Milano | Porta Lodovica – Campus Bocconi 2030: due nuovi edifici e un asilo aperto al quartiere

Milano, Porta Lodovica.

Settembre 2026. L’Università Bocconi prosegue nel percorso di trasformazione e ampliamento del proprio campus nell’area di Porta Lodovica. Dopo il grande intervento firmato dallo studio giapponese SANAA, che ha trasformato l’area dell’ex Centrale del Latte, l’Ateneo ha presentato i prossimi tasselli del suo sviluppo: due nuovi edifici universitari e un nuovo asilo nido e scuola dell’infanzia, quest’ultimo aperto anche alle famiglie del quartiere.

I progetti sono stati presentati oggi, 18 settembre 2026, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2026-2027 dal Consigliere delegato dell’Università, Riccardo Taranto. Gli interventi rientrano nel programma Campus 2030, già inserito nel Piano Strategico 2026-2030 della Bocconi.

Via Bocconi 6-8: al posto della vecchia SDA

Il primo intervento interesserà il complesso di via Bocconi 6-8, storica sede della SDA Bocconi (Scuola di Direzione Aziendale), ormai sostituita dal nuovo campus realizzato sull’ex Centrale del Latte.

Gli edifici esistenti, realizzati negli anni 70/80, saranno demoliti e ricostruiti per lasciare spazio a un nuovo complesso destinato prevalentemente alla didattica e alla vita universitaria. Saranno realizzate 13 nuove aule, insieme a spazi per lo studio, servizi e ambienti dedicati alla socialità degli studenti.

Secondo la documentazione urbanistica del Comune, il nuovo complesso avrà una Superficie Lorda convenzionale di circa 14.126 mq e sarà articolato in corpi di fabbrica di 6 e 9 piani fuori terra.

Particolarmente interessante sarà la sistemazione degli spazi aperti. Il progetto prevede infatti un vero e proprio “urban active space”, permeabile e inclusivo, caratterizzato da nuove alberature, aree verdi e superfici pavimentate destinate all’aggregazione.

Al centro troverà posto anche uno Student Center, con un hub sotterraneo dedicato ai servizi B in Touch. Un sistema di terrazze metterà in relazione gli spazi interni con quelli esterni sino a connettersi con un auditorium all’aperto, pensato sia per l’accoglienza degli studenti sia per eventi e spettacoli.

Un nuovo edificio in piazza Sraffa 11

La seconda fase riguarderà invece l’attuale edificio amministrativo di piazza Sraffa 11, anch’esso destinato alla demolizione.

Al suo posto sorgerà un nuovo fabbricato dedicato soprattutto alle attività di ricerca, affiancate da nuove aule e spazi per la vita universitaria.

Il progetto depositato prevede un edificio di 7 piani fuori terra, con una Superficie Lorda convenzionale di circa 7.563 mq. Complessivamente il Piano Attuativo relativo a via Bocconi 6-8 e piazza Sraffa 11 interessa quindi oltre 21.600 mq di superficie lorda.

L’obiettivo è sostituire due strutture ormai datate con edifici più flessibili, accessibili ed efficienti, capaci di adattarsi anche alla futura evoluzione dell’offerta didattica dell’Ateneo.

Un nuovo asilo aperto anche al quartiere

A completare il programma ci sarà un terzo intervento, previsto tra via Bocconi e via Castiglioni, vicino alla Residenza Castiglioni.

Qui la Bocconi intende realizzare un nuovo asilo nido e scuola dell’infanzia da circa 50-60 posti, destinato non soltanto ai figli di studenti e dipendenti dell’Università, ma anche alle famiglie del quartiere.

La nuova struttura dovrebbe sostituire l’attuale asilo Bocconi di via Salasco, ospitato in un appartamento e con una capacità di circa 40 bambini, offrendo spazi più ampi e adeguati.

I tempi: primo edificio entro il 2030

Il Piano Attuativo per via Bocconi 6-8 e piazza Sraffa 11 è stato presentato nel 2025 ed è attualmente in istruttoria. La Bocconi prevede che l’iter urbanistico possa concludersi entro la metà del 2027.

A quel punto potrà partire il primo cantiere, quello di via Bocconi, con l’obiettivo di completarlo entro il 2030. La ricostruzione di piazza Sraffa 11 seguirà successivamente e dovrebbe richiedere altri due o tre anni. La stessa documentazione strategica dell’Ateneo colloca infatti quest’ultimo intervento nella fase successiva al 2030.

Un campus ormai grande quanto un pezzo di città

Si tratta dell’ennesimo capitolo di una trasformazione iniziata molti decenni fa. Come ha ricordato Taranto, cinquant’anni fa il campus era sostanzialmente composto dalla sede di via Sarfatti 25, dalla biblioteca di via Gobbi e dal pensionato di via Bocconi 12. Dall’altra parte della strada si trovavano la Centrale del Latte e, nell’area oggi occupata dall’edificio Grafton di via Röntgen, il deposito degli autobus SGEA.

Da allora la Bocconi si è progressivamente espansa rimanendo però concentrata nello stesso settore della città. Al campus storico si sono aggiunti il Velodromo, l’edificio di Grafton Architects, le residenze universitarie e, più recentemente, il grande campus SANAA sorto sull’ex Centrale del Latte con la nuova SDA Bocconi, la Residenza Castiglioni e il Bocconi Sport Center.

Oggi il campus si estende su circa 90.000 metri quadrati e accoglie oltre 15.000 studenti, con circa 2.800 posti letto tra residenze Bocconi e strutture convenzionate.

La nuova fase punterà inoltre in maniera ancora più marcata sulla sostenibilità. Il campus dispone già di oltre 4.000 pannelli fotovoltaici, per una potenza nominale di circa 1,49 MW, mentre il Piano Strategico prevede il progressivo percorso verso la neutralità carbonica, l’eliminazione delle caldaie a gas, una maggiore efficienza energetica e una crescente attenzione all’accessibilità degli edifici.

Con Campus 2030, dunque, la Bocconi si prepara a completare un altro importante tassello di quella trasformazione urbana che, nel giro di alcuni decenni, ha ridisegnato buona parte di Porta Lodovica, cercando questa volta di rafforzare ulteriormente anche il rapporto tra università, spazi aperti e quartiere.

(Nella mappa Urbanfile i nuovi edifici sono segnati: PL4 e PL5, mentre PL6 sarà l’asilo)

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Googlemap
  • SANAA, Bocconi, Porta Lodovica, Campus Bocconi, Viale Toscana, Via Castelbarco, via Castiglioni, asilo, progetto
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