improvvisato per ogni tipo di mezzo, un luogo di attraversamento più che di sosta.












La principale criticità dell’intervento, secondo noi di Urbanfile, è non aver previsto fin dall’inizio l’inserimento di aiuole e verde, tema richiesto da molti cittadini. L’aggiunta successiva è visibile e, a nostro avviso, poco convincente: le aiuole risultano troppo piccole e prive di una forma chiara che si allinei al gusto ottocentesco della piazza. Sarebbe stato preferibile che seguissero e sottolineassero l’ellisse della piazza, ad esempio, come nella precedente sistemazione degli anni Novanta faceva la fascia centrale in pietra più chiara, eliminata con questo intervento.
Il verde complessivo ammonta a 250 metri quadrati distribuiti in sei aiuole, introdotte solo dopo le critiche al progetto iniziale, che prevedeva esclusivamente pietra e cemento. Le alberature, tanto desiderate, non sono state possibili: la realizzazione della metropolitana negli anni Sessanta ha lasciato una soletta molto superficiale, che non consente lo sviluppo delle radici. In primavera, comunque, cornus, aglio orsino, erbacee e rose bianche dovrebbero rendere queste piccole aiuole più gradevoli.










Avremmo inoltre gradito una maggiore attenzione all’arredo urbano. Pali, paletti, semafori e lampioni appaiono disordinati e privi di un disegno coerente: alcuni gialli, altri in metallo nudo, uno verde (perché?) e altri ancora in grigio (per non menzionare i fari di supporto, così brutti). Il solito, purtroppo, assente coordinamento milanese. Abbiamo notato anche l’aggiunta di un palo con il cartello “area pedonale” prima di imboccare via dei Mercanti, la cui utilità resta poco chiara, trovandosi già in piena area pedonale.












Un’altra nota riguarda i masselli in pietra recuperati (in parte da via Meravigli): come spesso accade, sono ancora visibili le verniciature della vecchia segnaletica, che contribuiscono a un senso di confusione. Possibile che non si possano rimuovere?
Sul lato verso la breve via Cordusio è stato mantenuto un passaggio carrabile all’interno della nuova area pedonale meridionale, creando una situazione un po’ “promiscua”. Un dislivello, come quello presente nell’area riservata a tram e taxi, avrebbe reso più percepibile il rischio. In alternativa, si è optato per una fitta presenza di paletti (“parigine”) in metallo, che speriamo resistano nel tempo. In precedenza, qui, un semaforo regolava l’alternanza tra pedoni e veicoli.

Molto riuscito, invece, l’ampliamento dei marciapiedi all’inizio di via Dante, dove l’isola della pensilina tranviaria è stata unita all’area dei negozi ed è stata realizzata una lunga aiuola. Forse le rastrelliere per le biciclette avrebbero potuto trovare posto altrove: con l’affollamento, questo tratto rischia di diventare un imbuto complicato.







Accanto alla pensilina ATM compare infine un nuovo segno a terra, una piccola “rivelazione geometrica”: il punto esatto dal quale, ruotando su se stessi, si allineano Duomo, Castello e Galleria.



In piazza sono finalmente arrivate anche le panchine: 28 panche in granito, quattro delle quali riportano incisioni letterarie. Davanti alla statua di Parini si legge: «Chi de la gloria è vago sol di virtù sia pago». Poco più in là Manzoni ricorda: «Al Cordusio s’era posto l’assedio a un forno». Grossi scrive: «L’onore della sua dolce Milano andava innanzi a ogni cosa», mentre Verri annota: «Alberigo Conte governava nell’865, di alloggio in Curia Ducis, dove è ora il Cordùs».





