Milano | Centro Storico – L’ex Diurno Cobianchi in abbandono, nuovamente

Dopo un anno – ne avevamo già parlato il 6 marzo 2013 – torniamo a rispolverare un argomento che ci sta particolarmente a cuore: il destino dell’ex Albergo Diurno Cobianchi, uno dei piccoli tesori nascosti nel sottosuolo di piazza del Duomo.

Nascosto sotto i portici settentrionali della piazza e sotto via Silvio Pellico, a pochi passi dall’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele II, il Cobianchi venne inaugurato nel 1924 per iniziativa dell’imprenditore bolognese Cleopatro Cobianchi, che nei primi decenni del Novecento realizzò strutture analoghe in diverse città italiane.

Definirlo semplicemente un “bagno pubblico” è però riduttivo. Gli alberghi diurni erano una sorta di moderno centro servizi ante litteram, pensato tanto per i viaggiatori quanto per i milanesi che frequentavano il centro. Qui si potevano trovare bagni e docce, barbieri e parrucchieri, manicure, servizi di stiratura e lucidatura delle scarpe, telefoni, deposito bagagli e salette per scrivere, il tutto in ambienti eleganti e ricercati, decorati secondo il gusto Liberty e Art Déco dell’epoca.

Un piccolo mondo sotterraneo che, nonostante trasformazioni, abbandono e persino i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, è riuscito a conservare parte delle decorazioni e degli arredi originari.

Dopo decenni di alterne vicende, nei primi anni Duemila il Comune decise di recuperare parte degli spazi. Durante i lavori emerse anche un’altra sorpresa: sotto il pavimento del Diurno furono individuati resti archeologici di epoca romana, appartenenti a strutture di età imperiale costruite a loro volta sopra edifici ancora precedenti. Una parte dei reperti venne lasciata visibile attraverso una pavimentazione in cristallo.

Nel 2007 il Cobianchi tornò finalmente accessibile e venne destinato a sede dell’Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica di Milano. Fu sistemato anche l’accesso sul lato di via Tommaso Grossi, con la scenografica scala che scende nei sotterranei affiancata da una fontana. Fontana che, curiosamente, non entrò praticamente mai in funzione: l’acqua rendeva infatti troppo scivolosa la pavimentazione in marmo.

Sembrava l’inizio di una nuova vita per questo straordinario spazio nel cuore della città. Invece durò poco.

Dopo appena qualche anno l’ufficio turistico venne chiuso e il Cobianchi tornò nuovamente inutilizzato. Sulle ragioni della chiusura circolarono diverse spiegazioni, tra cui presunti problemi legati ai requisiti di sicurezza, ma il risultato è quello che ancora oggi possiamo vedere: uno spazio pubblico di grande fascino e valore storico nuovamente vuoto, con gli accessi che lentamente mostrano i segni dell’abbandono e una fontana diventata poco più che un elemento decorativo inutilizzato.

Ed è forse questo l’aspetto più incomprensibile. Ci troviamo a pochi metri dal Duomo e dalla Galleria Vittorio Emanuele II, in uno dei luoghi più frequentati non soltanto di Milano ma d’Italia, sopra uno spazio che possiede contemporaneamente valore storico, architettonico e archeologico.

Possibile che non si riesca a immaginare per il Cobianchi una funzione stabile? Uno spazio espositivo, un piccolo museo dedicato alla storia di Milano, un centro culturale, un punto informativo o semplicemente un luogo capace di raccontare ai milanesi e ai visitatori questo curioso frammento della città del Novecento.

Perché sotto i piedi delle migliaia di persone che ogni giorno attraversano piazza Duomo esiste ancora una piccola Milano sotterranea. Ed è davvero un peccato continuare a tenerla chiusa.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi
  • Piazza Duomo, Via Silvio Pellico, Via Santa Margherita, Albergo Diurno Cobianchi, Degrado, Abbandono
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Lascia un commento