Milano, Porta Romana.
Dicembre 2025. Nei primi giorni di novembre sono cominciati i primi interventi di segnaletica orizzontale per la realizzazione della ciclabile Beats (acronimo di Bagolari East to South, dagli alberi di bagolaro che caratterizzano queste vie). Il progetto è risultato vincitore del bando BICI – Bloomberg Initiative for Cycling Infrastructure, promosso da Bloomberg Philanthropies. Grazie a questo riconoscimento, il Comune di Milano ha ottenuto un finanziamento di 400mila dollari per la sua realizzazione.
I lavori, a inizio dicembre, non sono ancora terminati e, rispetto all’ultima nostra visita, la nuova configurazione sta finalmente prendendo forma. Le ciclabili in via Giulio Romano sono ormai quasi completate: manca soltanto il tratto all’altezza della chiesa di Sant’Andrea, dove è ancora attivo, sul lato opposto, il cantiere per gli interventi alle tubature (o ai cablaggi) dei sottoservizi di fronte al civico 29.
La nuova disposizione — criticata da molti — prevede l’eliminazione dei parcheggi a pettine tra le alberature, l’introduzione della corsia ciclabile e, come protezione per i ciclisti, la disposizione dei parcheggi in linea lungo la carreggiata. In teoria, il parterre asfaltato dove si trovano i fori delle alberature dovrebbe essere depavimentato nel prossimo futuro (lo speriamo). Naturalmente la carreggiata si è ridotta ad una sola corsia, ma teniamo presente che nella via è anche presente un istituto scolastico che richiede alle vetture una velocità ridotta per la sicurezza dei bambini.
All’altezza del civico 21, probabilmente per permettere al gommista di far accedere le vetture nell’officina, la situazione è rimasta invariata per almeno tre stalli (foto di seguito).

Al momento i lavori sono ancora in corso e non possiamo sbilanciarci troppo, ma auspichiamo che vengano eliminati del tutto i parcheggi dal parterre sterrato lungo la Scuola Primaria “Giulio Romano”, impedendo la sosta come avveniva in passato. Un’altra annotazione, segnalataci anche da alcuni cittadini, riguarda il rischio che l’apertura degli sportelli delle auto parcheggiate possa colpire chi percorre la ciclabile. Nonostante la ciclabile sia abbastanza larga, le auto spesso invadono con le ruote la linea continua. Per evitare questo problema, il Comune potrebbe valutare l’installazione di un cordolo in cemento che funga da ulteriore separazione e costringa le auto a parcheggiare correttamente in linea.


Sono stati inoltre collocati dei dissuasori (anche se manca ancora qualche elemento) in via Altaguardia, poco prima dell’incrocio con via Giulio Romano, allo scopo di creare una sorta di gincana che rallenti la velocità dei veicoli.




All’appello manca ancora l’intervento previsto in via Piacenza fino a piazza Bruno Buozzi. In compenso, abbiamo potuto constatare che le ciclabili risultano già piuttosto frequentate: nel quarto d’ora in cui abbiamo effettuato il nostro sopralluogo fotografico abbiamo contato una ventina di ciclisti — uno dei quali procedeva però contromano.












Via Piacenza.


- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Piste ciclabili, Bici, Pista Ciclabile, VenTo, Bloomberg, progetti, ciclabili, Beats
E’ possibile vedere il progetto con a cui si intendono investire 400.000 dollari? Per ora sono state tracciate le solite righe gialle per terra, con misure del tutto inadeguate.
Vorrei poter valutare da un disegno la larghezza delle piste ciclabili, dei parcheggi e delle carreggiate.
Nessuna delle tre è di misura corretta, tutto troppo stretto.
Questo rende pericoloso sia il procedere in bici, sia il parcheggio che la viabilità principale.
I progetti in genere servono a questo, valutare sulla carta prima di disegnare per terra la fattibilità di un’idea!
Forse la pista non può essere su due lati, forse i parcheggi a spina possono rimanere da un lato e dall’altro fare la pista a doppio senso… forse forse forse … se si pensasse prima di agire per far vedere che si fa qualcosa, sarebbe meglio.
Un’intelligenza artificiale avrebbe fatto meglio.