Nel complesso, la riqualificazione – firmata da Leopoldo Freyrie con Mic-Hub, Esa Engineering e Antonella Flores alla direzione lavori – amplia di 1.100 metri quadrati le aree pedonali, recupera uno spazio centrale spesso usato come parcheggio selvaggio e restituisce una maggiore leggibilità alla piazza, riprendendo il disegno originario di fine Ottocento. Resta il rimpianto per un progetto che, se più semplice e forse più coraggioso, avrebbe potuto valorizzare ancora di più questo luogo simbolico della città. Speriamo negli aggiustamenti futuri.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Le foto d’epoca sono immagini diffuse in rete e pertanto non di nostro possesso. Non si conosce autore e proprietario, a meno che non sia riportato sulla foto con watermark, che in quel caso noi segnaliamo.
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“una situazione un po’ “promiscua”. Un dislivello, come quello presente nell’area riservata a tram e taxi, avrebbe reso più percepibile il rischio.”
Il ragionamento è esattamente al contrario: è una zona a prevalenza pedonale, ergo le persone hanno la precedenza e le auto, in quanto ospiti, devono fare attenzione.
no ma non ce la fanno…. cioè hanno sempre in mente l’auto… urbanfile vi sembra normale che passino le auto in via orefici? dove c’è un flusso pedonale enorme!!! era necessario lasciare aperta questa strada ma perfavore
Ormai tutti i commenti in disaccordo con la narrazione di Urbanifile vengono censurati.
Quindi figurati.
Minculpop
Nel precedente articolo avevo espresso la mia personale opinione, positiva sul ripristino della piazza, idea generale che conservo, per il semplice fatto che era intollerabile la situazione di degrado in una piazza così importante a pochi metri dal Duomo, ma ancora non ero passato dalla “nuova ” via Orefici…semplicemente folle roba da psico-urbanisti…cioè, è una carreggiata a tutti gi effetti, ma perfettamente mimetizzata da isola pedonale, pavimentata…ci passano i tassisti, nevrotizzati dalla folla e suonano, perchè non si spostano…e perchè dovrebbero? Sono sull’ isola pedonale, o no?
E allora i taxisti sarà la volta buona che dovranno rallentare.
Certo fosse stato per me la avrei proprio tolta la strada e pedonalizzato e basta auto.
Basta vedere l’enorme fiumana di gente di questi giorni per capire che queste aree le auto devono sparire o essere ridotte al minino.
Un intervento sicuramente migliorativo a parte alcuni dettagli. Ma quei pali gridano vendetta! Cosa costa dargli una pitturata? Speriamo sia previsto prossimamente
….non si vede molto la differenza….
…non è che abbiamo migliorato molto….
Un altra occasione persa, l’unico miglioramento sono l3 nuove rotaie
Che SUPER lavoro!!! Ridiamo x non piangere! Ormai in sto paese le lacrime son finite!!!
Speriamo che la prossima giunta possa migliorare la citta’ di milano! Questo secondo mandato e’ stato ed e’ un disastro, sotto tutti i punti di vista, arredo urbano e verde compresi!
Dall’era del “rubare” siamo passati finalmente all’era del “fare”, tra qualche decina d’anni passeremo forse a quella del “fare bene” speriamo.
Peccato per via Orefici, così com’è non è né via pedonale né via di scorrimento. E si che avrebbe enormi potenzialità nel prolungare via Dante e connetterla con via Torino, creando una passeggiata storica meravigliosa dai navigli al castello.
Ho dato un’ occhiata alla nuova sistemazione della piazza Cordusio e la trovo imbarazzante, un progetto davvero di grande pochezza. Tutto infatti sembra ruotare assurdamente attorno al percorso del tram, molto enfatizzato rispetto a prima e sottolineato dalle quattro aiuolette che si insinuano nello spazio residuo.
Piazza Cordusio invece – come tutti sanno (tranne forse il progettista) – ha una forma ellittica per raccordare l’ asse del Castello con quello di piazza Duomo, ma questo non si percepisce più.
L’ altra cosa che colpisce è che ci sono voluti sette anni di progettazione per partorire questo topolino. E il progettista come è stato scelto? Come mai non è stato fatto un piccolo concorso? (immagino per “non perdere tempo”…)
Comunque c’è da sperare che fra qualche anno qualcuno riprenda in mano la cosa e faccia un progetto dignitoso, peccato per i soldi buttati via.
Vista stasera, realizzazione davvero pessima. I masselli posati da maestranze a mio avviso non all’altezza, risultato d’insieme poco omogeneo. E quelle aiuole così fatte contribuiscono a dare il senso di poca attenzione posta nel progetto. I palazzi che si affacciano, tutti meravigliosamente restaurati, meritavano un opera meglio eseguita.
Una scarpa e una ciabatta. Ringraziamo il sindaco Sala per un intervento all’altezza della sua fama: fare poco e male.
Valeva proprio la pena di far dannare i cittadini per tutta l’estate con i mezzi bloccati..a meno di prenderne 3 mezzi con qualche pezzo a piedi invece di uno. E Ditelo : tutti in bicicletta malati e anziani compresi.
Non ci credo che non potessero mettere 4 piante grandìne. Bastava geolocalizzare.
Che bello ,😒 restano i lastroni in Orefici e ovunque a meno che li abbiano cementati , ma non mi pare ,ovunque. Poi se cadi sono cavoli tuoi che dovevi stare attento. Le assicurazioni del Comune non pagano. Anche i binari vicino ai marciapiedi sono un pericolo! Accessibilità disabili …lasem perd.
Tutto per rendere meno rumorosi i bei palazzi dei ricconi privati e pubblici.
Milano vergogna sempre più!
Buonasera. lasciamo stare il discorso progettisti che in Comune non esistono o sono impresentabili. Le aiuole diventeranno i prossimi cestini o, per mancanza di cura e di manutenzione, cestini in terra battuta! Per non parlare dei cani che si divertiranno a fare i loro bisogni. Perche’ se un condominio chiede la convenzione per il giardinetto fronte edificio e’ obbligato a seguire delle specifiche, mentre il Comune può fare come gli pare. Come gia’ detto questa giunta lascerà danni a Milano, altro che progetti!
Intervento in via orefici imbarazzante, in questo paese va tutto a rotoli ma i taxi vengono portati su un piatto di argento, chi è passato dalla piazza in questi giorni ha notato come i pedoni stiano totalmente in mezzo alla carreggiata dei taxi e giustamente!! Era da chiudere!!! In una zona così centrale solo area pedonale ci voleva più coraggio
Si hai ragione era da rendere pedonale e basta senza troppe lagne.
Siamo ne, cuore storico di Milano si può anche fare come tutti gli europei civili e andare a piedi.
Almeno qui.
Speravo che l’intervento consentisse di ripristinare l’aspetto monumentale della piazza, ma avevo il timore che non fosse possibile, e i miei timori si sono avverati. La piazza purtroppo è ormai compromessa per via delle troppe aggiunte succedutesi negli anni. Uscite della metropolitana messe a casaccio negli anni 60, binari tranviari ovunque, pali di mille tipi, adesso addirittura le mini aiuole! L’unica critica che posso fare è l’utilizzo di materiali al risparmio e non pertinenti, che hanno persino peggiorato la situazione.
Ma perche’ le stazioni BikeMi sempre sul marciapiede? Devono essere accessibili dalla carreggiata.
Decisamente un intervendo degno di questo sindaco, uno dei peggiori che Milano ha avuto nella sua storia.