Milano | San Siro – Il TAR boccia i ricorsi: il nuovo stadio è sempre più vicino

Milano, San Siro.

Ottobre 2026. Un altro ostacolo viene rimosso dal già lunghissimo percorso che dovrebbe portare alla costruzione del nuovo stadio di San Siro e alla completa trasformazione dell’area che da un secolo ospita il Giuseppe Meazza.

Il TAR della Lombardia si è infatti pronunciato sui cinque ricorsi presentati contro gli atti che hanno accompagnato la vendita dello stadio e delle aree circostanti a Milan e Inter: uno è stato respinto nel merito, mentre gli altri quattro sono stati dichiarati inammissibili per ragioni processuali. Alcuni dei procedimenti affondavano le proprie radici addirittura nel 2022.

Si chiude così, almeno per il momento, uno dei principali fronti giudiziari aperti contro l’operazione. Dopo anni di ricorsi, proteste, raccolte firme e tentativi di fermare il progetto, anche questo passaggio si conclude dunque senza modificare il percorso intrapreso dall’Amministrazione comunale e dai due club.

Il punto di svolta era arrivato il 5 novembre 2025, con il rogito attraverso il quale la società Stadio San Siro S.p.A., controllata da Milan e Inter, ha acquistato dal Comune di Milano il Meazza e il compendio immobiliare circostante per 197 milioni di euro. Da quel momento i due club sono diventati proprietari dell’area sulla quale intendono costruire il nuovo impianto.

Intanto procede l’iter urbanistico

Quasi contemporaneamente alla sentenza del TAR procede anche l’iter amministrativo. Proprio martedì 6 ottobre, dalle 17 alle 19 all’Acquario Civico, è in programma il secondo forum pubblico relativo alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della proposta di Piano Attuativo della Grande Funzione Urbana San Siro.

Durante l’incontro vengono illustrati ai cittadini il Piano Attuativo e il Rapporto Ambientale, raccogliendo osservazioni e contributi. La documentazione è disponibile dal 18 settembre e le osservazioni potranno essere presentate fino al 1° novembre 2026.

Il Piano prevede una trasformazione ben più ampia della semplice sostituzione dello stadio.

Il primo stralcio comprende infatti lo spostamento del tunnel Patroclo, la costruzione della nuova arena e la successiva demolizione di gran parte del Meazza. Il secondo riguarderà invece la rifunzionalizzazione della porzione dello storico stadio che verrà conservata, la costruzione delle altre funzioni private – prevalentemente terziarie e commerciali – e la sistemazione delle aree verdi. Circa 80.000 metri quadrati di verde dovrebbero essere ceduti al Comune.

Ed è proprio qui che l’operazione assume sempre più chiaramente i contorni di una gigantesca trasformazione urbanistica.

Secondo gli scenari contenuti nella documentazione della VAS, una volta demolita la maggior parte del Meazza potrebbero infatti sorgere nove edifici principali, con altezze variabili indicativamente fra 5 e 17 piani, ai quali si aggiungerebbero quattro costruzioni più basse. Complessivamente si parla di circa 98.000 metri quadrati destinati soprattutto a uffici, alberghi e attività commerciali. Le configurazioni illustrate sono ancora scenari e non rappresentano quindi il progetto architettonico definitivo.

Del vecchio Meazza dovrebbe invece sopravvivere una porzione delle tribune, destinata a essere recuperata e inserita nel nuovo sistema di spazi e funzioni.

Il nuovo stadio

Per vedere finalmente l’aspetto della nuova arena bisognerà attendere ancora qualche settimana. Il progetto è affidato agli studi internazionali Foster + Partners e MANICA, guidati rispettivamente da Norman Foster e David Manica. Milan e Inter avevano annunciato la collaborazione nel settembre 2025 con l’obiettivo di realizzare un impianto contemporaneo, più confortevole e maggiormente orientato ai ricavi rispetto all’attuale Meazza.

Le prime indicazioni parlano di uno stadio da circa 71.500 spettatori, dei quali oltre 13.000 posti premium. Il progetto – e soprattutto i primi rendering, che finalmente permetteranno di capire quale architettura sia stata immaginata per la nuova “Scala del calcio” – dovrebbe essere presentato tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2026.

Il calendario rimane molto serrato. Comune, Regione e club puntano a completare le procedure autorizzative entro l’estate del 2027, con l’obiettivo di aprire il cantiere nella seconda metà dello stesso anno.

Il nuovo stadio dovrebbe quindi essere completato e operativo nel 2031, consentendo a Milano di candidarlo tra gli impianti italiani destinati a ospitare Euro 2032. Solo successivamente si potrà procedere con la demolizione della maggior parte del vecchio Meazza e con le successive fasi di trasformazione dell’intero comparto.

Insomma, dopo anni di discussioni, progetti presentati e accantonati, polemiche politiche e battaglie giudiziarie, il nuovo San Siro sembra diventare sempre meno un’ipotesi e sempre più un progetto concreto.

Naturalmente il percorso non è ancora concluso e restano diversi passaggi amministrativi e progettuali da affrontare. Ma con la decisione del TAR del 6 ottobre 2026 viene meno un altro degli ostacoli che avrebbero potuto rimettere in discussione l’intera operazione.

Ora manca soprattutto ciò che, almeno dal nostro punto di vista, suscita maggiore curiosità: vedere finalmente che aspetto avrà il nuovo stadio e, soprattutto, quale pezzo di città prenderà forma attorno ad esso.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Duepiedisbagliati;
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4 commenti su “Milano | San Siro – Il TAR boccia i ricorsi: il nuovo stadio è sempre più vicino”

  1. Non capisco il TAR: su basi incomprensibili a noi comuni mortali, talvolta boccia le idee del comune e/o soggetti coinvolti, talvolta dà il via libera a tutto favorendo comune e/o soggetti coinvolti. Circa l’articolo, francamente non vedo tutto questo bisogno di altri alberghi (dato che ne abbiamo in tutti gli angoli e non sono mai pieni, tantomeno sono pieni tutto l’anno); non vedo neanche la necessità di uffici poiché non siamo più negli anni 70 / 80 ma siamo per fortuna o purtroppo nell’era dello smart working e della riduzione drastica di dipendenti sia nel pubblico e nel privato. Per l’aspetto commerciale ho già capito cosa sarà… Alla fine ok all’ennesima speculazione per fare favori ed interessi dei soliti 3 – 4 soggetti (a discapito o a favore? della città…dinanza). Ora scommetto che riceverò una lunga serie di insulti…

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  2. Non passerà molto tempo che potremo “leggere” i giudizi accusatori delle generazioni future per aver permesso la demolizione di San Siro, indiscusso Tempio dell’intrattenimento sportivo, musicale ecc.. di Milano. Unico nel suo genere, imponente e brutale ma allo stesso tempo elemento distintivo del paesaggio costruito della città e della sua storia più recente.

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  3. Premetto che sono sempre per il fare….
    Pero’ abbattere lo stadio piu’ importante ed ionico del pianeta e’ come abbattere il duomo!
    Vergogna!
    Soluzioni ce ne erano sicuramente!
    Poi ripeto nuove strutture etc etc sono sempre ben accette, ma la soluzione doveva e poteva essere differente!
    State abbattendo un MONUMENTO PATRIMONIO DEL MONDO!

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