Aspettiamo che gli errori vengano corretti (moderare la velocità di vi alta guardia? Ma avete visto quanto è corta e che traffico passa da lì?
PAROLE PAROLE PAROLE senza nessun pensiero alla base e poi FATTO MOLTO MALE
Hai fatto una proposta totalmente fuori dal mondo. L’unica cosa che ti interessa è salvaguardare i posti auto, almeno ammettilo invece di criticare una delle poche ciclabili realizzate bene. Vi lamentate dell’inquinamento, poi quando c’è una proposta per rendere più democratica una strada e depavimentare vi nascondete dietro al vostro pc per criticare. In una città civile questa è la normalità: una strada con verde, ciclabile, parcheggi e carreggiata. Se fosse per voi vivremmo in un parcheggio a cielo aperto, cosa che purtroppo Milano in molti punti lo è già.
Conosco personalmente una persona che ha lavorato su questo progetto. Innanzitutto, va specificato che per questioni economiche e pratiche (vedi mercato settimanale) è un intervento leggero e non definitivo. Si spera in un futuro prossimo di poterlo rendere tale. Posso confermare che il progetto è stato fatto secondo la normativa. La larghezza delle corsie ciclabili rispetta i minimi di legge (1,50 m) e consente anche il sorpasso tra bici. Le corsie per le auto rispettano anch’esse i minimi di legge (2,75 m), e sono il contrario di pericolose, poiché costringono le auto a procedere più lentamente. Infine, gli stalli per la sosta sono pure loro a norma. Semplicemente le persone devono abituarsi a parcheggiare dentro le strisce senza avere il cordolo del marciapiede che le aiuti a prendere le misure. Io sono il primo, quando serve, a criticare l’operato della giunta in fatto di mobilità, ma in questo caso l’intervento (ribadendo la sua natura non definitiva) è in generale positivo.
Grazie per la spiegazione.
Allora fargli i complimenti per il capolavoro che ha realizzato.
Non capisci il punto… il problema non è la velocità delle macchine, è la visibilità. Anche quando le macchine parcheggiano regolamente dentro gli stalli, queste coprono la visibilità della strada quando si esce dai condomini. Se la manovra viene fatta in retromarcia è ancora più pericoloso. Quindi la progettazione sarà pure corretta su carta, ma sbagliata in pratica (la larghezza delle carreggiate deve permettere la manovra in sicurezza).
Bastava andare a fare un sopralluogo per capirlo,.
Forse era più comodo progettare dall’ufficio basandoci sulle norme di legge…
Ma è lo stesso problema anche di tanti incroci, strisce blu fin quasi all’angolo e auto parcheggiate regolarmente, sottolineo regolarmente per anticipare i soliti commenti indignati, che impediscono la visuale di chi si immette in careggiata.
Anche qui non serviva un genio per pensarci prima.
La questione della visibilità è importante, ed sono d’accordo che spesso in questo caso si perdono i pezzi. Basti vedere anche la ciclabile in via Foppa, dove nei pressi di alcuni passi carrai sono stati piantati dei cespugli molto alti che ostruiscono la visuale. Non per niente, i condomini interessati hanno tagliato o fatto tagliare alcuni dei cespugli per estendere la visuale. Per fortuna questi, per quanto fastidiosi, sono problemi facilmente risolvibili. È già più problematico quando vengono fatti interventi in struttura, definitivi e più costosi, che presentano criticità simili. Al di là di ciò, l’intervento in Giulio Romano, per quanto migliorabile, è generalmente positivo.
Se lei esce dal Parco Solari e prende la ciclabile verso via Dezza, la visuale del ciclista, verso le auto provenienti dalla sua sinistra, ovvero da ovest, diciamo dal Lorenteggio, è perfettamente ostruita da una pianta fiorita molto alta , mi pare si chiami erba delle Pampas, “strategicamente” collocata in modo da far avvenire un incidente; qualunque pianta sia, messa in un giardino è molto bella senz’ altro ..ma chi le pensa queste cose, conosce forse anche quello?
Ma in che senso lavori provvisori? Come in corso B.Aires? Ovvero:la prima versione della ciclabile, poi anni dopo, la seconda ciclabile, quella definitiva, che però viene “fatta” e poi lasciata lì e poi viene avviato il cantiere e ci vogliono anni per terminarla? Non so a che livello fai parte del sistema che amministra Milano, dici tu che conosci un progettista, ma penso proprio che sia importante specificare, considerata la tua precisazione, se si tratta di velleitarismo o se avremo una ciclabile vera e propria, perchè se è giusto ridurre il traffico, limitare i parcheggi, poi non ci si può fermare di fronte al “mercato”, si trovino altre soluzioni.
