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Milano | Pantano – La rinascita della Torre Velasca

Era il mese di settembre 2013 quando ebbero inizio i lavori alla base della torre Velasca. Si montava infatti la struttura metallica che avrebbe dovuto reggere le impalcature per consentire il restauro del grattacielo milanese degli anni Cinquanta. Sono passati quasi due anni da quella data e nulla è più accaduto. La situazione, però, pare forse sbloccarsi.

Al noto imprenditore Ligresti – proprietario al tempo della torre Velasca e di altri immobili in città arrestato nel 2013 – è subentrata Unipol, che ha “ereditato” un vasto patrimonio in forte stato d’abbandono: oltre alla Velasca, si pensi anche alla Torre Galfa e all’edificio di Porta Nuova di fronte al Bosco Verticale). Le strutture per il montaggio della impalcature montate e abbandonate dalla società di Ligresti sono state riutilizzate per alcuni eventi programmati da Unipol in attesa della partenza delle opere di restauro, che partiranno probabilmente a fine anno o al più tardi nel 2016.

Lo spazio ricavato ai piedi della Torre si chiama Opening Velasca: un nuovo “luogo non luogo” tra architettura e design. Il visitatore può sostare ai piedi di uno spazio che, negli anni, è stato promotore di importanti dibattiti internazionali e trasversali tra architettura, ingegneria e cultura.




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Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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