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Milano | Lambrate – Una piazza, che si chiama viale, che andrebbe rispettata

Che cosa strana, a Milano c’è una piazza col nome di viale. Si, si tratta del Viale delle Rimembranze di Lambrate.

A dire il vero il “viale” comprende anche due bracci che uniscono la rotonda centrale dal diametro di circa 80 metri, con Via Rodano da un lato e dall’altro con Via Conte Rosso.

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Il “viale” venne intitolato negli anni Venti, per “rimembrare” i 114 abitanti del paesino di Lambrate che persero la vita nella Prima Guerra Mondiale. Perché naturalmente fino al 1923 Lambrate era un comune autonomo poi inglobato dalla grande città. Quindi come ogni paese autonomo, anche Lambrate volle commemorare i propri caduti con un viale e la scelta cadde sul rondò creato come rotonda e capolinea per i tram. La via era troppo stretta per ospitare un doppio filare d’alberi, così vennero piantati i 114 platani al centro in più filari concentrici, dove ogni pianta fu dedicata ad un caduto con una piccola targhetta. Qualche albero come è immaginabile, è morto nel corso degli anni, e quindi sostituito, naturalmente anche le targhette col tempo si persero o staccarono. Per ovviare a questi problemi, il Consiglio di zona 3, nel 2005, decise di ripristinare le targhette con il nome dei caduti (anche in carattere Braille) sui tronchi dei platani. Una giusta iniziativa per perpetuare nelle nuove generazioni il ricordo di quel terribile conflitto e ripristinare il significato di questo luogo “della memoria”. Peccato che anche di queste targhette qualcuna sia sparita.

Altra considerazione che ci poniamo: è mai possibile che un luogo che andrebbe rispettato sia infangato dai soliti parcheggi selvaggi? Che la gente, per entrare nel pacchetto debba attraversare un terreno sterrato e fangoso quando bagnato? Oppure abbia problemi quando deve scendere dai tram perché trova le automobili parcheggiate a ridosso del mezzo pubblico?

Sarebbe bello se ogni albero avesse un paletto o una lapide ai suoi piedi in ricordo dei caduti, una soluzione più duratura, e venisse impedito completamente il parcheggio selvaggio, soprattutto attorno alla rotonda centrale.

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La parte iniziale del “viale”, si scorge il rondò con il bel boschetto centrale.

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Forse l’unico edificio del “viale” degno di nota, si trova al civico 18 e dovrebbe esser stato realizzato negli anni Quaranta.2016-04-09_Rimembranze Di Lambrate_4

Attraversando ed entrando nella parte centrale del rondò si nota subito l’ingombrante e deturpante presenza delle vettura parcheggiate in modo selvaggio.

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Il percorso pedonale alquanto mal tenuto e fangoso.

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Secondo noi, basterebbe mettere attorno alla parte centrale delle parigine o dei piloni per impedire il parcheggio delle vetture almeno sotto gli alberi. Come abbiamo fatto nel nostro fotomontaggio.

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Una delle targhette inchiodate negli alberi

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Scendere dal tram e trovarsi l’auto che da fastidio… un’indecenza.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


18 thoughts on “Milano | Lambrate – Una piazza, che si chiama viale, che andrebbe rispettata

  1. stefano

    E che dire del fatto che la piazza viene usata come dormitorio-bivacco e quegli stessi alberi dedicati ai caduti siano un orinatoio a cielo aperto?
    Raccontare di questa piazza-viale indignandosi solo per le auto parcheggiate è a mio parere incredibile

    1. Roberto Arsuffi Posta autore

      Purtroppo nessuno ci ha mai segnalato dei bivacchi e di quant’altro. Non abitando in zona non posso sapere. Quindi ci siamo limitati solo all’aspetto estetico.

      1. stefano

        Ad ogni modo l’idea progettuale la condivido.

        Aggiungerei anche che il capolinea del tram si meriterebbe una pensilina e un marciapiede adeguato, e che l’intera piazza, viste le alberature fitte, avrebbe forse bisogno di un po’ di illuminazione in più.

  2. Elle

    le piazze, panchine, fontane della zona sono ad uso e consumo di sbandati di ogni risma. rimembranze di lambrate, gobetti, bottini, l’area “digitale” di via pacini sono luoghi allo sbando. a questo punto meglio le auto parcheggiate.

  3. Anonimo

    Mi associo ai commenti precendenti, ci passo tutti i giorni e le auto sono davvero l’ultimo dei problemi. La piazza è davvero “mal frequentata” (per usare un eufemismo) e nonostante abbia le potenzialità per essere gradevole, se abitassi in zona mai mi ci fermerei o ci porterei un bambino a giocare.