Io conosco solo, non faccio parte di nessun sistema. Da quel che ho capito, quello di Giulio Romano è un intervento leggero per una questione di costi e per via del mercato settimanale. Credo che eventuali cordoli in pietra avrebbero ostacolato le manovre e il posizionamento dei furgoni degli ambulanti, ma non conosco i dettagli tecnici della questione. Se ci fosse una rete ciclabile fitta e continua, la chiusura al transito di una via per poche ore un solo giorno a settimana non sarebbe questo gran problema. Le bici si sposterebbero semplicemente su altri percorsi. La chiusura della ciclabile per il mercato è un problema adesso che non ci sono percorsi alternativi. Magari in futuro sposteranno il mercato e potranno creare una ciclabile in struttura. Ma intanto la soluzione migliore è continuare a costruire piste ciclabili in zona.
Quanto costano i dissuasori? Milano dovrebbe investire centinaia di euro per risolvere la questione dei parcheggi su marcipiedi e parterre!
Non è il costo il problema, ma la volontà di installarli. Molti condomini non ne fanno richiesta perché gli fa comodo il parcheggio sul marciapiede.
La congestione della via è aumentata terribilmente (ogni auto in manovra per parcheggiare o che deve svoltare intasa tutto il traffico, inoltre la visibilità sull’incrocio nei pressi della scuola e nettamente peggiorata. Per ottenere benefici sui ciclisti molto dubbi (la strada era molto larga in quel punto consentendo una distanza di sicurezza dalle auto che li sorpassavano
Se chiedi ai ciclisti che frequentano spesso la zona, il 99% ti dirà che preferisce la situazione com’è ora piuttosto che prima. È vero che la carreggiata prima era abbastanza larga da consentire il sorpasso, ma per lo stesso motivo consentiva anche alle auto di procedere a velocità folli, creando una situazione di pericolo non solo per le bici, ma anche per i pedoni, soprattutto i molti bambini che frequentano l’istituto scolastico di Giulio Romano. Adesso le auto sono costrette a procedere con prudenza, migliorando la sicurezza di tutti, automobilisti compresi. Ricordo inoltre che se la congestione della via è aumentata terribilmente, non è per l’intervento in sé, ma per il fatto che a Milano ci sono troppe persone che scelgono di spostarsi in auto nonostante possano scegliere modalità alternative. E non sto parlando di disabili o di persone che devono montare caldaie, ma di gente sana e senza carichi pesanti che si sposta da sola in un’auto da 5 posti solo perché “faccio quello che voglio, non potete dirmi cosa fare”. Queste persone, che sono una fetta consistente di chi si sposta in auto, rovina la festa a tutti, compresi quelli che hanno delle ragioni valide per usare l’auto. La via potrà anche essere più congestionata adesso, ma non per colpa dell’infrastruttura ciclabile, che invece spingerà tutte quelle persone che non hanno davvero bisogno dell’auto a muoversi in bici, e toglierà quindi un sacco di traffico da via Giulio Romano e dalla città in generale. Quindi, vi invito a ragionare attentamente sui benefici che le piste ciclabili porteranno ai cittadini, automobilisti inclusi.
Finalmente qualcuno che spiega bene tutto ciò che la gente in generale non capisce o non vuole capire.
In queste righe è spiegato perfettamente e senza giri di parole quello che un’intervento di questo tipo porta con i vantaggi per tutti e dove sta il problema ossia non nell’intervento stesso.
Bravissimo.
Dovrebbero stampare il tuo scritto e appenderlo ovunque in città.
Bravissimo.
Io penso queste cose da oltre 30 anni e lo comprendo perfettamente.
Ciao
Quindi, sig Nicolò, “gente sana e senza carichi pesanti che si sposta da sola in un’auto da 5 posti “, praticamente tutte, non può fare quello vuole ma deve chiedere cosa fare, e a chi ?
Si faccia vedere da uno bravo.
Grazie Alessandro!
