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Lungomare pedonalizzato, una conquista di civiltà da difendere

Quando a giugno il lungomare di Catania è stato per la prima volta chiuso interamente al traffico, la nostra città ha fatto un importante passo verso la normalità di una grande realtà urbana europea, avvicinandosi a uno standard di civiltà e vivibilità che si spera, un giorno, potrà essere costante.
Certamente, ancora, il lungomare viene consegnato ai pedoni e ai ciclisti una sola volta al mese e ciò è giustificato sia dall’impossibilità di poter disporre maggiormente -almeno per il momento- del personale municipale necessario, sia dal non poter contare ancora, ahinoi, dell’arteria di scorrimento alternativa, da completare, per la quale si attendono i fondi.
In ogni caso, l’appuntamento mensile con la “normalità del futuro” è una conquista di civiltà che va difesa a spada tratta. La reazione della cittadinanza è stata ed è evidentemente positiva, quella dei commercianti, invece, è divisa tra favorevoli e contrari.
Bisogna ricordare che in diverse grandi città d’Italia, soprattutto al nord, processi di pedonalizzazione simili, risalenti ormai a più di venti anni fa (la Sicilia arriva sempre in ritardo), furono inizialmente contestati e osteggiati dai commercianti coinvolti, ma nel medio-lungo termine la rivalutazione degli spazi urbani interessati è stata tale, insieme con l’apprezzamento di cittadini e turisti, che oggi nessuno si sognerebbe di tornare indietro.
Fa male leggere commenti, volti a riconsiderare o ridimensionare la chiusura al traffico, in cui si dice che “non si può cambiare la mentalità del catanese” o che “è inverosimile chiudere al traffico in inverno perché Catania non è preparata”, espressi dal presidente provinciale Fipe Confcommercio, come apprendo da La Sicilia del 7 agosto. Innanzitutto non si può generalizzare, perché sono tanti i catanesi che, invece, apprezzano moltissimo un’iniziativa come questa. Inoltre, se è pur vero che ci sono tanti catanesi ancora schiavi del mezzo privato e che preferiscono parcheggiare (possibilmente in doppia fila…) nelle immediate vicinanze dei locali di destinazione, non si può negare che il compito di una buona amministrazione comunale è quello di educare e indirizzare i suoi cittadini verso le migliori soluzioni e non, invece, assecondare le cattive abitudini.
Auspico che il lungomare pedonalizzato, in attesa di poter essere una scelta definitiva, diventi una tradizione consolidata della nostra città, anche invernale. Non giudico positivamente la proposta, letta in più occasioni, di lasciare due corsie aperte al traffico: il piacere di godere del lungomare sta anche nel poter respirare a pieni polmoni, senza dover inalare gas di scarico e sentire i rumori dei motori. Catania, come tutte le città, saprà abituarsi alla novità e col tempo, ne sono certo, l’apprezzamento sarà collettivo: per giungere a questo risultato, però, non ci si può tirare indietro.




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