Milano, novembre 2013.
Ringraziamo anzitutto Minz68 per lo splendido lavoro di raccolta e ricerca svolto per ricostruire fotograficamente la realizzazione di piazza Cordusio, realizzato a suo tempo sul forum di SkyscraperCity.
Piazza Cordusio è una delle più importanti piazze milanesi, non solo per la sua funzione viabilistica e strategica, ma anche perché rappresenta uno dei cuori laici della città. Da sempre centro storico e nevralgico, riveste un ruolo di primo piano sotto il profilo storico e artistico.

Crocicchio già in epoca imperiale, il Cordusio acquisì particolare importanza con l’avvento dei Longobardi. Trenta anni dopo la distruzione di Milano (538-539) ad opera degli Ostrogoti guidati da Uraia, il re longobardo Alboino scese in Italia nel 569. Da allora l’area prese il nome di Langobardia, da cui in seguito derivò la denominazione Lombardia. Alla morte di Alboino, nel 572, il territorio venne diviso tra tre generali divenuti duchi; ad Albino toccò la “desolata Milano”.
Il suo palazzo, sorto nell’area dell’attuale piazza, era noto come De curte ducis o Curia ducis, ovvero la corte dei duchi longobardi. Da questa denominazione, attraverso progressive corruzioni linguistiche, derivarono i nomi Cortedoxi, Corduce e infine Corduso o Cordusio. La corte ducale fu presto soppiantata dal nuovo palazzo del Broletto Vecchio (attuale Palazzo Reale) e l’edificio del Cordusio venne smembrato, probabilmente attraversato dalla contrada delle Galline.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento il Cordusio fu radicalmente ridisegnato, divenendo un importante nodo del traffico cittadino. Questo processo comportò la demolizione di numerosi edifici per lasciare spazio a nuove costruzioni, tra cui:
- Palazzo Broggi, edificato tra il 1899 e il 1901 su progetto di Luigi Broggi. Fu sede della Borsa di Milano dal 1900 (in precedenza ospitata nel Palazzo dei Giureconsulti, in via Mercanti) fino al 1932; oggi è in vendita.
- Palazzo delle Assicurazioni Generali, costruito tra il 1897 e il 1899 su progetto di Luca Beltrami e Luigi Tenenti.
- Palazzo Biandrà, situato tra via Mercanti e via Tommaso Grossi, realizzato nel 1900 su progetto di Luca Beltrami in forme liberamente rinascimentali. Ex sede milanese della banca Sanpaolo IMI, ospita oggi, tra gli altri, una filiale di Intesa Sanpaolo.
- Palazzo del Credito Italiano, originariamente costruito da Luigi Broggi, oggi in attesa di nuovi proprietari.
Purtroppo, nel secondo dopoguerra, questi palazzi furono oggetto di ristrutturazioni e ammodernamenti che portarono alla perdita delle magnifiche sale di fine Ottocento.
Al centro della piazza sorgeva inizialmente una delle colonne votive milanesi, erette durante la peste del 1576 come altari per le preghiere. Nel 1624 vi fu collocata una statua di San Carlo Borromeo, successivamente trasferita nel 1786 nell’omonima piazza vicino alla chiesa di Santa Maria Podone. Secondo la tradizione, la decisione fu presa dal governatore austriaco dell’epoca, che la definì un “intralcio alla circolazione” dopo avervi urtato con la propria carrozza. Infine, a piazza ormai conclusa e rinnovata, il 26 novembre 1899 fu inaugurata al centro la statua di Giuseppe Parini, tuttora visibile.










La nascita della piazza moderna
Subito dopo l’Unità d’Italia, l’area del Cordusio iniziò ad assumere l’assetto che ancora oggi conosciamo. Nelle immagini d’epoca si riconosce la vecchia piazza Mercanti, con la porta della Pescheria Vecchia e la porta Cumana verso il Cordusio (oggi sostituite dai varchi di via Mercanti). Il Cordusio stesso appare inizialmente come un semplice slargo, più che come una vera piazza.
Per l’apertura di via Mercanti, la porta della Pescheria Vecchia fu demolita nel 1864, in concomitanza con l’inizio dei lavori di sistemazione di piazza Duomo. Non vi sono notizie precise sulla demolizione della porta Cumana; si sa però che la via Mercanti venne definitivamente aperta al passaggio delle carrozze (e successivamente dei tram a cavalli) nel 1877-78. In quella fase venne probabilmente abbattuta anche parte dell’isolato compreso tra Cordusio, via delle Galline e via Fustagnari, tagliato a metà dalla nuova arteria. I palazzi lungo il nuovo tratto di via Mercanti furono ricostruiti ex novo, mentre l’angolo affacciato sullo slargo del Cordusio sembra essere stato lasciato in stato di degrado, come testimoniano le fotografie successive.





