Milano, Portello.
Giugno 2026. Al Portello, al confine con QT8 e San Siro, in piazza Carlo Stuparich 18, tra viale Renato Serra e via Alessandro Algardi, sorgono tre graziose palazzine di quattro livelli (piano rialzato e tre piani), circondate da un giardino privato ricco di alberi e vegetazione.
Edificate alla fine degli anni Venti e primi anni Trenta del Novecento, rappresentano un interessante passaggio stilistico dal déco al razionalismo, pur conservando ancora elementi estetici classici. Si tratta di edifici originariamente destinati a famiglie operaie, costruiti all’epoca in quella che allora era considerata la periferia estrema della città, a ridosso della circonvallazione esterna.

A partire dai primi anni Duemila, gli immobili iniziarono progressivamente a svuotarsi, probabilmente per dinamiche speculative legate all’aumento dei canoni di locazione, risultando in gran parte sfitti già intorno al 2008. Alle spalle di questo complesso residenziale si trova la presenza ricorrente — in molti casi di edifici abbandonati — della Sanitaria Ceschina, affiancata qui dall’Immobiliare Campi Srl.
Dopo circa sette anni di abbandono, nel 2013 il Comitato Abitanti di San Siro occupò gli edifici per offrire una soluzione abitativa a famiglie sfrattate o prive di alternative. L’iniziativa non aveva solo una finalità abitativa: gli occupanti trasformarono infatti il complesso in una comunità solidale e aperta al quartiere, promuovendo attività sociali e culturali come mercatini, gruppi di acquisto, attività sportive, supporto legale e iniziative educative.
Gli abitanti partecipavano attivamente alla gestione degli spazi attraverso assemblee settimanali e lavori condivisi: nacque così lo Spazio di Mutuo Soccorso (SMS) di piazza Stuparich.











Come spesso accade in questi casi, dietro un’occupazione si cela una condizione di disagio sociale più ampia, legata in particolare alla carenza di alloggi a prezzi accessibili. L’occupazione viene infatti definita “per necessità”, come estrema risposta a un sistema in cui le case popolari sono insufficienti e le liste d’attesa estremamente lunghe.
Non mancano tuttavia criticità legali e sociali: chi occupa non può ottenere la residenza, con la conseguente esclusione da servizi fondamentali come il medico di base, l’accesso regolare alla scuola e diversi tipi di sostegno pubblico.
Dopo oltre vent’anni di abbandono e più di un decennio di occupazione, gli edifici versano oggi in condizioni sempre più precarie e fatiscenti. Da oltre un anno, inoltre, l’area è interessata dai lavori di riqualificazione del piazzale, legati anche alla nuova corsia preferenziale delle linee 90 e 91.





Resta aperta la domanda su quanto ancora questa situazione di degrado possa protrarsi. Se ne parla poco e le informazioni disponibili sono scarse, come se questi edifici fossero progressivamente scomparsi anche dal dibattito pubblico.
Milano – PORTELLO – piazza Carlo Stuparich 18 > Case d’abitazione (nella mappa Urbanfile codice: POR15)

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Googlemap
- Portello, piazza Carlo Stuparich, QT8, San Siro, piazza Stuparich, viale Renato Serra, via Alessandro Algardi, degrado, piazzale Lotto
“La vergogna” di questo articolo invece 😂
Parla di tutto il bene che fa questa iniziativa e poi con una foto di qualche balcone da sistemare si intitola così per generare click. Imbarazzante.
Giuro ho pensato la stessa cosa!
È una vera vergogna che a Milano si consenta qualunque abuso ed illegalità a sedicenti centri sociali di sinistra. Occupazione di strutture fatiscenti e addirittura pericolanti e subafitto agli abitatori (famiglie anche con bambini).
È una vergogna che il Comune di Milano sia stato condannato dal TAR a decidere in merito allo sfratto o alla regolarizzazione perché se ne era lavato le mani.
C’è da sperare che la situazione non finisca all’italiana, cioè che ci scappi il morto o il ferito grave.
Non si capisce perché il complesso sia in quello stato di abbandono, una enclave in una zona di Milano assurda, vengano date le case a chi ne ha diritto e venga riattato il complesso senza le speculazioni fatte abbattendo le villette liberty della zona
Il complesso stava per essere ristrutturato quando fu occupato nel 2013. Le condizioni degli edifici sono critiche, addirittura pericolose in considerazione del fatto che molti appartamenti sono abitati, anche da famiglie con bambini. Il Comune di Milano se n’è lavato le mani da tempo perché i “centri sociali” di sinistra a Milano sono intoccabili e non ha voluto sgomberare le strutture nonostante le richieste dei proprietari e i pericoli. Qui vengono giù pezzi dei balconi, dei cornicioni, gli impianti interni sono fatiscenti. Come sia possibile che occupanti abusivi abbiano gli allacciamenti per la luce e l’acqua è inspiegabile. Le persone che abitano gli appartamenti pagano pure un affitto (in nero ipotizzo) e partecipare “spontaneamente” alle manifestazioni folkloristiche di sinistra che quelli del centro sociale organizzano. Non parliamo poi delle attività sociali e commerciali che vengono svolte in totale mancanza di regolarità e di legalità, come mercatini e ristoranti “popolari” in nero, concerti SIAE free, partite di calcio trasmesse da siti pirata.
Chiedo all’esimio redattore di questo articolo, perché definire vergognosa l’occupazione di un palazzo, quando nasce da necessità reali?
In che modo le condizioni di assoluta inadeguatezza sociale devono essere imputate alle persone affette, invece che al sistema che le causa?
Per quale motivo in questa città è accetta la speculazione, la distruzione e la svendita della proprietà pubblica, ma l’occupazione vien bollata come vergognosa.
Per quale motivo invece che scrivere un articolo del genere non ci si impegni a scriverne uno in cui si propone una soluzione, o si invoca aiuto per la situazione degli inquilini abusivi di piazza Stuparich?
Perché, come sempre, criticare, distruggere, insultare è più facile che proporre, gestire, aiutare.
Proponila tu una soluzione che non comporti come al solito rubare la roba altrui per fasulle finalità sociali.
Stare in una casa in modo abusivo è un reato….ma giustificare chi commette un reato non è la soluzione. Non paghi nulla, stai in una casa in una zona decente di Milano e sei pure osannato perché poverino non hai alternativa. Ma anche no davvero, basta finto buonismo
Qui di vergogna c’è solo uno stato che butta al cessò miliardi per fare la guerra alla Russia e la gente continua a non avere una casa…
La vergogna che ci indigna
“Vergognosa occupazione” addirittura, forse non comprendendo l’emergenza abitativa di Milano. Io ritengo invece vergognoso che il comune di Milano , dalla sua sezione AbitareMilano, proponga affitti di bilocali a 1300 euro più spese condominiali, e ritengo vergognoso che il comune di Milano sostenga i cosiddetti affitti agevolati, di non precisate società che utilizzano fondi (?). “Affitti agevolati”da 1500 euro in su per i quali, tra i requisiti, viene richiesto un reddito di oltre 35 mila euro.
Chi non li percepisce cosa fa!?