  4. Nicola

    Come si fa a dire che le auto sono l’ultimo del problema, quando trasformano quello che dovrebbe essere uno spazio verde in uno schifosissimo parcheggio fangoso?
    Certo, c’è anche il problema di ordine pubblico dei senza fissa dimora che bivaccano nella zona, ma qua c’è poco da fare e il comune non penso possa intervenire. Si inizi a rendere gradevole il luogo e riportarvi i bambini, spariranno anche le situazioni di degrado.

    1. papoff

      concordo.
      nei commenti precedenti invece si confronta la presenza di essere umani non graditi a quella delle macchine, come se i primi possano essere rimossi col carro attrezzi.
      le azioni per avere meno bivacco sono la valorizzazione dell’area verde, quindi basta auto, via etti ben tenuti, giochi per bambini, un capolinea decente. fatto ciò la piazza sarà vissuta e gli sbandati si sposteranno.
      no, non verranno portati in deposito: non sono oggetti

      1. stefano

        Sto cercando nei commenti qui sopra dove si parla (o si sottointende) che questi uomini siano oggetti, e lo trovo solo nel suo

        1. papoff

          tipo: a questo punto meglio le macchine.
          si fa un confronto e non si arriva a capire che eliminando il degrado, di cui le macchine sono parte, si ottiene contemporaneamente una bella area, presidiata dalla gente comune che la frequenta e si limita anche la maleducazione, di cui fanno parte anche i parcheggiatori, oltre che i bivaccatori.

  5. Anonimo

    Giustissimi gli ultimi commenti.
    La morale è sempre quella: le macchine parcheggiate dove capita sono sintomi di degrado e abbandono e e poi tutti ne approfittano. Togliere le macchine e sistemare la piazza con giochi per bambini e altro ridarebbe dignità al luogo…
    Non è perché la piazza è mal frequentata e allora io metto la macchina dove mi pare. Rimane una azione sbagliata nonché infrazione.

    1. Elle

      io non ho mai scritto che auto e persone siano la stessa cosa. quella piazza per chi abita in zona è squallida non per le macchine intorno, ma perchè infrequentabile dato che è stabilmente occupata da sbandati.
      piazza gobetti, per restare in zona, ha un parco giochi ed è circondata da parapetti che impediscono il parcheggio e fa schifo uguale.
      in via pacini hanno tolto posti auto sotto il viale alberato e fatto una futuristica area digitale, inaccessbile alle auto, costantemente alla mercè di alcolizzati – punkabbestia e amenità varie. con la bella stagione ci si dorme, si tagliano i capelli e si beve.

      sono il primo a volere una zona bella e ordinata, ma il comune non può limitare l’azione di governo del territorio al posizionamento di dissuasori della sosta

  6. Nicola

    Ma scusate, me lo chiedo spesso, il comune cosa può fare attivamente per la sicurezza? Non sono le forze dell’ordine quelle preposte a controllare gli alcolizzati e i questuanti molesti?

  7. Helga

    Grazie per avere posto all’attenzione la piazza del viale rimembranze di lambrate, da me oramai da tempo ribattezzata “la piazza che non c’è “!
    Colgo l’occasione quindi per condividere due importanti aggiornamenti proprio su questo “non luogo” urbanistico e di degrado sociale . La prima è che nel quartiere opera da quasi due anni una rete di associazioni, denominata ViviLambrate, che coordino, la quale si è attivata ed è nata precisamente per intervenire sulla piazza , a due livelli : con una ormai costante attività di animazione, con cadenza di eventi mensile e quiindicinale. La seconda è la elaborazione di un progetto di riqualificazione urbanistica della piazza, che prevede proprio spazi di aggregazione per bambini,famiglie, anziani e giovani della zona . Il progetto è stato condiviso con il comune e finalmente selezionato attraverso processo di consultazione (uno dei due di tutta zona tre) dal candidato Sindaco Sala, che lo ha ufficialmente inserito nel programma. Personalmente ho curato la parte sociale e culturale, che mira appunto a rispondere al degrado inserendo presidi attivi aperti ai cittadini del quartiere. Io sono ovviamente del quartiere, ho lavorato e continuo a lavorare volontariamente perché questo spazio sia restituito ai cittadini e alla comunità di Lambrate e della zona tre , per la quale sono candidata consigliere. E non a caso il primo punto del mio programma è appunto la riqualificazione della piazza rimembranze. Questo per dire che ci sono tante energie in campo per recuperare questo luogo e prospettive finalmente concrete di portare a casa il risultato.

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