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Zona San Babila – Quel leone che sembra più una pecorella

Proprio di fronte all’antica chiesa di San Babila, all’imbocco di Corso Venezia, si erge una colonna a bugnato sormontata da una scultura leonina, la Colonna di Porta Orientale. La colonna che vediamo oggi, quasi dimenticata nel caos che regna in piazza San Babila, venne spostata qui dopo la realizzazione della stazione della metropolitana negli anni 60, ma la sua posizione era già stata modificata più volte, sempre di pochi metri, per ragioni di viabilità.

La Colonna di Porta Orientale è una soluzione realizzata su disegno di Giuseppe Robecco nel 1626 per volere del Conte Carlo Serbelloni magistrato per le strade, che decise di porla su una colonna bugnata su un alto basamento. Originariamente il leone in pietra si trovava su un altro tipo di basamento (“veggendosi dianzi”, come ricorda il Torre, “un piedestallo massimo di materia cotta, che occupava gran sito, e riusciva poco grato allo sguardo”) eretto nel 1502. Anche se il felino in pietra rimane di origine incerta. Molte sono le leggende, una di queste racconta che circa intorno all’anno mille i veneziani progettarono un attacco notturno a Milano, e schierarono l’esercito alle porte della città che allora aveva il suo confine proprio a San Babila. Durante la notte udirono un rullo di tamburi e credettero di essere stati scoperti. In realtà a scoprirli fu il garzone di un fornaio che diede l’allarme permettendo così ai milanesi di organizzarsi e respingere l’attacco. Durante la fuga i veneziani pare abbiano abbandonato questa scultura che i milanesi subito misero a proteggere la Porta Orientale. Per altre il leone doveva “ammonire” con il suo sguardo coloro che entravano in Milano passando dal varco delle mura medievali.

Invece per l’origine effettiva del leone in pietra, alcuni sono propensi nel pensare che provenga dal vecchio protiro della Chiesa di San Babila o anche che si trattava di una scultura posta sulla Porta Orientale (direzione di Venezia, città del leone) poco distante dalla chiesa, demolita nel 1818.

Fatto sta che il monumento che possiamo ammirare oggi appare più un mozzicone informe che una colonna vera e propria. Alta circa 7/8 metri si appoggia ad un basamento di circa 4 metri. In origine aveva una decorazione al basamento dove si trovavano quattro leoni alati, posti agli spigoli, erano separati da un alberello e cespugli, decorazione oramai consumata completamente ma che ancora si vedeva nelle foto d’epoca. Così come lo stesso leone che appare più una pecorella che un felino, consumato dallo smog e dal tempo.

Guardando le foto del primo Novecento si vede come la colonna fosse ancora leggibile e che l’incuria e soprattutto lo smog l’abbiano sbriciolata completamente o quasi.

Ci siamo chiesti se non sia meglio ricorrere ai ripari in qualche modo, prima che anche quel poco che c’è sparisca del tutto. Magari sostituendola con una copia (magari riproducendola come la si vede nelle foto d’epoca) e conservando quella originale all’interno dei Musei del Castello Sforzesco (si è ricorso spesso a quest’espediente con altre sculture antiche che sonno state sostituite da copie, come le statue sopra le porte medievali della città).

Di sicuro la spesa non sarà semplice, ma se Colonna e Leone rimarranno ancora esposti alle intemperie, finiremo col ritrovarci tra qualche decennio al loro posto un misero moncherino.

 

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Se si confrontano le decorazioni di questa foto degli anni ’20 e come sono ridotte ore, ci renderemmo conto di come sarebbe il caso di intervenire prima che sia troppo tardi.

 

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


5 thoughts on “Zona San Babila – Quel leone che sembra più una pecorella

  1. Alessandro

    Era un bel leoncino povero….quel rattoppo è davvero triste…e ha anche perso la coda. Non mi ero mai chiesto da dove provenisse. Bravi.
    Concordo che sarebbe opportuno spostare l’originale al castello e metterne uno in migliori condizioni li (anche se nella posizione attuale è poco visibile). Un pò come i bassorilievi di porta ticinese che in originale si trovano al castello.
    Al contrario…alcune cose che sono al castello andrebbero secondo me riportate (in parte ricostruite) nelle sedi originali per valorizzarle…un esempio la pusterla dei fabbri all’imbocco di via cesare correnti (che è la prima cosa che si incontra entrando al castello). Credo che leggermente spostata rispetto a dove si trovava l’originale consentirebbe comunque (un pò come l’arco di porta romana) di far passare le auto e al contempo rappresenterebbe una memoria della cinta medioevale della città…

  2. Francesco De Collibus

    A me sembrano guasti bellici che da smog, sinceramente. Il leone è praticamente reintegrato a metà, e nemmeno la Sito Plus del mio vecchio Sî poteva fare tanti danni da inquinamento come quelli ai fregi della colonna.

  3. Marco

    Ma vogliamo parlare dello stato generale della piazza? Quel catrame per terra arrivando da corso Venezia? Oppure i motivi per cui su corso Venezia non hanno ancora pavimentato in pietra?

  4. Marco

    Dimenticavo: l’angolo con via Montenapoleone? Che tra l’altro.. come mai non e’ pedonale? Via della Spiga e’ meravigliosa.. anche Montenapoleone dovrebbe essere pedonale

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