Per Fede: non ho assolutamente la pretesa di dire a nessuno che cosa deve fare. Stavo riportando l’argomentazione che esce sempre alla fine quando tutte le altre argomentazioni contro la mobilità alternativa all’auto vengono smontate una dopo l’altra. Quello che sto dicendo è che una persona che ha la possibilità di muoversi a piedi, con i mezzi o in bici, ma decide comunque di farlo in auto, non può lamentarsi con nessuno se non con sé stesso/a e con chi altro ha avuto la stessa pensata se poi rimane imbottigliato/a nel traffico. E se la dovrà anche vedere con tutte le persone che sono costrette a spostarsi in auto perché non hanno alternativa e devono farlo con difficoltà anche per colpa sua. Non è una questione di libertà individuale, è una questione di responsabilità collettiva.
Ma non facciamo ridere i polli, ,“responsabilità collettiva”
Chi decide di usare i mezzi pubblici o la bici lo fa perché li trova più adatti e veloci per il percorso che deve fare oppure non possiede un auto, stessa cosa per chi invece usa l’auto per altri percorsi o perché per mille motivi non può fare altrimenti e poi perché saranno un po di ca22i suoi ?
“Non è una questione di libertâ individuale” Ma stiamo scherzando ?
bravo Nicolò sottoscrivo tutto
vai a piedi o con i mezzi e non rompere i maroni alberto
Lei sta ancora peggio di Nicolò.
“Si faccia vedere da uno bravo” “Lei sta ancora peggio di Nicolò”. Ma che modo di parlare è, cara (o caro) Fede? Su questo blog si discute, si dice la propria, e spesso ci trova anche in disaccordo, ma l’educazione e il rispetto non devono mai mancare, se lo ricordi.
Educato e rispettoso Sig Alex, se qualcuno le dicesse “vai a piedi e non rompere i maroni”, lo ringrazierebbe ?
Miopia totale. Si suppone che chi va in auto, in grande maggioranza non lo fa per bisogno. Si ignora completamente l’importanza di mezzi pubblici efficienti ANCHE per chi arriva da fuori Milano. Fin quando sarà un’odissea arrivare a Milano se abiti o lavori a 20km da Milano, le ciclabili non faranno altro che congestionare tutto, perché chi può spostarsi con altri mezzi a Milano già lo fa. Se abito a Caiazzo e devo andare in Porta Genova prendo la metro, ma lo facevo anche 10 anni fa. Se invece abito a Peschiera, ho molti problemi a raggiungere il centro di Milano, tra ritardi cronici dei mezzi, scioperi, traffico ecc. A meno che non pensiate che sia normale triplicare il tempo di commuting.
Ah e poi se abiti fuori, come torni a casa se fai tardi la sera? I treni non ci sono.
Continuate a autocompiacervi del vostro storytelling, basato su zero esperienza diretta di cosa deve fare un pendolare per muoversi a Milano.
Sarò in disco rotto, ma continuo a ripeterlo: la sosta temporanea davanti al portone di casa ( ad esempio x scaricare la spesa, o caricare una valigia) è diventata molto pericolosa, non si ha la visibilità in manovra in uscita, i nuovi stalli coprono la visuale.
Questa configurazione non garantisce gli spazi per manovrare in sicurezza.
Aspettiamo che, ahimè, qualcuno di faccia male per sistemare la situazione?
Chi ne risponderà in Comune in questo caso?
Se ritieni che ci sia un problema di visibilità intorno al passo carraio, invito il tuo condominio a fare richiesta al comune per impedire la sosta nei due stalli direttamente adiacenti al passo carraio tramite paletti dissuasori. Un’altra possibile richiesta per facilitare l’uscita dal passo carraio possono essere i classici specchi stradali rossi per vedere meglio chi sopraggiunge. In ogni caso, Urbanfile non è il posto giusto per avanzare tali richieste. Ti invito a contattare direttamente il comune, che sicuramente potrà esservi più utile. A patto che la richiesta sia ragionevole e fondata, e non solo un modo per gettare fango su un percorso ciclabile che migliora di molto la sicurezza di chi sceglie di spostarsi in bici. Se non vi fidate, chiedete a qualsiasi ciclista che frequenti la zona se preferisce adesso o prima.
Guardi, parla con la persona sbagliata, visto che faccio + di 5000km in bici all’anno ed a Milano mi sposto quasi esclusivamente con bike sharing.