In alcune immagini si nota l’ingresso secondario del negozio di pellicce “Alla città di Mosca”, il cui accesso principale si apriva sullo slargo del Cordusio. Sono visibili anche un’osteria — con la “Birra Golmbach spillata direttamente dal barile” — e vari esercizi commerciali. La datazione di queste fotografie non è del tutto certa: compare infatti un cartellone pubblicitario dei pianoforti “Ricordi e Finzi”, lo stesso che ricomparirà in immagini molto successive del 1897. Sebbene all’epoca i tempi fossero più elastici, è difficile immaginare una campagna pubblicitaria invariata per oltre dieci anni. L’edificio dell’osteria appare comunque piuttosto recente, probabilmente contemporaneo all’apertura di via Mercanti.
L’apertura della piazza è strettamente legata alla realizzazione di via Dante, frutto di grandi sventramenti nel tessuto urbano lungo l’asse Cordusio–Castello. A partire dal 1884, subito dopo la presentazione del Piano Beruto, si iniziò a progettare questa nuova arteria. Già nel 1885 Luca Beltrami costruì alcune abitazioni verso l’estremità prossima all’attuale largo Cairoli. Il progetto venne approvato nel 1886, ma i lavori di demolizione iniziarono solo il 30 aprile 1888, seguiti dalle nuove costruzioni a partire dal 1889.
I lavori procedettero rapidamente e le nuove architetture risultarono stilisticamente omogenee, prevalentemente eclettiche. All’edificazione contribuirono, tra gli altri, Antonio Citterio, Antonio Tagliaferri, G.B. Casati, Giuseppe Magni, Luigi Broggi, Giuseppe Sommaruga, Luigi Franchi, Antonio Comini, Andrea Ferrari, Carlo Formenti, Romeo Bottelli e Oreste Portaluppi. Nel 1889 il Comune bandì un concorso (con scadenza nel 1891) per premiare la migliore opera edilizia lungo la nuova via, segno che a quella data via Dante era ormai prossima al completamento. I tram vennero instradati lungo la via soltanto nel 1893, probabilmente dopo la definitiva sistemazione del tratto compreso tra il Cordusio e via Meravigli.
Le prime fotografie successive all’apertura di via Dante risalgono al 1897. Tra il 1893 e quell’anno si collocano verosimilmente il completamento degli edifici intorno a piazza Cordusio (limitati ai due lati rettilinei, non ancora all’ellisse) e l’allargamento del primo tratto di via Orefici.
Le immagini mostrano nuovamente l’ingresso di “Alla città di Mosca”, la tintoria dell’“Erede Botta”, il negozio di F. Evangelisti e varie pubblicità, tra cui ancora una volta i pianoforti “Ricordi” e un cartellone per una “Fabbrica di guanti e cravatte”, probabilmente appartenente allo stesso esercizio trasferitosi da un edificio precedente.
Altre fotografie del 1897 documentano la situazione immediatamente precedente all’inizio dei lavori del palazzo delle Assicurazioni Generali. In una di esse compare, sotto l’insegna “Merletti”, la scritta “liquidazione” sulla facciata di un edificio destinato infatti alla demolizione.
Infine, le immagini di via Orefici testimoniano i grandi sventramenti necessari alla creazione della nuova piazza Cordusio, temporaneamente coperti da enormi cartelloni pubblicitari: quelli dei pianoforti “Ricordi e Finzi” garantiti “per 10 anni”, dello sciroppo “Negri” per bambini contro la tosse asinina, del “Caffè concerto” con spettacoli serali ed entrata libera alle prove diurne, e persino del “pane di lusso caldo”, sfornato quattro volte al giorno con consegna a domicilio “in qualunque ora”.










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