Milano, Cascina Meralta.
Dicembre 2025. Aggiornamento fotografico di alcuni cantieri presenti nel territorio di Cascina Meralta, il distretto tra il Gallaratese e Mind (Roserio), dove sono in costruzione diverse torri e complessi residenziali di sostanziose proporzioni, ma anche un plesso scolastico a servizio del quartiere.
Anche stavolta iniziamo con la consueta bella segnalazione delle auto parcheggiate sui bei marciapiedi di via Pasolini. Chissà quando riusciremo ad avere una città civile?



PSC PLESSO SCOLASTICO UPTOWN
Il plesso scolastico di Cascina Merlata è un po’ in ritardo, visto che inizialmente doveva essere aperto e inaugurato per l’anno scolastico 2023/2024, ma a questo punto sarà completato per l’anno 2026/27. Di seguito la situazione aggiornata ai primi giorni di dicembre.
Il progetto del nuovo plesso scolastico vede la costruzione di un nuovo edificio che ruota attorno alla ciminiera in laterizio dell’Ex Fornace dall’Acqua, mantenuta (e ricostruita) a ricordare il periodo dove nel territorio della Merlata sorgevano fornaci che utilizzavano l’argilla dei terreni della zona e utilizzavano come combustibile la legna dei boschi che erano tutto intorno.
Milano – Cascina Merlata, via Pier Paolo Pasolini (?) LOTTO PSC > Plesso Scolastico Uptown (nella mappa Urbanfile codice: MER11) (rscolastico) (nuova costruzione)
- inizio cantiere: maggio 2022
- conclusione cantiere:
- committente: Euromilano
- progetto architettonico: Arch. Giovanna Floridi e arch. Angelo Lunati, Onsitestudio







R5.1 CMB-casa Città Contemporanea
Nell’isolato denominato R5 più verso via Galalrate e il vecchio complesso della Cascina Merlata, è partito da qualche mese ormai anche il cantiere per R5.1 CMB-Casa Città Contemporanea un progetto dallo Studio ACPV Architects.
Milano – Cascina Merlata, via Gottlieb Wilhelm Daimler (?) > LOTTO R5 > CMB-Casa Città Contemporanea (nella mappa Urbanfile codice: MER12) (residenziale) (nuova costruzione)
- inizio cantiere: 02-2025
- conclusione cantiere:
- committente: Città Contemporanea
- progetto architettonico: ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel




R6 FEEL UPTOWN
Nell’isolato denominato R6, si trova il cantiere per la realizzazione di Feel Uptown, un progetto residenziale del team composto da Labics, SIO Engineering e Valerio Cozzi.
Questo cantiere ormai è giunto a buon punto e si comincia a vedere anche parte della scalinata che porta al podio.
Milano – Cascina Merlata, via Pier Paolo Pasolini (?) LOTTO R6 > FEEL UPTOWN (nella mappa Urbanfile codice: MER6) (residenziale) (nuova costruzione)
- inizio cantiere: 2021
- conclusione cantiere:
- committente: Euromilano
- progetto architettonico: Labics, SIO Engineering e Valerio Cozzi










R8 INSPIRE UPTOWN
Passiamo ora dal complesso di Inspire UpTown, formato da due stecche da 13 e una stecca da 11, una torre di 24 piani affiancata da una di 20 piani unite e disposte intorno ad un giardino realizzato su di un podio rialzato, cuore dei servizi offerti ai residenti. Qui sono state montate le gru a servizio del cantiere.
Milano – Cascina Merlata, via Pier Paolo Pasolini (?) LOTTO R8 > Inspire UpTown (nella mappa Urbanfile codice: MER8) (residenziale) (nuova costruzione)
- inizio cantiere: scavo 2024
- conclusione cantiere:
- committente: Euromilano
- progetto architettonico: Mab Arquitectura per il concept architettonico e Dva – Dvision architecture per la progettazione definitiva ed esecutiva










R9 PANORAMA
Lotto R9: nell’area delle prime case costruite per Expo 2015, si trova un lotto in cantiere. Città Contemporanea, un progetto dallo Studio ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel, sta costruendo un’ultima torre: si tratta di Panorama, il 4°lotto (nella mappa che segue è siglata come: MER9).
Come si vede in questi gironi stanno cominciando a spogliare parte dell’edificio.
Milano – Cascina Merlata, via Daimler (?) LOTTO R9 > CITTA’ CONTEMPORANEA – TORRE PANORAMA (nella mappa Urbanfile codice: MER9) (residenziale) (nuova costruzione) (inizio cantiere: 2023 – Termine cantiere:)
- inizio cantiere: 2023
- conclusione cantiere:
- committente: Città Contemporanea
- progetto architettonico: ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel








- Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi
- Milano, Cascina Merlata, Uptown, East Uptown, Città Contemporanea, via Daimler, Via Pier Paolo Pasolini, Studio Scandurra, Antonio Citterio e Patricia Viel, Beretta Associati, Greenway
È incredibile come a Milano qualsiasi cosa un progettista faccia, qualsiasi progettista, qualsiasi progetto, il colore é sempre tendente al grigio. Ma possibile che non ci sia nessuno che sperimenta qualcos’altro? Eppure la Milano tradizionale storica non era così.
Il grigio e le sue giacche tonalità evidenziano la povertà culturale delle ultime generazioni di architetti; un abisso non solo con il 900 di Portaluppi, Muzio, Giò Ponti ma anche con Gardella, Botta, Caccia Dominioni.
Ormai si copiano tranquillamente edifici da altre parti del mondo. Che tristezza..
Avremo una città civile quando i cittadini invece di “fregarsene”, perché alla fine fa loro comodo, incominceranno a martellare di segnalazioni la polizia urbana.
Cosa che a Merlata i residenti fanno
Cascina Merlata dove le costruzioni sono talmente vicine che ci si guarda dentro agli appartamenti.
Personalmente, non ho mai guardato dentro nessun appartamento. Sai com’è…non sono un maniaco. E non temo nemmeno che qualcuno guardi nel mio: non faccio nulla di illegale o improprio. Lei?
“Avremo una città civile” quando faremo come in tutte le altre “città civili”, cioè quando la sosta selvaggia sarà resa FISICAMENTE impossibile ovunque con cordoli, paletti, o quello che volete.
Fatevi un giro a Madrid, Londra, Amsterdam, Parigi, dove vi pare, funziona così dappertutto, anche in paesi con molto più senso civico del nostro.
Magari quando andare nelle grandi capitali europee civilizzate, provate però a girare anche le zone residenziali lontane dal centro.
Io tra Alcobendas (Madrid), Croydon (Londra) o Sarcelles (Parigi)….sceglierei Cascina Merlata senza se e senza ma.
Quelle nel tour di Alpitour non erano previste.
A costo di sembrare qualunquista…
Alienante come tutte le periferie milanesi.
Mamma mia gli architetti italiani che branco di ignoranti senza gusto. Che scempio
Sono veri alveari pagati a prezzi del tutto sproporzionati. Uno dei luoghi più alienanti d’Italia
E la mobilità? prolungamento del tram da Roserio?
M1 non può bastare e si può guastare.
Eppure a qualcuno piace, nessuno è costretto ad abitarci per forza, a comprare…..strapagando, per giunta. Questa è la forza della speculazione, troverà sempre chi non la pensa come noi
Disse quello che abita nella semiperiferia anni 70? Col giardinetto condominiale mai usato? I negozi di quartiere chiusi da tempo? La scuola dei bimbi che cade a pezzi? Non preoccupatevi per noi, lasciateci soffrire, lo facciamo in silenzio
Alienante è la parola giusta. Il quartiere è il paradigma della pochezza degli urbanisti dei tempi attuali. Edifici pressati tra loro come alveari, un giardino/parchetto in mezzo, un centro commerciale come servizi. E tante auto, stipate ovunque perché i presunti benestanti che lo abitano ne hanno una a testa, neonati compresi. Come Citylife, ma in periferia.
Quale titolo ha lei per dare questi giudizi? L’ennesimo sommelier dell’architettura. Curioso come alla chiusura dei cantieri, dopo che decine e decine di persone hanno lavorato duramente per costruire, rifinire, progettare, pianificare, controllare e ricontrollare, mettendo afrutto anni di esperienza lavorativa o accademica arrivi uno qualsiasi che, senza aver contribuito minimamente a questo o ad altri progetti in città o altrove, che spara giudizi da convinto possessore del buongusto. Fantastico Paese l’Italia
Uno dei problemi della nostra società è come studiano quelli che poi faranno l’ architetto; studiano all’ interno di un corso che è parente stretto di quello di ingegneria, e ci vanno quelli che hanno attitudine al calcolo matematico e alle materie tecniche, ma che pensano (loro) anche di avere senso artistico; gli spazi urbani richiedono solo bellezza, tanta bellezza e senso delle bellezza…ora, dato che di genii che riescono a riassumere in se stessi diverse capacità, come Leonardo o Michelangelo non ne nascono poi molti, finisce che personaggi con scarsa propensione all’ estetica ma col titolo professionale, progettano e “creano” strutture frankenstein come quelle dell’ articolo e tante altre del genere. D’ altra parte, quartieri di Milano e di altre città, che sono purtroppo divenuti sinonimo di disagio urbano, sono stati progettati da fenomeni (ritenuti tali) dell’ architettura.
Gli urbanisti disegnano ciò che viene loro richiesto. Da parte di chi ha il potere di ottenere volumetrie edilizie abnormi…..in che modo ce lo dirà il Tempo……