In occasione della Milano Design Week 2026, arriva in Monte Rosa 91 “Cemento Vivo”, mostra fotografica di Davide Canella, promossa da Heidelberg Materials e realizzata in collaborazione con Urbanfile | Dodecaedro Urbano. L’esposizione sarà visitabile dal 21 al 26 aprile 2026.
Il progetto propone una lettura del paesaggio urbano italiano attraverso un elemento tanto diffuso quanto spesso dato per scontato: il cemento, inteso non solo come materiale costruttivo ma come chiave interpretativa delle trasformazioni sociali, economiche e architettoniche del Paese.


Milano e Bari in dialogo
Al centro della mostra ci sono 13 scatti in bianco e nero, realizzati prevalentemente nelle ore dell’alba o del tramonto, momenti in cui la luce enfatizza la matericità delle superfici e le texture delle architetture. Le immagini, firmate da Davide Canella, mettono in relazione Milano e Bari attraverso un equilibrio costante tra ambiente, costruito e presenza umana.
Per Milano, il lavoro si concentra su dettagli e stratificazioni che evitano l’immagine più canonica della città: dalla Torre Velasca, riletta attraverso i suoi elementi strutturali, fino agli scenari contemporanei tra Fondazione Prada, piazza Gae Aulenti, il Belvedere di Palazzo Lombardia e CityLife. Ne emerge una città fatta di volumi sovrapposti e funzioni che convivono, dove il cemento agisce come infrastruttura silenziosa ma continua.

A Bari, invece, il racconto si apre a infrastrutture e contesti più eterogenei: il Ponte Adriatico, lo Stadio San Nicola, il porto e i quartieri storici costruiscono una sequenza in cui il cemento dialoga con materiali più antichi, come il tufo, e con la memoria urbana. Qui il costruito appare come risultato di sovrapposizioni successive, tra permanenze e trasformazioni.


Il percorso espositivo è costruito per rimandi visivi e concettuali: geometrie, superfici e dettagli – dal corpo umano alle strutture architettoniche – si richiamano tra loro, dando forma a una narrazione coerente e stratificata in cui il cemento diventa elemento di connessione più che semplice soggetto.
In questo equilibrio si inserisce anche la riflessione dell’autore:
«La mia fotografia si costruisce intorno a un equilibrio dinamico dato da tre elementi: ambiente, cemento e presenza umana – spiega Davide Canella – La figura umana rappresenta la bussola per decidere cosa merita attenzione, un ancoraggio visivo che fa da punto di equilibrio tra l’ambiente e il cemento».

Materia e fotografia
Elemento centrale dell’allestimento è il supporto delle opere. Le fotografie sono stampate su pannelli spatolati in microcemento bianco, una scelta che rafforza la continuità tra immagine e materia e sottolinea la dimensione fisica del racconto.
Il cemento diventa così sia soggetto sia superficie. I pannelli, montati su cavalletti, richiamano la fotografia di grande formato e il lavoro su banco ottico adottato da Canella: un approccio che privilegia tempi più lenti, attenzione alla composizione e costruzione consapevole dell’immagine.

Heidelberg Materials
Heidelberg Materials nasce dall’evoluzione di realtà storiche come Italcementi e Calcestruzzi ed è oggi uno dei principali gruppi internazionali nel settore dei materiali per le costruzioni.
Presente in Italia dal 1864, l’azienda ha contribuito alla realizzazione di importanti opere infrastrutturali e architettoniche, accompagnando nel tempo lo sviluppo del Paese. Oggi il percorso si orienta verso soluzioni sempre più sostenibili e innovative.
Davide Canella
Davide Canella, classe 1999, si forma a Milano presso la CFP Bauer e si avvicina al fotogiornalismo durante gli anni della pandemia. Nel corso della sua attività collabora con agenzie e testate nazionali, tra cui ANSA e Il Giorno, seguendo i principali eventi tra Milano e il Nord Italia.
La sua ricerca mantiene al centro la relazione tra figura umana e contesto, con uno sguardo che unisce approccio documentario e attenzione alla costruzione dell’immagine.
Dal 2023 è parte del collettivo fotografico indipendente MEMORA, con cui sviluppa progetti legati alla documentazione delle trasformazioni contemporanee e delle esperienze individuali all’interno di fenomeni collettivi.