Il problema sono gli stalli nuovi, messi in prossimità del carraio, che tolgono visibilità.
Al comune ovviamente ho già scritto tramite PEC, ma ritenevo giusto dare evidenza della cattiva progettazione anche su un forum pubblico che parla di architettura ed urbanistica
Perdonami, ma ci sono talmente tante persone in cattiva fede che non vedono l’ora di sbarazzarsi della ciclabile che devo sempre specificare. Se riesci a contattare il comune come condominio piuttosto che come singolo privato, sicuramente ascoltano più facilmente, soprattutto per la questione paletti dissuasori. In ogni caso, provo a rendere nota la questione nei vari gruppi di cui faccio parte. Il problema che sottolinei è diffuso, ed è lo stesso della sosta vietata in prossimità di incroci e strisce pedonali.
Il problema è la posizione della ciclabile lato numeri dispari e la nuova sistemazione degli stalli. Nessuno lato dispari parcheggia sui marciapiedi (fino ad adesso), tranne in prossimità dell’incrocio con Ripamonti (dove guardacaso c’è un parterre alberato…)
Per fare una cosa intelligente bastava far passare la ciclabile lato numeri dispari fra il cordolo del maciapiede e gli alberi (distanti ca. 1m-1.5m dal cordolo), arretrando la sosta a lisca.
Così i ciclisti avrebbero avuto una vera pista ciclabile protetta, e non si sarebbe creato il problema di sicurezza che c’è adesso.
Un ottimo intervento. Tutte le vie esageratamente larghe della città dovrebbe essere riqualificate così per mille ragioni. Le più importanti:
– rallentare le auto che causano morti e feriti in numero non tollerabile
– aumentare l’uso della bicicletta che è in assoluto il mezzo più efficiente e ecologico per muoversi in città
– proteggere gli spazi verdi abusivamente assediati dalla sosta selvaggia
– in prospettiva aumentare gli spazi verdi, depavimentando
In più questi sono interventi veloci da realizzare e poco costosi.
Avanti tutta, le auto in città devono andare piano e non essere più prioritarie.
morti e feriti li causa chi non rispetta il codice della strada ed indovina chi lo fa in modo sistematico?
Ottimo intervento. Ritengo però che, nell’ottica di risistemare la via, eliminare il parcheggio sul parterre (a maggior di fronte a una scuola) deve essere considerato di primaria importanza. Molti ignorano o non si soffermano sul fatto che quelle macchine, per andare a parcheggiare lì, devono percorrere un tratto di marciapiede esattamente dove camminano i pedoni e in questo caso i bambini. Un’assurdità consentita solo a Milano.
Da quello che ho sentito, a breve dovrebbero eliminare anche il parcheggio abusivo sul parterre alberato.
Molto bene, grazie
Ma a cosa serve ora quel marciapiede larghissimo? boh secondo me non ci capiscono una mazza dal comune. Le piste ciclabili i ciclisti normali le voglio a doppio senso e fuori dalla carreggiata. Fare ancora piste nella carreggiata vuol dire non aver capito una mazza ma va bene teniamoci sta giunta delle piste ciclabili ancora per un po. poi speriamo che i milanesi rimasti si sveglino, è anche vero che ci vuole qualcuno con le palle che dica apertamente che questa giunta ha fatto ridere sia per lo stadio che per le piste fatte a cazzo non parliamo di quella in buenos airesuna roba immonda.
Ma dov’e’ quell’ incrocio che si vede in foto ? Devo assolutamente evitarlo con tutti quei disegni sulla strada che distraggono dal da farsi. E purtoppo Mlano e’ piena di segnaletica che genera confusione su chi guida !
Ricordiamo che questo è il primo tratto di un LUNGO percorso ciclabile che verso ovest andrò verso il naviglio passando dal parco Ravizza,mentre verso nord percorrerà Papi-Tiraboschi-Libia-Cadore-Bronzetti. Dopo l’incrocio con Indipendenza ci sono in discussione due alternative per giungere comunque in piazza Bacone. SARA’ LUNGA… I municipi interessati sono un ottimo luogo per confronto e fare segnalazioni/proposte.
