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Milano | Montalbino – Un piccolo quartiere tranquillo con qualche curiosità

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Il quartiere di Montalbino si estende grossomodo da viale Zara/piazzale Istria a Est, via Murat a Ovest, viale Marche a Sud e la ferrovia a Nord.

Montalbino e la chiesa di San Paolo Apostolo 1929-35

Montalbino era il nome di una vecchia cascina del 1700 che portava questo nome e che si trovava sulla strada che univa lo stradone per Niguarda e il borgo di Pratocentenaro. La cascina, che ancora vediamo in via Airolo 19, è quel poco che resta dell’antico insediamento rurale. Presenta una bella facciata monumentale, resa particolare da un grande voltone che funge da ingresso principale. Nelle vicinanze vi era una seconda cascina Montalbino chiamata anche su alcune carte antiche col nome di Cascina Mantellino. Probabilmente nella foto di seguito, scattata negli anni Quaranta, si vedono entrambe le cascine. Nei pressi scorreva anche una roggia, Testa del Moro. L’antica via è rimasta, nel primo tratto si chiama Via Montalbino mentre nella seconda parte la via prende il nome di via Airolo, proprio dove si trova la cascina. Purtroppo non siamo riusciti a sapere altro su questo antico edificio dalle forme nobili. Ancora negli anni Settanta e Ottanta nella cascina vi erano dei laboratori di falegnameria.

Una foto della Cascina Montalbino, sullo sfondo ripresa da Via Veglia 1940-43

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All’inizio del 1900 la zona fu oggetto di nuovi insediamenti. Uno di questi fu attorno alla villa Mirabello nel crescente quartiere denominato Dei Giornalisti alla Maggiolina. Nei pressi del grande Piazzale Istria, a due passi dal fiume Seveso, che qui scorreva ancora libero negli anni Venti, fu realizzata la nuova chiesa parrocchiale intitolata a San Paolo Apostolo, ubicata in piazzale Caserta (l’indirizzo ufficiale è però in via Asmara 2), venne consacrata nel 1928, in un primo tempo e poi nel 1934 con l a presenza del Cardinale Ildefonso Schuster. Il progetto neoromanico è dell’architetto Piero Palumbo, lo stesso che progettò la chiesa di San Dionigi a Pratocentenaro.

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Su piazza Caserta si trova, oltre alla chiesa, anche il principale accesso al Giardino Wanda Osiris

Conosciuto anche come giardino di Via Veglia, è un’area verde di 22 100 m². Il giardino, progettato da Luigi Griso, fu aperto al pubblico nel 1991 e in seguito dedicato all’attrice Wanda Osiris. Il parco comprende un’area con giochi per bambini e una giostra, campi da bocce, campi da calcetto ed un’area jogging.

Sempre su piazza Caserta troviamo anche l’istituto scolastico delle Marcelline che si distingue per un grazioso edificio in stile eclettico-neoromanico realizzato nel 1929 con qualche aggiunta nel tempo, come il più recente edificio realizzato dall’architetto Giovanni Bua e che si accosta in maniera discreta e moderna al vecchio edificio utilizzando lo stesso mattone.

Montalbino - Via Veglia ingresso scuola Marcelline 1930

Montalbino – Via Veglia ingresso scuola Marcelline 1930

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Le case anni Venti di Via Veglia

A lato della chiesa si trova Via Asmara, dove si tiene il mercato settimanale e un giardino.

Il giardino che si stende dalla cascina Montalbino alla chiesa di San Paolo Apostolo e via Veglia è abbastanza ben tenuto. Presenta un bel pergolato rivestito di glicine. E’ stato realizzato negli anni 2000 quando vennero costruite anche le residenze di via Airolo 4, Tre cubotti residenziali uniti da un podio con negozi oggi quasi tutti chiusi.

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A Montalbino c’è forse uno dei complessi residenziali più particolari di Milano, si tratta del Complesso residenziale INA, progettato da Cesare Blasi e Gabriella Padovano tra il 1966 e il 1971.

Si tratta di una serie di edifici residenziali che occupano tre isolati contigui e in parte già edificati tra la via Airolo 36, via Sarzana 24, via Fiuggi 13, via Trescorre Balneario 23.

L’unitarietà dell’intervento è evidenziata dall’utilizzo degli stessi materiali e, nei corpi a stecca orizzontale, da paraventi in cemento armato che separano i terrazzamenti dei vari appartamenti. La regolarità del passo, che coincide con la divisione interna degli appartamenti, corrisponde al modulo strutturale su cui è concepito il progetto.

Il profilo gradonato dei palazzi orizzontali è un altro elemento che rende abbastanza unici questi edifici, anche perché si tratta di uno slittamento orizzontale del piano. La facciata opposta è invece continua, ma scandita dai volumi dei corpi scala che emergono dal fronte degli edifici per concludersi con una copertura fortemente inclinata. Il complesso si è occupato anche di uno spazio verde comune. I negozi si trovano sotto un porticato (purtroppo, come sta succedendo un po’ ovunque in città, sono sempre meno).

 

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Nella zona comunque non mancano anche altre architetture curiose, recenti come passate, sempre comunque realizzate nel giro di un secolo, visto che la zona era ancora rurale all’inizio del 1900.

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Per concludere, vorremmo dare un suggerimento al Comune, come spesso facciamo. Ad esempio, nella parte alta del quartiere, nel punto in cui via Sarzana si conclude in uno spiazzo contro la ferrovia formando Largo Gino Allegri esiste un semplice spiazzo utilizzato come parcheggio. Noi abbiamo provato a mettere, tra le auto parcheggiate degli alberi (forse un po’ adulti nel fotomontaggio, ma è per dare l’idea), non sarebbe meglio?

Di seguito la piazza come potrebbe essere e com’è.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


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