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Torre Velasca

Piazza Velasca, 3/5, Milano, MI, Italia

La Torre Velasca viene realizzata su progetto dei BBPR tra il 1956 e il 1958,  per incarico della Società Generale Immobiliare in un momento in cui la città  ancora necessita di essere ricostruita dopo i danni bellici. Dal 2020 al 2023  l’edificio è restaurato dallo studio Asti Architetti attraverso il finanziamento di Hines.

IL PROGETTO ORIGINALE

Il progetto della Torre Velasca  viene definito nel 1955 e prevede una torre di 106 metri realizzata in cemento armato. Lo studio BBPR progetta l’edificio rompendo completamente lo schema di moda in quel periodo: mentre altrove si costruiscono parallelepipedi in vetro e acciaio, con pareti lisce, qui la struttura portante viene esposta all’esterno, mostrando i pilastri in calcestruzzo armato reso di colore rosa dalla polvere della pietra di Verona. L’obiettivo è quello di far dialogare l’architettura con le strutture antiche del Duomo, col Castello Sforzesco e la torre del Filarete. Un ritorno alla tradizione antica della torre medievale, ma in versione moderna.

L’edificio si presenta costituito da un fusto di base, il quale sorregge un parallelepipedo aggettante, la cui copertura è articolata da una serie di volumi accessori. I primi diciotto piani, riservati agli uffici, e i sovrastanti sette piani aggettanti sono solcati da costoloni in calcestruzzo armato. L’apparente rigidità conferita all’intero volume dai perentori costoloni è stemperata dalla disposizione delle aperture. I vuoti aumentano progressivamente sui pieni procedendo verso l’alto, sino allo svuotamento dell’angolo nel corpo superiore, dove trovano posto delle logge. Le finestrature assumono inoltre un andamento più libero, quasi volutamente casuale in corrispondenza degli appartamenti, a marcare sottilmente la differente destinazione d’uso della parte sommitale. Agli alloggi si ha accesso dalla colonna strutturale centrale in calcestruzzo armato, dove trovano posto quattro ascensori, due che servono i primi diciotto piani, contenenti uffici e studi con abitazioni, e due che conducono direttamente agli appartamenti distribuiti dal diciannovesimo al venticinquesimo livello. Completa il complesso un volume d’ingresso, sospeso su quattro pilastri e contenente esercizi commerciali ed uffici, e due piani interrati per complessivi 450 posti auto.

Gli interni sono rimasti invariati nei suoi 58 anni di vita, così come alcune parti dell’interno del duplex del Venticinquesimo piano. La scala che porta al piano superiore, le finestre con le maniglie “Velasca”, disegnate appositamente per la torre e utilizzate in quegli anni per altri edifici. La progettazione maniacale dello studio BBPR aveva pensato a soluzioni come le lampade all’ingresso, le pareti e i rivestimenti della lobby, persino il casino del custode era stato progettato con dovizia. L’aspetto medievale lo si avverte anche nei piccoli dettagli, come le lampade davanti agli ascensori, che sembrano delle antiche torce, ma moderne. Oppure nelle protezioni della terrazza superiore che sembrano una versione moderna di antiche feritoie delle merlature di un castello.

IL RESTAURO

Per quanto riguarda il restauro curato dallo studio Asti Architetti tra il 2020 il 2023, questo ha previsto la ristrutturazione e rigenerazione della facciata, rispettando l’integrità dell’edificio originale, in collaborazione con lo studio CEAS per i lavori e sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Milano. Hines, in qualità di development manager e investitore del fondo HEVF Milan 1 gestito da Prelios SGR spa, ha coordinato tutte le parti coinvolte e supportato l’opera durante ogni fase del complesso processo. L’investimento totale di Hines, compreso l’acquisto e gli interventi di restauro, ammonta a 230 milioni di euro. 

Asti Architetti si è posta come obiettivo principale quello di mantenere la “sensibilità spaziale” originale del progetto dei BBPR, prestando particolare attenzione alla definizione dell’edificio, alle tipologie architettoniche delle unità interne che sono state ripensate e suddivise in differenti aree funzionali comprendenti: spazi commerciali, ristoranti, una spa, uffici e appartamenti.
Dall’inaugurazione nel 1958, la Torre Velasca non ha mai subito interventi di restauro, manutenzione o riqualificazione. Tuttavia, l’azione degli agenti atmosferici negli ultimi 70 anni ha causato un grave deterioramento della facciata, facendo perdere i colori originali che variavano a seconda della luce del giorno. Per ripristinare la tonalità autentica che caratterizzava lo skyline milanese alla fine degli anni ’50, il team di lavoro ha condotto analisi scientifiche sul materiale dell’intonaco, studi sul campo, ricerche storiche e recupero di testimonianze per ripristinare tutti gli elementi della facciata. L’intonaco identificato è stato successivamente trattato con un legante appositamente studiato da Mapei, chiamato legante Velasca, per restituire il colore “rosa-grigio” originale. Il restauro delle facciate non è stato solo un intervento estetico e architettonico, ma ha coinvolto anche il consolidamento strutturale. 

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Scheda tecnica

ANNO: 1958

  • USO

    Misto (residenziale e uffici)

  • SUPERFICIE

    34.000 m²

  • ALTEZZA

    106 m

Mappa

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

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