Il consiglio di zona aveva approvato un progetto di fare la ciclabile tra gli alberi e i marciapiedi soluzione più corretta e più sicura sia per i clicisti che per automobilisti. Faccio notare la pericolosità dell’uscita dei silos di Giulio Romano dove c è l’ invito sulla sinistra e non sulla destra che rende pericolosa l’uscita dei veicoli che girano a destra verso via Crema. Speriamo di stare tutti bene perché il traffico è aumentato notevolmente e le corsie strette non faranno passare velocemente i mezzi di soccorso, vigili del fuoco, polizia ecc. Anche la follia dei semafori all’ incrocio di via Giulio Romano e via Crema con una nuova segnalazione insufficiente e abbastanza incompressibile che crea più traffico più inquinamento ecc. Diciamo che tutti gli interventi in zona sono specchietti per allodole ma ne avevamo bisogno fatti in questo modo per me no si poteva fare molto meglio. Un abitante della zona.
L’intervento ci voleva, Giulio Romano (che attraverso ogni giorno) era un’autostrada dove le velocità folli delle auto mettevano a rischio tutti , pedoni , bici ed auto stesse. Almeno adesso le velocità si sono ridotte, i parcheggi anche ma non in misura esagerata. Bisognerà attendere la fine dei lavori per giudicare e che le persone si abituino alla nuova segnaletica; se tutti rispettassero le regole l’intervento risulterebbe efficace. I parcheggi abusivi sugli alberi in Giulio Romano lato scuola vanno eliminati a maggior ragione adesso che vanno a restringere la ciclabile se parcheggiate con il frontale che spunta sulla ciclabile appunto. Ci sono tanti lavori in zona (Via Palladio, Piazza Trento, Via Crema , Via Piacenza) per cui la circolazione non è fluida come spero sarà terminati tutti questi lavori .
Scusate, io non sono del mestiere come voi. Quindi in 40 metri di larghezza, è un bel risultato avere 2 corsie auto al minimo di legge, due ciclabili al minimo di legge, e due file di parcheggi, più i marciapiedi? Con le ciclabili addirittura non protette dagli sportelli dei parcheggi, e con oggettive difficoltà nell’ingresso e uscita dai condomini e nel carico scarico?
Perché le ciclabili non sono state previste accanto ai marciapiedi, ben protette dai filari di alberi? Se c’era un modo di preservare parte dei parcheggi o delle carreggiate, perché non seguirlo dando comunque spazio e decoro a ciclisti e pedoni?
Mi sembra che siamo al livello che piuttosto che niente, meglio qualcosa. Mediocre. Se in un viale del genere riusciamo a tirar fuori un risultato pratico così misero, non stupiamoci degli scempi alla viabilità che stanno portando avanti dove lo spazio è inferiore.
Città metropolitana di Milano 3 milioni e mezzo di persone.
E gli integralisti della pedalata scambiano la nostra città per Pavia o Piacenza.
Ogni giorno dall’Hinterland (luogo che i nostri biciclettari non conoscono, al contrario di Amsterdam o Den Haag) entrano in città 650.000 auto
La vostra battaglia culturale è fallimentare, l’unica verità è la realtà
Primo, posso assicurarti che i molti “biciclettari” che vivono nell’hinterland lo conoscono bene, anche meglio di te probabilmente, visto che non lo vedono solo dal finestrino dell’auto. Secondo, il report mobilità 2024 di AMAT dimostra che a malapena il 30% degli spostamenti interni a Milano avviene in auto. Visto che ti piacciono i numeri, vai a dargli un’occhiata, a meno che non ti piacciano solo quelli che ti fanno comodo. Terzo, se abbiamo un problema, non si capisce perché non possiamo risolverlo. Qual è la tua argomentazione esattamente?
La mia argomentazione? Facile, volete modificare le abitudini di centinaia di migliaia di persone perché pensate di essere nel giusto. Quasi da setta messianica choosy.
E i cambi imposti dall’alto non mi sono mai piaciuti. Conosci il costruttivismo e/o il realismo?
