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L’arte del non saper valorizzare nulla

Roma è una città dalla storia infinita e millenaria; probabilmente non basta una vita per vedere tutte le cose che la nostra straordinaria metropoli ha da offrirci.

Questo è sicuramente un vanto, ma è anche un limite, se ci si trova di fronte ad uno Stato e ad un’amministrazione che non riesce a vedere le potenzialità di un patrimonio storico adeguatamente conservato.

L’avere così tanti siti di interesse fa si che molte volte ci si scordi che la storia di Roma non finisce con le Mura Aureliane.

La Tenuta di Torrenova ne è un esempio lampante.

In questo pezzo di terra che si apre dopo Giardinetti, un chilometro in linea d’aria fuori dal GRA, ci sono importantissime testimonianze di un passato ricco di importanti avvenimenti.

Purtroppo quasi tutto ciò che ci è stato lasciato versa in condizioni di estremo degrado, ad iniziare dal Castello, i cui primi riferimenti si hanno a  partire dal 900 D.C.

Nel 1600 iniziano i lavori di rifacimento del castello, che viene ampliato grazie alla costruzione della chiesa di San Clemente, eretta in onore di Clemente VIII.

Purtroppo all’inizio del 900 inizia lo smembramento della tenuta; ad oggi è rimasto solo un pezzo del parco che adornava il castello con alberi di alto fusto, mentre la chiesa è abbandonata e sotterrata dagli arbusti e il castello versa in condizioni non proprio ottimali.

Nell’area sono presenti anche moltissime altre testimonianze, soprattutto di origine romana: un casale con cisterna del I secolo D.C., un ponte romano del II secolo A.C. che passa sopra al fosso di Torrenova, oggi adibito a discarica (sigh), i resti di alcune case romane, due torri del XIII secolo e, infine, un ninfeo del XVI secolo.

Insomma, in un’area dove probabilmente nel resto del mondo avrebbero fatto a botte pur di poterla trasformare in attrazione storico – culturale, qui il tutto è in stato di semi abbandono, in un contesto circostante sconfortante, dominato dall’abusivismo, dalla sporcizia e dalla totale mancanza di arredo e pianificazione urbana.

Speriamo che in futuro si sappia vedere alla storia come mezzo di riscatto delle tante borgate di Roma ed anche come luogo di conoscenza e di aggregazione sociale.

La chiesa abbandonata di San Clemente

Il ponte romano in mezzo all’immondizia

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