Milano, Trasporti.
Luglio 2026. La Giunta comunale ha approvato gli indirizzi che consentiranno ad ATM di avviare Milano Metro Retail, il piano di valorizzazione commerciale e riqualificazione degli spazi presenti nei mezzanini delle stazioni delle linee M1, M2 e M3.
L’intervento prevede un investimento complessivo di oltre 21 milioni di euro, interamente finanziato da Altarea Italia, operatore specializzato nel travel retail e nella rigenerazione urbana sostenibile, individuato da ATM attraverso una procedura competitiva. L’operazione non comporterà alcun onere economico per il Comune di Milano.
Il progetto comprende la ristrutturazione, dove necessario, di tutti gli spazi commerciali presenti nelle stazioni delle tre linee storiche della metropolitana, con un investimento di 7,3 milioni di euro, oltre alla riqualificazione di nove stazioni: Duomo (M1-M3), San Babila (M1-M4), Cadorna (M1-M2), Cairoli, Cordusio, Porta Venezia, Lima, Gioia e Wagner, per un ulteriore investimento di 13,8 milioni di euro.



Il piano prevede inoltre la possibilità di estendere gli interventi ad altre stazioni, tra cui Lampugnano e alcune fermate situate nelle aree più periferiche della città, con l’obiettivo di migliorare qualità e servizi anche al di fuori del centro.
La delibera introduce anche una serie di garanzie a tutela dell’interesse pubblico. ATM e Altarea Italia dovranno infatti favorire un’offerta commerciale che riservi spazio ai servizi di vicinato, alle attività di pubblica utilità e alle iniziative dedicate alla mobilità sostenibile. Gli effetti economici e gestionali dell’operazione saranno inoltre monitorati attraverso un sistema di controllo condiviso con l’Amministrazione comunale.
È stato inoltre precisato che i contratti di locazione già in essere non subiranno modifiche e che il passaggio al nuovo modello gestionale avverrà in maniera graduale: oltre l’80% delle superfici attualmente occupate andrà infatti in scadenza solo a partire dal 2034.
Come ha spiegato l’assessora alla Mobilità Arianna Censi, «la riqualificazione degli ambienti delle stazioni contribuirà a rafforzare il ruolo dell’infrastruttura del trasporto pubblico e a valorizzarne gli spazi. L’incremento delle locazioni trasformerà le aree commerciali della metropolitana in luoghi più moderni, sicuri e accoglienti».





L’iniziativa appare certamente opportuna. Da anni molti spazi commerciali nei mezzanini delle stazioni versano infatti in condizioni di degrado o risultano inutilizzati, restituendo un’immagine poco curata della rete metropolitana. Resta tuttavia qualche interrogativo sulla reale capacità del mercato di assorbire nuove superfici commerciali, considerando le difficoltà che il commercio tradizionale sta attraversando anche in superficie, dove il numero di negozi sfitti continua ad aumentare in numerose vie della città.
Più in generale, l’operazione conferma una tendenza ormai evidente: la gestione e la valorizzazione di molti spazi pubblici viene progressivamente affidata a soggetti privati, chiamati a investire dove le risorse pubbliche non sono sufficienti. In questo caso il risultato potrebbe essere positivo dal punto di vista della qualità degli ambienti e della riqualificazione di circa 17.000 metri quadrati di spazi oggi spesso trascurati.
Esiste però anche un tema che merita particolare attenzione: quello della tutela dell’identità architettonica delle stazioni storiche della metropolitana milanese.
Le stazioni della Linea 1, inaugurata nel 1964, rappresentano infatti uno dei più importanti esempi di design applicato allo spazio pubblico. Il progetto degli interni, della segnaletica e degli arredi fu affidato a Franco Albini e Franca Helg, con il contributo del graphic designer Bob Noorda. Un lavoro innovativo, premiato nel 1964 con il Compasso d’Oro, che ha fatto scuola a livello internazionale e ancora oggi costituisce uno degli elementi identitari della metropolitana milanese.



Nella documentazione finora resa pubblica non sembrano però emergere indicazioni esplicite sulla conservazione di questo patrimonio progettuale. Sarebbe auspicabile che ogni intervento di riqualificazione, pur introducendo nuove attività commerciali e servizi, avvenga nel pieno rispetto del linguaggio architettonico originale, evitando sovrapposizioni, allestimenti invasivi o soluzioni che possano alterare il disegno concepito da Albini e Noorda.
La sfida sarà quindi quella di trovare un equilibrio tra innovazione e conservazione: rendere le stazioni più vive, funzionali e attrattive senza sacrificare un patrimonio di design che rappresenta una delle eccellenze della Milano del Novecento e che merita di essere tramandato alle future generazioni.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
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