Quando vedrò le sciure di Milano pedalare sotto la pioggia e il ghiaccio a Febbraio, i tempi saranno maturi per la tua visione Nicolò. Ma prima di quel momento è solo una costosissima propaganda con pezzi qua e là -inorganici- di pista ciclabile (quella nuova di corso Sempione non si collega né a viale Certosa, né a citylife, né a Chinatown)
Cambiamento imposto dall’alto? Ma seriamente? Ma lo sai che la maggior parte delle piste ciclabili sono state progettate e costruite solo dopo che moltissimi cittadini e cittadine che usano la bici hanno con grande fatica spinto il comune a fare qualcosa, tramite petizioni e proteste? Persone che rappresentano il 7% degli spostamenti a Milano, quasi 1/3 degli spostamenti con mezzo privato come conducente (23%). Non mi sembra proprio un cambiamento imposto dall’alto, semmai il contrario. E il tuo approccio per decidere quando saranno maturi i tempi è puramente empirico e soggettivo, visto che è basato sul nulla. Qual è il numero esatto di sciure che devono pedalare sotto la pioggia? Sopra quale età devono essere? Cioè, di cosa stiamo parlando? Nessuno ti impone niente, continua a spostarti come ti pare, valuterai tu qual è il modo più efficiente. E se proprio ti danno fastidio questi cambiamenti, organizza una bella manifestazione in auto come hanno fatto a Roma. È stata un successone!
Bravo Nicolò.
La gioventù è più istruita degli anziani 60enni
Con quello che scrivi confermi quello che ti sto dicendo: non siete altro che una minoranza che vuole imporre la propria agenda.
Facciamo così, quando il 51% di chi va a scuola (dalle elementari all’università) userà la bicicletta per muoversi allora si che varranno la pena questi investimenti.
Ne riparliamo tra 44 punti percentuali
Quindi karg non dovremmo nemmeno fare gli scivoli per disabili secondo la tua balzana teoria della maggioranza.
E nemmeno gli ascensori per le carrozzine.
Guardacaso le megalopoli asiatiche (altro che i 3 milioncini di Milano) sono quelle dove si usano di più i mezzi a due ruote. Chissà perché?!? Nell’area metropolitana di Tokyo (giusto per non dire che vanno in bici solo i poveracci) che da sola copre l’equivalente di due o tre province lombarde a caso messe insieme tutti riescono ad arrivare dappertutto in bici/treno/mezzi pubblici. Chissà come?!?!
Ah bhe Simone se paragoni l’Italia al Giappone vivi proprio fuori dalla realtà.
Frequentate meno Tokyo e più Baranzate; meno Amsterdam e più Rozzano e vi renderete conto in quale realtà viviamo.
Caro Karg, Milano non è così com’è oggi da quando è stata fondata dai Celti più di 2000 anni fa. È cambiata tante volte, può continuare a farlo.
E chi lo decide che Milano deve cambiare nella direzione che vuoi tu?
Sei mica il Barbarossa
Eh ma allora neanche te sei il fascio che ha imposto la chiusura dei Navigli per farci strade sopra; Milano è stata rovinata da decisioni del genere, come ha spiegato in molti articoli Urbanfile; non sono stati pochi gli errori commessi, da certi poteri centralisti, che hanno complicato la vita nella nostra città, come, la trasformazione, in peggio, dell’ intero settore sud-est, con la cancellazione del Verziere e l’ idea, surreale, di dare alla città di Milano un volto e una dimensione “monumentale” secondo certi , errati, schemi… come “via Larga”, l’ autostrada urbana al posto del centro storico, tanto per fare un esempio.
Paradossalmente esistono città, come Torino, con più auto per abitante, ma molto più vivibili, più ricche di zone pedonali e verdi; perchè Torino è sempre stata la città della dinastia regnante, Savoia prima e Agnelli… poi.
In sintesi, la Milano attuale, che ormai è solo un immenso autodromo, via vai di mezzi a motore, non è stato il desiderio della popolazione, ma di chi se ne è impadronito.
Ma a lui il Barbarossa fascista piace.
Non gli piace solo quando è più socialdemocratico
un scempio. si spiega solo con la furia iconoclasta.
solito intervento a caso che aumenta traffico, sosta selvaggia perchè ci sono meno parcheggi e smog. Complimenti
Non ho capito neanche io perché hanno fatto intervento del genere se potevano fare la ciclabile accanto marciapiede, facendo anche un divisorio con più alberi e prato tra la ciclabile e la carreggiata, e i parcheggi si spostavano più vicino gli alberi in modo che la carreggiata rimaneva sempre con due corsie per senso di marcia anche se ristrette di poco?