Milano, Porta Garibaldi.
Settembre 2026. Meglio tardi che mai. In questi giorni sono comparsi i cantieri in piazza XXV Aprile, davanti alla monumentale Porta Garibaldi, per la sistemazione di uno degli attraversamenti pedonali più trafficati – e da anni più problematici – di questa parte di Milano.
L’intervento in corso riguarda il passaggio che mette in comunicazione corso Garibaldi e corso Como, attraversando la carreggiata e lo spartitraffico centrale della piazza. Dai lavori visibili in questi giorni si nota l’allargamento del varco nel cordolo centrale, insieme alla sistemazione del marciapiede nell’area antistante l’arco monumentale.
Un intervento apparentemente semplice, ma atteso da parecchio tempo. L’attuale attraversamento, infatti, è sempre risultato decisamente sottodimensionato rispetto alla quantità di persone che quotidianamente percorrono questo asse pedonale, uno dei più frequentati della città. Una strozzatura particolarmente evidente nelle ore di maggiore affluenza, quando nello stesso spazio si concentrano pedoni, biciclette, passeggini e persone con difficoltà motorie.
Urbanfile aveva segnalato il problema già nel 2017 e vi era tornato ancora una volta lo scorso 28 ottobre 2025, sottolineando quanto fosse ormai necessario intervenire.




La criticità è stata riconosciuta anche nei documenti del Comune. Nel febbraio 2025, durante una seduta del Consiglio del Municipio 1, veniva ricordata la presenza nel Programma triennale delle opere di un progetto per il raddoppio dell’attraversamento della piazza.
Ancora più esplicito è il Quaderno delle proposte del progetto MÖVES, dove compare una scheda dedicata proprio all’“allargamento attraversamento pedonale” di piazza XXV Aprile. Nel documento si evidenzia come le dimensioni del passaggio siano insufficienti rispetto ai flussi tra corso Como e corso Garibaldi e come questa situazione provochi conflitti tra pedoni e ciclisti, oltre a rappresentare un problema per le persone con disabilità. Tra le soluzioni proposte figuravano proprio l’ampliamento del varco nello spartitraffico centrale oppure la creazione di un secondo attraversamento. Curiosamente, tra i riferimenti della scheda compare anche il nostro articolo di Urbanfile del 2017.
Ora, finalmente, qualcosa sembra essersi mosso e l’intervento in corso dovrebbe rendere più agevole e sicuro il passaggio tra le due parti della piazza, eliminando quella sorta di “imbuto” che per anni ha costretto i pedoni a concentrarsi in uno spazio troppo ridotto.







A questo punto, però, ci auguriamo che l’attenzione del Comune si sposti di pochi metri, proprio sulla Porta Garibaldi. L’arco monumentale è infatti transennato ormai dall’inizio dell’estate, dopo che la caduta di un piccolo frammento del cornicione lapideo aveva reso necessaria, in via precauzionale, la delimitazione dell’area sottostante. Già a luglio avevamo auspicato che alla messa in sicurezza seguisse una verifica approfondita dello stato di conservazione del monumento. (ormai le erbacce stanno avendo già la meglio sul selciato)
Sono trascorsi ormai diversi mesi e le transenne sono ancora lì. Sistemato finalmente l’attraversamento pedonale, sarebbe dunque ora di occuparsi anche dell’arco storico, verificandone le condizioni, effettuando gli interventi necessari e restituendo finalmente Porta Garibaldi senza recinzioni a una delle piazze più frequentate di Milano.





- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Porta Garibaldi, Viale Crispi, Bastioni di Porta Nuova, Piazza XXV Aprile, Corso Como, Corso Garibaldi, Biciclette, Attraversamento,
Continuo a domandarmi se c’è qualcuno al comune.
A Milano sembra mancare non solo chi si occupi seriamente della manutenzione ordinaria di edifici e spazi pubblici, ma anche un vero Nucleo Intervento Rapido: non quello attuale che sembra quasi si limiti a spargere transenne, ma una piccola task force equipaggiata per eseguire direttamente quei piccoli interventi che eviterebbero di lasciare spazi e monumenti transennati per mesi.
Oh finalmente si da centralità ai pedoni invece che alle automobili.
Un intervento che è anche un messaggio alla città
Benissimo