Milano, Vaiano Valle.
Vaiano Valle è una delle zone meno conosciute e abitate di Milano, in gran parte perché il suo territorio è occupato dal Parco Agricolo Sud Milano.
A Milano torna al centro del dibattito il futuro di Vaiano Valle Nord, l’area posta ai margini sud-est della città, tra il tessuto urbano, il Parco Agricolo Sud Milano e le campagne ancora attive. Le prese di posizione di cittadini, comitati e associazioni territoriali hanno infatti acceso i riflettori sul progetto edificatorio previsto nella zona, aprendo una riflessione più ampia sul modello di sviluppo urbano che Milano intende perseguire nei prossimi anni.
Secondo i residenti e diversi osservatori ambientali, Vaiano Valle non può essere considerata un semplice “vuoto urbano” da urbanizzare, ma rappresenta uno degli ultimi delicati margini ecologici della città. Un’area che svolge funzioni ambientali importanti: mitigazione climatica, connessione ecologica tra città e campagna, tutela della biodiversità e contenimento delle isole di calore che ormai interessano sempre più quartieri milanesi.







Il tema, del resto, si inserisce in una discussione sempre più centrale anche nelle politiche urbane europee: quella del consumo di suolo. In una città che negli ultimi anni ha visto una fortissima pressione edilizia, cresce infatti il confronto tra chi sostiene la necessità di continuare a costruire e chi invece chiede di concentrare gli interventi sulle numerose aree già compromesse o dismesse presenti sul territorio urbano.
Nel dibattito viene ricordato come Milano disponga già di vaste superfici da rigenerare: ex comparti industriali, aree ferroviarie dismesse, vuoti infrastrutturali e immobili incompiuti che potrebbero accogliere nuove volumetrie senza compromettere ulteriormente il suolo naturale residuo. Una visione che punta quindi a passare da una logica di espansione urbana a una di “riciclo urbano”.
Da qui la proposta avanzata da alcune associazioni: avviare un percorso di compensazione urbanistica che consenta di trasferire i diritti edificatori previsti a Vaiano Valle verso aree già impermeabilizzate o degradate della città. Parallelamente si immaginano interventi ambientali e paesaggistici per rafforzare il margine agricolo del Parco Sud, con nuove alberature, siepi, boschetti urbani e il recupero delle reti d’acqua.





Il tema tocca inevitabilmente anche il delicato equilibrio tra interesse pubblico e diritti edificatori acquisiti nel tempo dai privati. Tuttavia, secondo i promotori di questa linea, la pianificazione urbana contemporanea dovrebbe ormai tenere conto prioritariamente della crisi climatica e della salvaguardia del capitale naturale urbano.
In molte città europee — e in parte anche a Milano — si stanno già sperimentando strategie simili: depavimentazioni, rinaturalizzazioni, recupero di aree dismesse e trasferimenti di volumetrie da aree sensibili verso comparti da rigenerare. Proprio per questo Vaiano Valle potrebbe diventare un caso emblematico per Milano: non soltanto un conflitto tra edificazione e ambientalismo, ma un banco di prova per capire se sviluppo urbano e tutela ecologica possano davvero convivere nella città del futuro.

Nel frattempo, però, il nucleo originario del borgo di Vaiano Valle sta andando in malora, una serie di cascine antiche che stanno crollando circondate dal degrado di insediamenti abusivi che si sono tenuti nel corso degli anni. Questo andrebbe recuperato e salvaguardato.



Area di progetto: VAV1, VAV3, VAV4
- Referenze immagini: Archi Tekton, Roberto Arsuffi, Google Map
- Vaiano Valle, Via dell’Assunta, Via Marco d’Agrate, Masterplan, Parco Agricolo Sud Milano
“Milano | Vaiano Valle – Costruire o preservare?”
“…in gran parte perché il suo territorio è occupato dal Parco Agricolo Sud Milano.”
E ci si pone anche la domanda?
Io vedo molto bene un city life 2
In questo caso il dibattito mi sembra pretestuoso, Dall’immagine pubblicata del supposto progetto di edificazione direi che l’area interessata sarebbe piuttosto limitata rispetto alla vastità dell’intero territorio che va sotto la denominazione di Vaiano Valle. Inoltre le frange meridionali del tessuto urbano esistente costituiscono un perimetro urbano non solo disomogeneo ma anche già punteggiato da edificazioni di bassissimo livello architettonico e da altre di vero degrado. Il punto vero è, a mio avviso, prima di tutto di carattere urbanistico, cioè dovrebbe trattarsi di uno sviluppo edificatorio arioso, con molto verde non solo ad uso pubblico, ma anche nell’ infracostruito. L’importante è che non si riproducano le nefandezze iper speculative tipo Cascina Merlata. Per il resto certo la vasta area di Vaiano Valle dovrebbe essere tutelata e meglio gestita a vantaggio della metropoli,
Se milano si deve espandere devono nascere quartieri all’inglese. No condomini, BASTA. se qualcuno legge e conta nel tavolo delle decisioni deve tenerlo in conto.
In effetti a Milano vi sono ancora molte aree in degrado, ex fabbriche, capannoni e palazzi vuoti. Perché togliere sempre il verde, di cui la Giunta attuale è specialista?
È una battaglia persa in partenza
Giustamente l’ articolo pone l’ accento sulla necessità di costruire rigenerando i territori urbani abbandonati, senza consumare ulteriore suolo naturale e dunque: sempre in zona sud est della città, a distanza piuttosto breve da Vaiano, c’è una vasta zona vuota, situata tra il parco Alessandrini e piazzale Bologna; perchè quest’ area rimane così com’è , degradata e vuota da anni e si pensa invece, come sempre sbagliando, di cementificare un’ area agricola intatta?
Il comune può far sapere a noi cittadini come funziona veramente l’ amministrazione del territorio a Milano?
Non vorrei che il PA Vaiano Valle Nord sia solo un inizio di una futura urbanizzazione dell’area.
Serve riqualificare ma con senso. Grattacieli così alti previsti nel progetto del PA forse non ne servono in una zona del genere