Milano.
Marzo 2026. Il 5 marzo 1876 usciva il primo numero del Corriere della Sera. Quattro pagine stampate quasi artigianalmente e vendute a cinque centesimi. Centocinquant’anni dopo, quel giornale nato in poche stanze della Galleria Vittorio Emanuele II è diventato una delle istituzioni culturali e giornalistiche più importanti del Paese.
Per Milano, però, il Corriere non è semplicemente un quotidiano. È uno dei luoghi simbolici della città: un osservatorio privilegiato che ha raccontato la trasformazione di Milano da capitale industriale dell’Ottocento a metropoli europea contemporanea.
E il suo indirizzo – via Solferino 28 – è diventato nel tempo quasi un nome proprio.
Le origini in Galleria Vittorio Emanuele
Il Corriere della Sera nasce nel cuore della città.
Il fondatore Eugenio Torelli Viollier pubblicò il primo numero il 5 marzo 1876. La redazione occupava alcune stanze in un ammezzato della Galleria Vittorio Emanuele II, a pochi passi dal Duomo.

All’epoca il giornale usciva davvero la sera: veniva stampato nel pomeriggio per raccontare le notizie della giornata appena trascorsa. Da qui il nome che ancora oggi conserva.
Erano gli anni in cui Milano stava vivendo una trasformazione profonda: da città ancora legata all’artigianato si stava rapidamente affermando come uno dei motori industriali del nuovo Regno d’Italia. Il Corriere nacque proprio in questo contesto di crescita e modernità.


Le prime sedi e la crescita del giornale
Il successo del giornale fu rapido.
Nel 1888 la redazione si trasferì tra via San Pietro all’Orto e via Verri, nel quadrilatero commerciale della città. Qui il giornale iniziò a consolidare il proprio ruolo nazionale, anche grazie al sostegno dell’industriale Benigno Crespi.
In quegli anni il Corriere contribuì a creare uno degli spazi più celebri del giornalismo italiano: la Terza pagina, dedicata alla cultura, alla letteratura e al pensiero.
Uno spazio che avrebbe ospitato alcuni dei più importanti intellettuali italiani.
Via Solferino 28: l’indirizzo diventato simbolo
Nel 1904 il quotidiano si trasferì nella sede che ancora oggi lo ospita: via Solferino 28, nel quartiere di Brera.
Il palazzo fu progettato dall’architetto Luca Beltrami, lo stesso che guidò la ricostruzione del Castello Sforzesco.
L’edificio era stato pensato appositamente per ospitare un giornale moderno:
- grandi sale per la redazione
- spazi per la direzione e gli incontri editoriali
- tipografie con rotative di ultima generazione
Nel tempo l’indirizzo è diventato quasi sinonimo del giornale stesso. Per generazioni di italiani, dire “il giornale di via Solferino” significava semplicemente dire Corriere della Sera.

Via Solferino e Brera: il quartiere del giornalismo milanese
La presenza del Corriere ha contribuito a trasformare Brera in uno dei quartieri simbolo della vita culturale milanese.
Tra via Solferino, via San Marco e via Moscova si concentravano redazioni, librerie, case editrici e luoghi di incontro frequentati da giornalisti, scrittori e artisti.
Non era raro che le discussioni iniziate nelle sale del giornale continuassero nei caffè del quartiere o nei ristoranti storici della zona. In questo senso, il Corriere non è stato solo un osservatore della città, ma anche uno dei motori della sua vita culturale.


Un luogo dove è passata la cultura italiana
Tra le stanze della redazione sono passati alcuni dei più importanti nomi della cultura italiana.
Tra gli autori e collaboratori del giornale:
- Gabriele D’Annunzio
- Luigi Pirandello
- Benedetto Croce
- Grazia Deledda
- Pier Paolo Pasolini
- Oriana Fallaci
Il Corriere è stato per decenni una vera piazza intellettuale, dove giornalismo, letteratura e politica si incontravano quotidianamente.

Dino Buzzati e la redazione come laboratorio creativo
Uno degli autori più legati al Corriere è stato Dino Buzzati, entrato in redazione nel 1928.
Buzzati lavorò al giornale per oltre quarant’anni, passando dalla cronaca alla cultura, fino a diventare una delle firme più amate dai lettori.
Molti racconti e atmosfere dei suoi libri sembrano nascere proprio dall’osservazione quotidiana della città dalla redazione di via Solferino. Si racconta che Buzzati arrivasse in redazione molto presto al mattino e osservasse Milano svegliarsi dalle finestre del palazzo, trasformando quelle impressioni in articoli e racconti che mescolavano realtà e immaginazione.
Guerra, bombardamenti e rinascita
Anche la sede di via Solferino ha attraversato momenti difficili della storia italiana.
Durante la Seconda guerra mondiale, nel 1943, l’edificio fu colpito dai bombardamenti alleati che danneggiarono parte della tipografia.
Dopo la Liberazione il giornale venne temporaneamente sospeso e poi rilanciato con il nome Nuovo Corriere della Sera, prima di tornare alla denominazione originaria.
Ancora una volta, la storia del giornale si intrecciava con quella del Paese.



Le celebrazioni dei 150 anni e le iniziative in città
Il traguardo dei 150 anni del Corriere della Sera sarà celebrato con una serie di iniziative culturali e urbane che accompagneranno l’intero anno.
L’apertura ufficiale delle celebrazioni è prevista a Milano al Teatro alla Scala, con l’evento intitolato “Corriere 150 anni. La libertà delle idee”. Alla cerimonia parteciperanno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il sindaco Giuseppe Sala, il direttore del quotidiano Luciano Fontana e il presidente di RCS Urbano Cairo.
Nel corso dell’anno sono previste anche:
- installazioni urbane diffuse in città, progettate dallo studio dell’architetto Mario Cucinella
- pubblicazioni editoriali dedicate ai 150 anni del giornale
- una collana con prime pagine storiche del quotidiano
- un docufilm celebrativo
- podcast e contenuti digitali dedicati alla storia del giornale
Un modo per raccontare non solo la storia del Corriere, ma anche quella della città che lo ha visto nascere.

150 anni di Corriere sono anche 150 anni di STORIA Milanese
Se Milano è stata spesso raccontata come capitale economica e culturale d’Italia, una parte di quella narrazione è passata proprio dalle pagine del Corriere della Sera.
Dalle cronache della città industriale dell’Ottocento alle trasformazioni urbanistiche del dopoguerra, fino ai grandi progetti contemporanei, il giornale ha accompagnato la crescita della città raccontandone cambiamenti, contraddizioni e ambizioni.
E forse è proprio questo il punto.
Centocinquant’anni di Corriere sono anche centocinquant’anni di Milano raccontata giorno per giorno.
Auguri al giornale di via Solferino da noi di Urbanfile!

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Corriere della Sera,
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