Milano | Bovisa – Via Don Giuseppe Andreoli: pedonale solo sulla carta ma parcheggio assicurato

Milano, Bovisa.

Aprile 2026. Possibile che a Milano, senza paletti, cartelli efficaci e sanzioni concrete, non si riesca davvero a contrastare il parcheggio selvaggio?

Da alcuni mesi via Don Giuseppe Andreoli in Bovisa, è stata riqualificata e resa “pedonale”, con marciapiedi ampi e il passaggio carrabile consentito solo ai residenti. Peccato che quei bei marciapiedi larghi, appena lastricati in pietra, siano diventati un comodo parcheggio improvvisato.

È una situazione che avevamo già segnalato, ma continua a ripetersi: ogni volta si trova una fila di auto parcheggiate senza alcun rispetto. Costringendo i pedoni a camminare sulla carreggiata.

Ormai Milano sembra aver perso il senso delle regole e del vivere civile, con molti che agiscono come se tutto fosse permesso. Non resta che attendere che il Comune intervenga anche qui, installando i necessari paletti dissuasori per porre fine a questo degrado (speriamo).

  • Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi
  • Bovisa, via Arrivabene, via Angelo del Bon, Politecnico di Milano, Goccia, Campus Politecnico, Studentato, piazza Alfieri, via Don Giuseppe Andreoli
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

12 commenti su “Milano | Bovisa – Via Don Giuseppe Andreoli: pedonale solo sulla carta ma parcheggio assicurato”

  1. peccato che il comune continua a togliere parcheggi liberi senza creare valide alternative,. I residenti che spesso abitano in stabili vecchi senza box dove dovrebbero lasciare l’auto? si puo’ vivere a Milano senza auto?

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  2. Ma scusate come si fa a non arrabbiarsi quando si vedono cose del genere?
    A restare borghesi democristiani?
    A non diventare massimalisti anti auto?
    Non si riesce mica.

    Poi qui il danno è doppio , un danno di immagine dove si dichiara a chi guarda che le REGOLE COMUNI possono essere tranquillamente fregate, violate, prevaricare.

    Tanti marchesi del grillo al volante…
    È un danno di educazione al rispetto delle leggi prioritariamente.

    Ma come si fa a non arrabbiarsi?
    Come si fa a non farsi venire il sangue al collo?
    Ditemelo voi.
    Vincono sempre i Don Rodrigo a Milano?

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  3. I paletti, e spesso anche belli sostanziosi, ci sono in tutte le città d’Europa. Chi ha viaggiato un minimo lo sa. Gli ostacoli fisici sono l’unico modo per impedire il parcheggio selvaggio… dovunque, mica solo a Milano.

    Bisognerebbe essere più realistici già nella progettazione, non immaginare la realtà come un rendering in cui veleggiano le mongolfiere e svolazzano stormi di rondini.

    Trattamenti o protezioni antigraffiti, materiali e forme pensati per resistere al vandalismo (ad esempio, senza parti che si stacchino facilmente), ecc. ecc.

    Poi, naturalmente, se i vigili si facessero qualche giro in più, almeno in queste vie “sensibili”, male non farebbe.

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  4. Stessa situazione in via Pantano! (e siamo in pieno centro, a pochi metri dalla sede della polizia locale). Peraltro alcuni furgoni passano a velocità sostenuta in una zona pedonale, con evidenti rischi per la sicurezza. Pensare che hanno pure installato dei dissuasori mobili, ma sono spenti. Soldi pubblici sprecati…

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  5. Che Milano sia macchino-centrica, è un dato di fatto. Come buona parte d’Italia se non tutta. Il cambiamento dev’essere culturale, a mio avviso. Accettare una maggiore scomodità con tempi magari più lunghi per i propri spostamenti e meno comodi, a piedi, bici, coi mezzi. Milano è perfetta per la bicicletta: non ci sono salite, le dimensioni non sono eccessive, la planimetria è circolare, il clima ideale. Basta volerlo, abituarsi, come è avvenuto nella maggior parte delle città europee. Tornando a via Andreoli, da residente in zona, ritengo a dire il vero che l’intervento non sia stato ottimale. La maggior parte delle abitazioni in zona non ha posti auto e box, sono case non recenti. Con questo intervento sono stati eliminati in toto i parcheggi in strada. Perché invece di creare una stretta carreggiata e larghi marciapiedi, non si sono create delle rientranze negli stessi per mantenere almeno alcuni posti auto?
    piantumando o aggiungendo arredo urbano (ora presente, tra rastrelliere bici e panchine).

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  6. I paletti la metà delle volte sono orrendi, basterebbe fare costantemente sanzioni, se sai che parcheggiare sul marciapiede ti costa sicuro 40€ probabilmente la maggior parte non lo farebbe.

    C’è anche da dire comunque che nell’ultimo anno in Bovisa hanno almeno dimezzato i parcheggi, se non di più, ma i mezzi disponibili per raggiungere il quartiere sono gli stessi. Per chi rispetta il cds è invivibile.
    Poi finché si fa una via carina pedonale come questa ok, ma per esempio in via Durando togliere tutti i parcheggi lato Politecnico per avere un marciapiede largo 8-9 metri come fossimo in via Torino, interamente pavimentato, mi sembra assurdo. Si fosse sfruttato lo spazio per aiuole o arredo urbano ok ma per avere tutto pavimentato a quel punto ci tenevamo i parcheggi, come nel tratto dopo verso via Cosenz dove li hanno lasciati e il marciapiede è comunque largo 4-5 metri – direi più che sufficiente per via Durando.

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  7. I dissuasori li chiedo da circa tre anni per l’adiacente Via Broglio martoriata dal parcheggio selvaggio e dal passaggio dei circa 80 autobus giornalieri.
    Risposta del Comune?
    Non è possibile.
    Di fatto il parcheggio selvaggio è tollerato e addirittura agevolato dalle modalità di gestione del traffico.
    Una vera schifezza.

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  8. E continuerà a succedere. Non è che togliendo i parcheggi dall’oggi al domani scompaiono le auto. Trovo offensivo da cittadino che paga le tasse sentirmi dire “usa la bicicletta”, se non vuoi che possa usare l’auto mi devi potenziare i mezzi come Dio comanda. Orari notturni prolungati per le metro, bus e tram a frequenza maggiore e capillare, che non mi costringano a farmi 2 km a piedi per andare alla fermata dove poi aspettare (se va bene) 30 minuti. Fintanto che questo non succede, sentirmi dire che devo usare la bici è offensivo, pago le tasse e voglio i servizi, se non me li dai sarà scelta mia decidere quale mezzo privato usare

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