Milano, Porta Vittoria.
Ormai è sempre più difficile comprendere con chiarezza come stia evolvendo il mercato immobiliare milanese e quale direzione stia prendendo. Molti progetti vengono presentati al pubblico per poi perdersi nel tempo fino a scomparire; altri vengono annunciati ma non ottengono l’approvazione del Comune, oppure si fermano per ragioni di natura finanziaria. Esistono tuttavia anche interventi che proseguono il loro percorso e che, dopo anni di attesa, potrebbero finalmente arrivare a compimento. Uno di questi è il progetto previsto in via Andrea Maffei 1, all’angolo con via Spartaco, visto in rete già tre anni fa (2023).
L’intervento riguarda la riqualificazione di una porzione di un edificio costruito nel 1990su progetto di Giorgio Costantini e realizzato in stile postmoderno. La proprietà oggetto dell’operazione comprende parte del piano terra e i piani quarto, quinto e sesto. Di conseguenza, l’intervento si concentra esclusivamente su questi livelli, attraverso la trasformazione della destinazione d’uso da direzionale a residenziale e la redistribuzione delle superfici eccedenti al sesto piano.
L’edificio si trova in Porta Vittoria, non lontano da piazza Cinque Giornate (ed ecco il nome del progetto: Near5), nell’area compresa tra i Bastioni spagnoli e la terza circonvallazione, all’angolo tra via Maffei e via Spartaco. Si tratta di una zona di particolare pregio per lo sviluppo immobiliare milanese, caratterizzata dalla presenza di numerosi edifici di inizio Novecento di grande valore architettonico.


Nel progetto sviluppato da Archi-tekton, un ruolo centrale è stato attribuito alla ridefinizione della facciata su strada. Attraverso l’eliminazione di alcuni elementi incoerenti tipici del linguaggio postmoderno, la composizione è stata semplificata mediante l’introduzione di portali e logge. Il sesto piano è stato inoltre arretrato, con l’obiettivo di ridurne l’impatto visivo. Sulla facciata interna, a partire dalle aperture esistenti, sono state ricavate nuove logge. Sia per la facciata interna sia per quella su strada è prevista una tinteggiatura di colore bianco, scelta che consente di armonizzare meglio l’edificio con il contesto circostante.



L’intervento è fortemente caratterizzato, oltre che da un linguaggio architettonico razionale, dall’uniformità del colore bianco e dall’impiego di soluzioni contemporanee: cappotto in intonaco, rivestimenti delle logge con doghe in legno composito, ringhiere dal disegno semplice in acciaio zincato, serramenti in alluminio ed elementi decorativi di facciata in cemento prefabbricato.
Il progetto è stato parzialmente accolto dalla Commissione Paesaggio ed è attualmente in fase di approvazione definitiva.
L’intervento, a destinazione residenziale, prevede una superficie commerciale complessiva di circa 1.600 metri quadrati e la realizzazione di 16 unità immobiliari.













Dobbiamo ricordare che l’ingresso all’edificio è caratterizzato da una graziosa composizione a bassorilievo della quale purtroppo non abbiamo trovato riferimenti, ma che crediamo rimanga anche dopo l’intervento, che alla fine riguarda solo la facciata e i piani superiori.





Milano – PORTA VITTORIA – Via Andrea Maffei 1 (angolo via Spartaco) > Near5 (nella mappa Urbanfile codice: PTV19) (residenziale) (ristrutturazione edilizia) (recupero del sottotetto)(riqualificazione) (link al progetto)
- inizio cantiere: (Ancora da definire)
- conclusione cantiere:
- committente: (?)
- progetto architettonico: Archi-tekton – arch. Gerardo Ghioni, arch. Simone Paradiso, arch. Margherita Giliberti

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Archi-tekton
- Info storica: Pure Milano Photo Project – Sosthen Hennekam
- Milano, Porta Vittoria, Via Maffei, Via Spartaco, Piazza Cinque Giornate, Recupero, Riqualificazione
Lo scultore dei bassorilievi è G. Abram
Mah….il retro candido e asettico sembra quello di una clinica…
Non si può certo dire che il cosiddetto “postmoderno” sia ampiamente rappresentato a Milano e che sia rappresentativo di un certo periodo, ma, perlomeno, si potrebbe dire, in quegli anni, almeno tentarono di definire uno stile, di riportare la creatività nelle facciate degli edifici…niente, da rifare, sembra proprio che tutto debba sempre essere solo squadrato…edifici copia e incolla, fotocopie, oltre non si va, conformismo assoluto anni settanta e niente di più; a cosa servono poi tutte queste “logge” in una città come Milano e lungo certe vie perennemente trafficate resta un mistero.