Milano | Centrale – Restauro e riqualificazione di via Vittor Pisani 16

Milano, Centrale.

Febbraio 2026. In questi giorni sono in corso i lavori di montaggio delle impalcature che avvolgeranno completamente l’edificio a destinazione mista – abitazioni, uffici e negozi – di via Vittor Pisani 16, a pochi passi dalla Stazione Centrale. Al momento non è ancora chiaro quale sarà la natura dell’intervento: se si tratterà di un semplice restauro e di una riqualificazione o di una trasformazione più radicale dell’aspetto originario (ipotesi che ci auguriamo non si realizzi). Ad ogni modo in Commissione Paesaggio è scritto: Manutenzione ordinaria e straordinaria (presenza vincolo).

Il palazzo di via Vittor Pisani 16 è stato costruito tra il 1970 e il 1971 su progetto dell’architetto Gigi Gho’, in collaborazione con l’architetto Franco Madruzza e con le strutture curate dall’ingegner Giancarlo Locati. Rappresenta un interessante esempio di architettura in stile brutalista, ben inserito nel contesto urbano circostante.

L’attuale configurazione di via Vittor Pisani affonda le proprie radici nelle trasformazioni urbanistiche legate alla realizzazione della Nuova Stazione Centrale di Milano (1912-1931). In precedenza asse secondario, situato alle spalle della vecchia stazione ferroviaria di piazza della Repubblica, la via assunse un ruolo centrale come cannocchiale prospettico verso la monumentale opera progettata da Ulisse Stacchini. In coerenza con l’impostazione monumentale dell’epoca, gli edifici prospicienti furono vincolati fin dall’inizio al rispetto di precise norme compositive, tra cui la presenza di porticati continui e altezze uniformi.

L’ampliamento della strada e la nuova stazione richiesero un ridisegno complessivo dell’asse urbano, che assunse un carattere fortemente rappresentativo. Il processo ebbe inizio con la Torre Locatelli (1936-1939) di Mario Bacciocchi, si interruppe con la Seconda Guerra Mondiale e riprese tra il 1950 e il 1955 con la realizzazione del Grattacielo Milano (o Torre Breda) di Luigi Mattioni e dei fratelli Soncini. La ricostruzione della cortina edilizia proseguì per tutti gli anni Sessanta, nel rispetto delle prescrizioni stilate prima del conflitto.

Il progetto di Gho’ si inserisce dunque in un contesto già definito, dominato dall’immagine terziaria di “centro direzionale”. Tuttavia, rispetto agli altri edifici della via, presenta caratteristiche distintive. Per massimizzare l’illuminazione naturale dei locali commerciali affacciati sul portico, l’architetto scompone il volume in due ampie campate e adotta una maglia strutturale di grande scala, una sorta di “ordine gigante” impostato sulle proporzioni della sezione aurea. Questo consente di ampliare il passo dei pilastri, disegnati con robuste sezioni trapezoidali, soluzione che conferisce all’edificio una forte identità rispetto agli altri fabbricati circostanti.

Le tamponature sono risolte attraverso fitte sequenze di vetrate continue scandite da montanti verticali. Sul fronte principale, l’ampiezza del reticolo strutturale determina un ritmo a doppia altezza nei due livelli superiori di curtain wall, sopra i quali si collocano gli ultimi due piani, leggermente aggettanti verso la strada.

I materiali contribuiscono in modo decisivo al carattere dell’edificio: intonaco tipo fulget color ruggine per la maglia strutturale, lastre di granito Valmasino per il primo livello del portico, serramenti in alluminio anodizzato bronzo scuro per le superfici vetrate. Sulla via laterale Alfredo Cappellini compaiono parapetti in ferro verniciato nero. Particolare attenzione è dedicata al raccordo con gli edifici adiacenti, risolto con un abbassamento del volume sul fronte secondario e con una sottile sequenza di aperture sul prospetto principale, in dialogo con l’edificio, di pochi anni precedente (1965-1968), progettato da Carlo De Carli.

Al civico 16, in un edificio preesistente, avevano sede gli uffici della Kodak, che nel 1969 si trasferirono nel nuovo complesso progettato dallo stesso Gho’ a Cinisello Balsamo.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Duepiedisbagliati, Archivio Gigi Gho
  • Info: Archivio Gigi Gho
  • Centrale, Stazione Centrale, Via Vittor Pisani, piazza Duca d’Aosta, piazza della Repubblica, Architetto Gigi Gho, Riqualificazione
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

7 commenti su “Milano | Centrale – Restauro e riqualificazione di via Vittor Pisani 16”

  1. Uno dei “misteri” di Milano è come sia stato possibile realizzare via Pisani, via intesa come edificazione.

    Fino agli anni cinquanta, è provato dalle foto d’ epoca, la via in questione era un bel viale, tipico della Milano vera e di altre città europee: filari di alberi, il pavè, il tram che collegava la stazione al centro, una vera città insomma. Poi, si è riusciti a realizzare una specie di imitazione di Manhattan del menga, un paesaggio urbano, semplicemente alienante…mah! E’ una vicenda urbanistica non molto diversa se vogliamo da quella che ha portato alla scomparsa di quartieri storici caratteristici, belli, come il Pasquirolo il Verziere, per avere in cambio la roba che c’è attualmente.

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