Milano | Porta Nuova – Cantiere The Shred di Via Vespucci 2: febbraio 2026

Milano, Porta Nuova.

Febbraio 2026. Prosegue il montaggio dei pannelli che formano le facciate (agganciate) al palazzo in riqualificazione di via Vespucci 2, Piazza Principessa Clotilde e via Marco Polo a Porta Nuova.

Come abbiamo visto, i lavori, partiti nel novembre 2024, vedono la rigenerazione dell’edificio di proprietà di Ardian e gestito da InvestireSGR di 9 piani e con una superficie lorda di 12.300 metri quadrati che occupa un lotto posto tra Piazza Principessa Clotilde, via Vespucci 2 e via Marco Polo a Porta Nuova.

Il progetto, firmato dallo studio di architettura Belingardi Architects, è finalizzato al recupero dell’edificio che racconta la convivenza tra due città, ognuna con una storia e un’identità ben distinte. Da un lato, il tessuto storico a misura d’uomo; dall’altro la Milano che “sale”, simbolo di progresso e trasformazione. L’area di progetto si colloca proprio tra queste due realtà, proponendosi come sintesi della frattura tra le due scale, da cui nasce il nome: The Shred.

Milano – Porta Nuova – Via Amerigo Vespucci 2 > The Shred (nella mappa Urbanfile codice: PN14) (terziario commerciale) (ristrutturazione) (riqualificazione) (manutenzione straordinaria) 

  • inizio cantiere: 11-2024
  • conclusione cantiere:
  • committente: Ardian Real Estate
  • progetto architettonico: Belingardi Architects

  • Referenze immagini: Duepiedisbagliati;
  • Porta Nuova, via Vespucci, Piazza Principessa Clotilde, riqualificazione, Ardian Real Estate, Belingardi Architects
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

13 commenti su “Milano | Porta Nuova – Cantiere The Shred di Via Vespucci 2: febbraio 2026”

  1. Ecco il risultato della vecchia commissione !
    Architettura fuori luogo, come si puó creare uno scatolone prendo nel pieno centro storico ?

    Stimo molto l’architettura contemporanea, ma questo è sgraziato e tozzo. Qual’è il senso di questo volume ?

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    • E tu invece? Perché non si può dire cosa si pensa? Il volumotto che spunta a sbalzo dietro la porta è sgraziato assai. E vedi di non dare aria alla tua, di bocca

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  2. Ma come si fa a glorificare ed esaltare un simile scempio?!
    L’emiciclo della piazza era già stato rovinato negli anni ’60 per la costruzione del centro direzionale e questo intervento dimostra che siamo rimasti fermi alla mentalità di quell’epoca quando gli edifici storici erano considerati oggetti ingombranti di cui bisognava sbarazzarsene al più presto.
    Sarebbe stato meglio costruire un edificio che rispettasse il corretto emiciclo della piazza ma alle archistar tutto questo non gli interessa.
    Vergogna!

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    • Tutto giustissimo ahimè. Gli architetti (che obbediscono supinamente agli ordini dei developer) hanno completamente perso la capacità di fare architettura urbana. Un progetto così potrebbe essere ovunque. E lo sbordo della volumetria che non sapevano più dove mettere è forse la cosa peggiore

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  3. Ma poi il poco rispetto di fronte ai caselli di porta nuova, ben venga il moderno in contrasto con l’antico, ma questa roba di volumi a caso mi sembra un gioco riuscito malissimo.

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